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Le pagelle della Juventus campione d'Italia 2015/16: il capolavoro di Buffon, Allegri e Pogba

Le pagelle della Juventus campione d'Italia 2015/16

Il 25/04/2016 alle 19:47Aggiornato Il 26/04/2016 alle 00:03

Diamo i voti ai protagonisti della strepitosa cavalcata bianconera: dall'eterno Buffon a un record d'imbattibilità costruito con i compagni di difesa Barzagli, Bonucci e Chiellini. Ma anche la seconda parte di stagione di Pogba, il peso specifico di Khedira, l'importanza di Marchisio, i gol di Mandzukic e l'esplosione del fuoriclasse Paulo Dybala.

Gianluigi BUFFON 10 – Pronti-via e tocca spararsi subito il migliore, l’uomo che probabilmente è stato il protagonista principe della stagione bianconera: Gianluigi Buffon. Andare a sviscerare l’aggettivo giusto sarebbe un’impresa ardua persino per David Foster Wallace, figuratevi per un umile cronista sportivo. Qui non resta altro che raccontare l’ennesima stagione da protagonista di un fuoriclasse che per continuità di rendimento non si è mai visto nella storia di questo sport. Ventuno anni da professionista, ventuno anni da protagonista. Ricordate un’annata negativa di Buffon in carriera? Noi no. Questa che ha portato al 5° Scudetto consecutivo della Juventus vede in Buffon il migliore perché il capitano bianconero ha saputo essere decisivo fuori e dentro il campo. Dalle sue dure parole, dopo Sassuolo, è di fatto cambiata la Juve. Alle sue parate, dalla sconfitta del 23 agosto con l’Udinese alla vittoria di Firenze, si è sempre affidata la Juve. Nel mezzo, per non farsi mancare niente, un record di imbattibilità costruito con i ragazzi della difesa – e non solo – che ha cancellato anche il mito della Rossi-Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini. Forse ci siamo dilungati un po’ troppo, ma su Gianluigi Buffon l’eccezione è consentita poiché lui stesso eccezione a ogni umana logica.

NETO sv. – Novanta minuti col Frosinone a metà settembre. Non giudicabile (in campionato, ovviamente).

Leonardo BONUCCI 8,5 – Non si può parlare di consacrazione totale perché quella, di fatto, è roba arrivata già nella scorsa stagione. Semmai la conferma a un livello dove certamente nessuno in Italia e veramente pochi in Europa. Sempre presente, sempre protagonista, sempre decisivo per i movimenti di una difesa che a 3 o a 4 ha avuto in Bonucci il suo condottiero. Poco altro da aggiungere.

Giorgio CHIELLINI 7,5 – Anno parecchio complicato per Chiellini che da fine gennaio in poi non è praticamente più tornato in campo. Qualche spezzone, qualche partita e un’infinità di problemi muscolari che tra polpaccio e adduttori ne hanno minato le prestazioni e obbligato Allegri a trovare altre soluzioni. C’è anche lui però nel record di imbattibilità di Buffon e nella rifondazione psicologica di una Juve che, dal 29 ottobre in poi, è tornata a essere ciò che conoscevamo.

Andrea BARZAGLI 8,5 – L’ennesima stagione di simil-perfezione o quasi. Se ci limitassimo all’analisi delle scelte difensive pure, il rendimento è stato superiore anche a Bonucci. Il toscano è stato probabilmente uno dei più grossi affari della storia della Juventus: svenduto dal Wolfsburg per 300mila euro a gennaio del primo anno di gestione Marotta – quando la Juve tra l’altro stava cercando un terzino… - per il 34enne difensore bianconero il tempo sembra essersi fermato. Un anno da protagonista in una stagione di record storici.

Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci

Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini e Leonardo BonucciPanoramic

Daniele RUGANI 6,5 – Non è stata per nulla una stagione semplice per il buon Rugani. Arrivato con la pesante etichetta di predestinato si è trovato davanti dei mostri sacri ed è a lungo stato il giocatore meno utilizzato della rosa. I problemi di Chiellini hanno però obbligato Allegri a tirare fuori l’ex Empoli dalla ghiacciaia, dimostrando che oltre la faccia da bravo ragazzo c’è un difensore su cui la Juve può e potrà fare affidamento.

Martin CACERES sv. – Sei presenze per un totale di 449 minuti stagionali. Troppo poco per poter dare un giudizio tecnico. Dovessimo dare un voto al fisico, invece, diremmo 4. Ma quella, purtroppo la Juventus, ormai non è più una notizia.

Patrice EVRA 6,5 – Titolare in tutte le partite che Allegri riteneva più delicate, il francese ha garantito esperienza e qualità, ma la carta d’identità e la concorrenza di Alex Sandro sono stati un fattore. Se volessimo fare un paragone con la scorsa stagione, infatti, il rendimento complessivo è stato senza dubbio inferiore. Nella Juve di quest’anno, tanto per intenderci, si sono visti protagonisti senza dubbio più decisivi. Ciò non toglie comunque l’attestato di una più che discreta promozione. L’ennesima in carriera.

