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Inter: Roberto Mancini accusato di bancarotta fraudolenta, rischia 3 anni e mezzo di reclusione

Mancini accusato di bancarotta fraudolenta, rischia 3 anni e mezzo

Il 11/05/2016 alle 14:11Aggiornato Il 11/05/2016 alle 14:24

Allenatore nerazzurro nei guai nell’ambito del processo con rito abbreviato legato al crac finanziario della società Img Costruzioni. Coinvolti anche Marco Mezzaroma (immobiliarista romano) e Stefano Gagliardi (noto avvocato della capitale)

Guai per Roberto Mancini. Il tecnico dell’Inter è accusato di bancarotta fraudolenta. La procura di Roma ha chiesto per l’allenatore dell’Inter una condanna a tre anni e mezzo di reclusione. La notizia shock arriva come un fulmine a ciel sereno sulla testa del tecnico nerazzurro nell’ambito del processo con rito abbreviato legato al crac finanziario della società Img Costruzioni, società fallita con una serie di distrazioni patrimoniali - di circa 1 milioni e 900mila euro - di cui avrebbero beneficiato i protagonisti stessi della vicenda (Stefano Gagliardi, avvocato dei salotti della Roma bene; Marco Mezzarona, immobiliarista discendente da una nota famiglia romana e appunto il Mancini).

La richiesta è arrivata oggi da parte del pm Stefano Rocco Fava, ma la vicenda è legata a fatti del 2013-14. Il tribunale di Roma dichiarò il fallimento della Img Costruzione il 24 gennaio 2013, con la stessa che si portava dietro un passivo fiscale di 2 milioni di euro e un debito d’imposta di oltre 400mila euro. Secondo la ricostruzione del nucleo valutario della Guardia di Finanza, nel periodo 2008-2009, la Img avrebbe emesso delle fatture in favore della Mastro srl (società facente capo ai tre soci di cui sopra, tra cui Mancini), per un valore di 838mila euro per delle presunte opere edilizie. Una provvista, di fatto, perché la Img era solo una scatola vuota attraverso cui far transitare il denaro, da anni senza alcuna capacità produttiva.

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