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Le 5 statistiche che rendono storica Juventus-Udinese 0-1

Le 5 statistiche che rendono storica Juventus-Udinese

Il 24/08/2015 alle 22:07

La Vecchia Signora non aveva mai perso in un debutto casalingo e non perdeva con il "tricolore" cucito sul petto addirittura dal 1982: i friulani, del resto, diventano soltanto la terza squadra capace di espugnare lo Stadium in partite di campionato

Sono soltanto tre punti persi per strada, in un percorso che potenzialmente potrebbe regalarne altri 111. Eppure, la sconfitta interna della Juventus nel debutto contro l’Udinese nasconde tanti dati storici. Statistiche che fanno pensare a un ko da non trascurare. E non soltanto per ragioni tecnico-tattiche. Ecco i 5 motivi per cui il match di domenica è già destinato a passare alla storia.

Come te, nessuno mai

Una sconfitta storica, hanno titolato in molti. E, in effetti, i motivi non mancano per considerare lo 0-1 di Torino un risultato significativo. Basta pensare che la Juventus non aveva mai perso in un esordio interno in Serie A, ottenendo per il resto la bellezza di 33 vittorie e 7 pareggi, e che in quelle partite aveva sempre segnato almeno un gol. Mai rimasta a secco, come invece accaduto ieri. Era addirittura dal primo settembre 1991 che il campione d’Italia uscente non perdeva alla prima della nuova stagione, in quel caso si trattava della Sampdoria (3-2 a Cagliari). I bianconeri non perdevano al debutto dall’ultima stagione pre-Conte (Bari-Juventus 1-0, gol di Massimo Donati) e non cadevano alla prima con lo scudetto cucito sul petto dal 12 settembre 1982 (Sampdoria-Juventus 1-0, Mauro Ferroni). E quell’anno, alla fine, il tricolore andò alla Roma.

Michel Platini in Sampdoria-Juventus 1-0 del 1982 Imago

Michel Platini in Sampdoria-Juventus 1-0 del 1982 ImagoImago

Dopo 47 partite, crolla l’imbattibilità interna

Era dal 6 gennaio 2013 che la Juventus non perdeva in casa. Da quel ko con la Sampdoria (1-2 deciso da una doppietta di Mauro Icardi) sono passate 47 partite senza sconfitta. Una striscia positiva impressionante iniziata proprio contro l’Udinese, con un 4-0 inflitto ai friulani il 19 gennaio di quell’anno (doppietta di Paul Pogba, reti di Mirko Vucinic e Alessandro Matri). Su 141 punti disponibili, la Juventus ne ha colti ben 131: 7 vittorie e due pareggi nella parte restante del 2012-13, 16 successi e 3 pari nel 2014-15 e ben 19 bottini pieni nell’ultimo anno di Antonio Conte in panchina. Adesso, però, si riparte ad handicap.

Mauro Icardi in Juventus-Sampdoria 1-2 del 6 gennaio 2013

Mauro Icardi in Juventus-Sampdoria 1-2 del 6 gennaio 2013LaPresse

La terza sconfitta allo Stadium

L’impresa degli uomini di Stefano Colantuono è nella storia anche perché si tratta soltanto della terza complessiva per la Juventus nel nuovo impianto, limitatamente a partite di Serie A. La prima volta fu l’1-3 con l’Inter del 3 novembre 2012, la seconda il già citato successo della Sampdoria. E, la terza, è appunto la sfida di domenica decisa da Cyril Thereau. Ma quanto avvenuto domenica è un caso statisticamente isolato anche se si comprendono anche le partite di coppa giocate nel nuovo stadio. Perché sì, nel complesso è soltanto il quinto ko interno della Vecchia Signora, che per il resto aveva perso soltanto contro il Bayern Monaco (0-2, 10 aprile 2013: quarti di finale di ritorno di Champions League) e la Fiorentina (1-2, 5 marzo 2015: semifinale di andata di Coppa Italia).

Mohamed Salah in Juventus-Fiorentina 1-2 del 5 marzo 2015

Mohamed Salah in Juventus-Fiorentina 1-2 del 5 marzo 2015AFP

Perdere la testa

Di certo non era un obiettivo stagionale, però non si può non menzionarlo. La Juventus, infatti, aveva la possibilità di sorpassare il record di giornate trascorse consecutivamente in testa alla classifica (76 partite per la Vecchia Signora “cancellata” da Calciopoli o 72 per il Milan di Fabio Capello). Ma, con la sconfitta al debutto, è finita per scendere dalla vetta per la prima volta dopo 64 giornate. L’ultima weekend chiuso lontano dalla testa è quello del 10 novembre 2013. Quattordici giorni dopo, la Juventus di Conte vinse a Livorno (2-0) e – complice il pareggio della Roma nel Monday Night contro il Cagliari (0-0) – sorpassò per restare lì sino a questo storico 23 agosto.

Fernando Llorente e Andrea Pirlo in Livorno-Juventus del 24 novembre 2013

Fernando Llorente e Andrea Pirlo in Livorno-Juventus del 24 novembre 2013LaPresse

Ora serve un’impresa storica

Può sembrare una sciocchezza, eppure qualcosa vorrà dire. In 83 campionati di Serie A disputati a girone unico, soltanto sei volte una squadra che ha perso alla prima giornata è poi riuscita a vincere il tricolore. L’ultima a riuscirci è stata il Torino di Gigi Radice nel 1975-76. Impresa non impossibile, ma difficile. Se non altro, Allegri si può consolare. Nella storia del calcio italiano, gli unici club a riuscirci sono quelli di Torino: quattro volte i granata (1929, 1943, 1946 e 1976), due la Juventus (1933 e 1975). E, in ben due casi, la squadra che ce l’ha fatta ha poi completato l’impresa di vincere cinque scudetti consecutivi (la Juventus degli anni 30 e il Grande Torino). Il vero obiettivo di Paul Pogba e soci.

Le squadre che hanno vinto il campionato dopo aver perso al debutto:

CAMPIONATO SQUADRA PARTITA D'ESORDIO
1928-29 Torino Genoa-Torino 2-1
1932-33 Juventus Alessandria-Juventus 3-2
1942-43 Torino Ambrosiana-Torino 1-0
1945-46 Torino Juventus-Torino 2-1
1974-75 Juventus Bologna-Juventus 2-1
1975-76 Torino Bologna-Torino 1-0

Video - The Goal from Cyril Thereau (Udinese) on the 78th minute of the second half.

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