Alex Sandro Atalanta Juventus 2016

Alex Sandro Atalanta Juventus 2016LaPresse

Alex SANDRO 7 – Meno partite, meno minuti, più gol e più assist. Ma anche la sensazione che nella prossima stagione il passaggio di consegne sarà definitivo. Dopo un avvio più che complicato – come per tutti del resto – Alex Sandro è uscito alla distanza. E il fatto che il brasiliano “non difenda” è un falso mito. In campionato non si contano reti provenienti direttamente da una sua distrazione. Insomma, il pericolo “sòla” dagli abili mercanti del Porto è stato più che scongiurato.

Stephan LICHTSTEINER 7 – Il periodo peggiore della Juventus è coinciso con l’assenza dello svizzero. In quel mese passato lontano dai campi causa problemi al cuore, Allegri ha testato e sperimentato, trovando quasi sempre insuccessi. Poi è tornato lo svizzero, è tornato il 3-5-2, è tornato il fido Lichtsteiner pronto al ripiegamento difensivo, e la Juve come per magia si è aggiustata. Coincidenza? Non crediamo.

Claudio Marchisio

Claudio MarchisioReuters

Claudio MARCHISIO 8 – A proposito di coincidenze… eccone un altro senza il quale la Juve ha brancolato nel buio. L’inizio di stagione, senza né lui né Khedira, è stato un vero disastro. Nella vera e propria prima stagione da autentico vice-Pirlo, Marchisio ha dimostrato capacità e intelligenza rare nella conversione in un ruolo in cui non è nato. La Juve lanciata di fine stagione non ne ha poi dato a vedere, ma in Nazionale di Conte anche il resto degli italiani poco affini ai colori bianconeri ne capiranno la mancanza.

Paul POGBA 8,5 – E’ il protagonista assoluto di una seconda parte di stagione dove per rendimento è stato sopra a tutti. E per distacco. Dell’annata del francese non si può però dimenticare la prima parte, dove tra problemi generali di squadra, leziosismi e qualche polemica ‘numerica’ – definiamola così – di troppo, Pogba si era fermato davanti a quello specchio che ogni tanto ancora lo distrae. Il giorno in cui però ha deciso di liberarsene – leggasi 20 marzo 2016, derby di Torino e Juve fresca della beffa di Monaco – Paul Labile Pogba ha preso per mano la Juve e l’ha condotta al suo 5° Scudetto consecutivo: 6 assist e 3 gol nelle ultime 6 giornate. Giocatore unico nel suo genere. Imprezzabile.

Sami Khedira e Paul Pogba, Juventus

Sami Khedira e Paul Pogba, JuventusEFE

Sami KHEDIRA 8 – C’è una statistica francamente impressionante: con il tedesco in campo, la Juventus in questa stagione non ha mai perso. Eh no, anche in questo caso non siamo di fronte a una coincidenza. Non lo vedrete mai uscire in tunnel in mezzo a due – come Pogba – o prodursi in una giocata alla Marchisio; anzi, se non prestate particolare attenzione non lo vedrete proprio. Ed è proprio lì l’incredibile forza del tedesco: silenzioso, concreto, unico. L’uomo d’ordine capace di mettersi sulle spalle la complicatissima eredità del più esplosivo Vidal e dare un equilibrio all’intera manovra della Juventus. Se non fosse stato per una prima parte di stagione caratterizzata dai troppi infortuni, staremmo parlando del migliore in assoluto della stagione bianconera.

Mario LEMINA 6 – Una pagella esclusivamente ‘politica’, perché in Lemina c’è il classico esempio del giocatore valutabile solo sulla distanza. Troppo poco il minutaggio per dire a chi davvero siamo di fronte.

Stefano STURARO 6 – Benché abbia giocato senza dubbio di più rispetto a Lemina, anche l’annata di Sturaro è di difficile valutazione. Titolare nella disastrosa Juve d’inizio anno; carata da giocarsi in corsa in quella imbattuta del 2016. Il salto che in tanti si attendevano dopo le buone indicazioni arrivati dal finale della scorsa stagione non è ancora arrivato. La sua stagione è stata certamente sufficiente, ma senza particolari picchi.

HERNANES 5 – L’unico vero bocciato del 2015/16 bianconero. Preso in fretta e furia all’ultimo secondo del mercato, si è quasi subito rivelato per ciò che è: una seconda linea sulla quale non si poteva costruire la nuova Juve. E’ arrivato come il trequartista piazzato come contentino alle richieste di Allegri e si è ritrovato presto a coprire altri ruoli. Paradossalmente molto più positivo nelle nottate europee, ma qui si valuta il cammino in campionato e lì il buon Hernanes non ha per nulla convinto.

Hernanes - Juventus 2015

Hernanes - Juventus 2015LaPresse

Simone PADOIN 6 – Undici presenza complessive per un totale di circa 550 minuti. Il solito jolly sempre a disposizione.

Kwadwo ASAMOAH sv. – Per lo più spezzoni nel finale di stagione. I guai fisici paiono però finalmente finiti. Dall’anno prossimo potremmo tornare a dargli un voto.

