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Montolivo l'indispensabile, il Milan ha ritrovato il suo skipper

Montolivo l'indispensabile, il Milan ha ritrovato il suo skipper

Il 06/11/2015 alle 10:19Aggiornato Il 06/11/2015 alle 10:28

Nel Milan di Mihajlovic reduce da un filotto di dieci punti raccolti nelle ultime quattro partita torna a brillare la stella di Riccardo Montolivo dopo i tanti chiaroscuri del recente passato. Giocatore insostituibile per i rossoneri e, a sorpresa, miglior recupera-palloni della Lega. Eppure il centrocampista continua a far discutere, sopratutto per un passo non proprio da velocista

"La lentezza è una nuova forma di resistenza, in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo", racconta Luis Sepùlveda nell'incantevole favola Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza. È il personalissimo elogio del celebre scrittore cileno alla lentezza, caratteristica di cui - stando ai detrattori - Riccardo Montolivo è la quintessenza. Lentezza intesa non come virtù, bensì come zavorra. Le bordate di fischi ad ogni suo tocco di palla durante la partita della nazionale italiana contro la Norvegia ne sono la riprova. Non che il trattamento a lui riservato dal pubblico di San Siro sia mai stato più accomodante. Eppure l'ex ragazzo prodigio dell'Atalanta ha ignorato le critiche al vetriolo della stampa e i mugugni del pubblico e si è ripreso il Milan: dietro alle recenti fortune della squadra di Sinisa Mihajlovic c'è (anche) la ritrovata vena di Riccardo Montolivo, pedina indispensabile del nuovo corso.

Palle recuperate, nessuno come lui

Se i lanci lunghi illuminanti (specialità della casa per il metronomo di Caravaggio) per il gol di Bonaventura al Friuli di Udine e per il clamoroso palo interno sverniciato da Alessio Cerci in casa della Lazio sono i ricami più appariscenti, è un altro il dato che stupisce e smonta i luoghi comuni. Statistiche ufficiale della Lega Serie A alla mano, infatti, il capitano del Milan capeggia la speciale classifica delle palle recuperate: cinquantuno (!), con la bellezza di dodici lunghezze di margine sul secondo (uno staccatissimo Lucas Castro, jolly offensivo del Chievo). Il suo apporto in mezzo al campo, dunque, si fa sentire eccome. E poco importa se il soggetto in questione non sia un fulmine di guerra, dopotutto un guru come Nils Liedholm era solito dichiarare, con il proverbiale aplomb: "E' la palla che deve correre...la palla non suda".

Montolivo - Milan-Lazio - Serie A 2015-2016

Montolivo vs Lazio, recita perfetta

Il miglior Montolivo dai tempi della cavalcata Champions della stagione 2012-2013 ha permesso al miglior Milan della gestione Mihajlovic di collezionare il primo scalpo di una "grande". la Lazio di Stefano Pioli. Le statistiche di Montolivo del match in questione non lasciano adito a dubbi: primo in assoluto per passaggi in zona d'attacco, terzo per occasioni create, secondo per palloni recuperati, primo per anticipi e falli subiti. Ma soprattutto, costantemente nel vivo del gioco. A rivitalizzare l'ingessata manovra rossonera di un tempo e darle nuova linfa con cambi di gioco che sotto la gestione di Inzaghi parevano piombati nel dimenticatoio.

Il lancio per Cerci: gioia per gli occhi

La svolta: De Jong accantonato

Sulla carta Nigel De Jong e Riccardo Montolivo sono i due capitani del Milan, non a caso Mihajlovic è solito portarli con sé nelle conferenze stampa pre match. L'espressione di De Jong, tuttavia, è sempre più accigliata: nel nuovo Milan lo spazio per lui si è vieppiù ridotto. I due "play bassi" del Milan sono antitetici: incarnano due modi completamente diversi d'intendere il ruolo. L'uno abile nei tackle, nell'interdizione e nel gioco corto, l'altro più portato al gioco lungo e dotato di una visione periferica che non campeggia nel DNA dell'olandese. Miha ha ormai effettuato la sua scelta di campo: fuori De Jong, via libera a un Montolivo finalmente nelle condizioni psico-fisiche ideali. Per la prima volta dopo il grave infortunio che gli fece saltare il Mundial brasiliano. Un giocatore tornato ai fasti della prima stagione in rossonero e dell'Europeo di Polonia e Ucraina del 2012: con lui in campo a scandire i ritmi alla squadra è un altro Milan. Le fortune della banda Mihajlovic passano inevitabilmente dallo stato di forma dello "skipper": con buona pace dei detrattori che continueranno a fischiare il lento e compassato Montolivo.

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