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Napoli, il dopo Higuain è Arkadiusz Milik: ma è davvero più forte di Gabbiadini?

Napoli, il dopo Higuain è Milik: ma è davvero più forte di Gabbiadini?

Il 28/07/2016 alle 13:38Aggiornato Il 28/07/2016 alle 13:39

L'ormai ex giocatore dell'Ajax, che oggi effettuerà le visite mediche, ha caratteristiche completamente diverse da quelle del Pipita: non è uno stoccatore puro, nonostante le 21 reti segnate in Eredivisie, ma un attaccante di movimento bravo ad aprire gli spazi per i compagni. Ecco perché gli azzurri dovranno modificare i propri meccanismi offensivi. A meno che non arrivi anche Icardi...

Fuori Gonzalo Higuain, dentro Arkadiusz Milik. 30 milioni (25 più 5 di bonus) dei 90 incassati dalla Juventus, il Napoli ha scelto di spenderli così: puntando tutto sul ventiduenne attaccante polacco - in arrivo oggi per effettuare le visite mediche - che nell'ultima stagione è andato a segno 21 volte in Eredivisie con la maglia dell'Ajax. Un bottino di tutto rispetto, pur non paragonabile alle mostruose 36 reti del Pipita. Ma l'interrogativo è un altro, ben più profondo: è lui, l'attaccante di Tychy, l'uomo giusto per rimpiazzare Higuain non tanto nei cuori squarciati di una tifoseria tradita, quanto all'interno dell'assetto tattico di Maurizio Sarri?

Centravanti di manovra

Interrogativo non banale, perché le caratteristiche di Milik sono completamente diverse da quelle di Higuain. Tralasciando la potenza di fuoco del Pipita, uno che ha spadroneggiato nel nostro campionato e che andrà a rendere addirittura stellare una Juve già fortissima, il gioiellino della nazionale polacca ha un modo di comportarsi in campo che non ricorda quello dell'argentino: non è tanto il fulcro dell'attacco, quanto un giocatore offensivo bravo ad aprire gli spazi per gli inserimenti dei compagni. Longilineo ma al contempo abile con la palla tra i piedi, all'Ajax agiva al centro del tridente, una specie di dogma in Olanda, e dunque da questo punto di vista ci siamo. Però è più una sorta di centravanti arretrato che uno stoccatore vero e proprio, nonostante la doppia cifra raggiunta in Olanda: all'Europeo, ad esempio, ha iniziato bene punendo l'Irlanda del Nord, poi si è perso in mezzo alla mole di lavoro, perdendo lucidità a un passo dalla porta sia contro la Germania (due errori clamorosi) che contro la Svizzera.

Milik

Doppione di Gabbiadini?

Le origini di Milik, del resto, parlano chiaro: nei primi anni di carriera, il futuro azzurro agiva nella zona della trequarti, più che in quella della porta. Senza contare che in nazionale non ci sono storie: il centravanti avanzato è Robert Lewandowski, e non potrebbe essere altrimenti, ed è il compagno a girargli attorno, allargandosi e partendo da lontano. Anche ad Amsterdam Frank de Boer lo aveva schierato inizialmente largo, prima di accentrarne la posizione con il passare del tempo. Dilemmi che riguardano, a ben vedere, anche un elemento che nella rosa di Sarri c'è già: Manolo Gabbiadini. Il triste vice-Higuain che nell'ultima stagione ha comunque sfiorato la doppia cifra, nonostante lo scarsissimo minutaggio a disposizione: 5 centri in campionato, 4 in Europa League. Il sospetto che il Napoli si sia assicurato una sorta di doppione, seppur di lusso, dell'ex sampdoriano è già iniziato a circolare.

Responsabilità suddivise

Insomma, quel che è certo è che il gioco del Napoli è destinato a cambiare. Nella scorsa stagione la squadra di Sarri ha espresso il miglior calcio del campionato, con una manovra avvolgente e trame mai banali, ma al contempo con un finale spesso scontato: palla a Higuain e che ci pensasse lui. Ha funzionato: gli azzurri sono tornati in Champions League dopo aver sognato a lungo lo scudetto, il Pipita ha stracciato ogni record. Senza di lui, è chiaro come le responsabilità realizzative che prima ricadevano quasi interamente sulle spalle del solista siano destinate a suddividersi tra gli altri componenti della banda: Hamsik, il cui rapporto con la porta avversaria è da sempre proficuo, e poi Insigne, Callejon (a lungo a secco nei primi mesi del 2015/16), magari lo stesso Giaccherini. A cambiare sarà insomma non solo un elemento, ma un intero modo di concepire il calcio.

E se Icardi...

Non è un caso che il Napoli continui la propria caccia, quasi ossessiva, a Mauro Icardi. Mercoledì prossimo, secondo la 'Gazzetta dello Sport', è la deadline fissata da Aurelio De Laurentiis, che a furia di rilanci ancora non è riuscito a far breccia nel cuore dell'Inter. Operazione complicata, perché i nerazzurri non ne vogliono sapere di lasciar partire l'argentino, ma sintomatica della necessità azzurra di sostituire Higuain con un altro bomber "puro". Quello che Maurito, autore di 38 reti in due campionati, ha ampiamente dimostrato di essere. Certo, in questo caso si profilerebbe l'ennesimo punto interrogativo: quello di una coesistenza tra Icardi e Milik all'apparenza impossibile, se non con un cambio di modulo che andrebbe a modificare meccanismi troppo oliati per essere messi in cantina. Un guazzabuglio a cui Sarri dovrebbe trovare presto soluzione.

VIDEO: Higuain: "Voglio vincere la Champions con la Juve"

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