Roberto PEREYRA 5,5 – Questa è una scommessa che la Juve pare aver perso. Sulla falsa via di quanto scritto per Hernanes, potremmo più o meno fare lo stesso discorso. Non si è dimostrato il giocatore a cui poter affidarsi come trequartista della Juve ed è così retrocesso parecchio nelle gerarchie. Poco incisivo all’inizio, a lungo fortunato nel mezzo, praticamente dimenticato nel finale.

Juan Cuadrado

Juan Cuadrado Reuters

Juan CUADRADO 7 – 26 presenze, sei assist e quattro gol. Il dibattito qui è interessante. Da un lato il partito di chi ne riconosce grandi meriti, dall’altro quello di chi obietta che con quelle capacità e quelle caratteristiche il colombiano avrebbe potuto molto di più. La verità come al solito sta probabilmente un po’ nel mezzo: Cuadrado ha fatto vedere buonissime cose intervallate da qualche prestazione sotto la norma. Il bilancio è comunque più che positivo.

Alvaro MORATA 6,5 – Ogni generazione juventina ha avuto il suo ‘bello di notte’. In principio fu Boniek, poi – seppur per un breve passaggio – Alen Bokšić e infine ecco qui, l’uomo-Champions, Alvaro Morata. Nell’incredibile rincorsa al 5° titolo consecutivo dei bianconeri non c’è poi molto dell’ex madrileno. Una prima parte vissuta come un autentico incubo fino alla doppietta di fine gennaio col Chievo che ne sanciva finalmente il ritorno al gol. Morata si è ritrovato presto una concorrenza che forse, dopo la straordinaria stagione 2014/15, non si aspettava. Solo nell’ultima parte di anno qualche picco che lo porta poco sopra la sufficienza. Le qualità di base non si discutono, ma in campionato si è visto davvero poco.

Paulo DYBALA 9 – Insieme a Gigi Buffon, eccovi l’uomo stagione. Dybala ha ribaltato come un calzino una Juventus che dal punto di vista offensivo aveva bisogno di trovare l’uomo di raccordo, il talento, il giocatore con la visione e col colpo. Insomma, di ritrovare un Carlos Tevez. Paulo Dybala, 23 anni il prossimo 15 di novembre, ha dimostrato ancora una volta che l’età è solo un numero, prendendosi sulla spalle, nel giro di un nulla, l’eredità offensiva di una squadra chiamata a lottare su tutti i fronti. La rapidità con cui l’argentino è passato indenne da una realtà come Palermo a quella della Juve è tipica di un solo genere di giocatore: il fuoriclasse. E infatti, al primo anno in bianaconero, il taccuino in campionato dice 16 gol e 8 assist. Considerando i margini, non è dato sapere dove può arrivare.

Mario MANDZUKIC 7,5 – Ha probabilmente segnato meno di quanto in realtà la Juve si aspettasse, ma è quasi sempre stato una sentenza. E non solo dal punto di vista del peso specifico dei gol, quanto anche dalla capacità di convertire in rete i pochi palloni giocati in area. Paga, anche lui come tanti, almeno 3 infortuni stagionali che ne hanno certamente inciso sul bottino finale. Ma al netto di tutto, il suo passa comunque come un campionato eccellente. E infatti Allegri, quando ha potuto, l’ha sempre schierato titolare.

Juventus' forward Simone Zaza (C ) celebrates with teammates after scoring during the Italian Serie A football match Juventus Vs Napoli on February 13, 2016 at the "Juventus Stadium" in Turin.

Juventus' forward Simone Zaza (C ) celebrates with teammates after scoring during the Italian Serie A football match Juventus Vs Napoli on February 13, 2016 at the "Juventus Stadium" in Turin.AFP

Simone ZAZA 7 – La questione qui è molto, molto semplice: è l’uomo che segna il gol più importante della stagione. La rete al Napoli è il turning moment del campionato, il momento in cui lo straordinario cammino della squadra di Sarri conosce – a livello mentale – la sua fine. Questo di per sé serve a raccontare l’anno di Simone Zaza che, al di là dell’episodio, è stato anche molto altro. Più di Morata, ad esempio, ha saputo essere incisivo a partita in corso. E questo nonostante sia sempre rimasto, nelle gerarchie, l’ultima punta. Insomma, giocatore vero.

Massimiliano ALLEGRI 9 – La miglior stagione della carriera. Più che nel Triplete sfiorato la scorsa stagione, il valore del tecnico toscano è venuto fuori in questo complicato campionato 2015/16. Gli hanno levato Pirlo, Vidal e Tevez in un sol colpo. Gli hanno dato Hernanes quando tutto ciò che aveva chiesto era un trequartista di livello internazionale. Ha sperimentato, si è trovato in difficoltà, ha commesso errori, è stato a un passo dal baratro… e ne è venuto fuori con umiltà, semplicità e intelligenza. 73 punti su 75 disponibili da fine ottobre a oggi. Il resto è già storia. Chapeau.

Scudetto storico per 6 motivi:

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