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Zamparini e il Palermo tra caos, esoneri e dubbi: le istituzioni non possono tacere

Zamparini tra caos, esoneri e dubbi: le istituzioni non possono tacere

Il 12/04/2016 alle 09:16Aggiornato Il 12/04/2016 alle 09:22

La convulsa giornata di lunedì non ha soltanto comportato l'ennesimo ribaltone sulla panchina rosanero, ha anche alimentato notevolmente i dubbi sulla regolarità della volata salvezza. Come può un presidente sostenere che la sua squadra è già retrocessa?

Se non fosse tutto tremendamente vero, ci sarebbe da pensare ancora una volta alle vicende da commedia all’italiana che – nemmeno troppo di rado – si divertono a entrare nelle prime pagine della nostra cronaca calcistica. Un presidente padre-padrone, una lunga serie di esoneri e una squadra che sprofonda verso il baratro. Roba da “Borgorosso Football Club”, scene da “Allenatore nel pallone”. Peccato che, a Palermo, questo clima in grado di tracimare in fretta i limiti dell’assurdo stia ormai rischiando di portarci a ben altri tipi di cronaca. E, con ogni probabilità, sia ora d’obbligo chiedersi che cosa stia passando per la testa di Maurizio Zamparini.

Iachini esonerato - visual

E dire che tutto era iniziato da un record positivo...

Se la logica è un optional

Basta un tweet per riassumere tutto. In 32 giornate di campionato, il Palermo ha avvicendato per nove volte la guida tecnica. Due allenatori sono tornati (Beppe Iachini e Davide Ballardini), in tre (Viviani, Tedesco e Bosi) hanno retto la barra nella convulsa reggenza di un allenatore senza patentino (Schelotto). E Novellino, ripescato dall’armadio dei tecnici zampariniani, non è riuscito a vestire i panni del deus ex machina. Se è difficile stabilire se si tratti di un record di esoneri (ma, a naso, verrebbe da dire di sì), è indubbio sottolineare un dato che – più di tutto – fa storcere il naso. Il Palermo, in questo lasso di tempo, non è mai stato al di sotto del diciottesimo posto. Quello che occupa ora, ma a pari punti del Carpi primo delle salve soltanto in virtù di una media reti favorevole (+7, negli scontri diretti sono in perfetta parità). In altre parole, basterebbe fare un punto in più degli emiliani nelle prossime sei giornate per strappare la salvezza. Allora perché gridare alla retrocessione come fatto da Zamparini poche ore dopo aver esonerato Novellino?

Gli allenatori del Palermo 2015-16:

ALLENATORE PARTITE IN SERIE A MEDIA PUNTI
Iachini 15 1
Ballardini 7 1
Viviani 1 0
Bosi 2 1,5
Tedesco 3 0,66
Novellino 4 0,25

* Schelotto non è mai andato in panchina in vesti ufficiali, ma alla sua gestione durata dall'11 gennaio al 10 febbraio appartengono 5 punti ottenuti in 5 partite.

" Il Palermo è inguardabile, siamo già in Serie B"

Parole e musiche di Zamparini nel gran giorno del ritorno di Ballardini. Il momento in cui il discorso, da assurdo, si fa problematico per gli equilibri del campionato. Perché se è legittimo pensare che il Palermo sia finito in questa situazione scabrosa per un semplice caso di cattiva gestione, è impossibile giustificare un tipo di dichiarazioni del genere. Come può il presidente di una delle squadre in corsa per la salvezza (uno dei pochi obiettivi validi in questo finale di campionato) dire che la sua squadra è già in B? Come può farlo se, a conti fatti, il calendario del Palermo non è affatto proibitivo e se i rosanero hanno gli stessi punti del Carpi? Ma, ancora di più, che senso hanno affermazioni simili? Non sono nemmeno utili per stimolare ambiente e squadra, paiono soltanto la prova della scellerata stagione di Zamparini.

Il calendario del Palermo:

GIORNATA AVVERSARIO
33 JUVENTUS
34 Atalanta
35 FROSINONE
36 Sampdoria
37 FIORENTINA
38 Verona

Una questione da non prendere alla leggera

Le frasi di Zamparini rischiano però di sollevare dubbi. Specie se il presidente rosanero, nel corso di un’intervista a Radio 24, si spinge a sostenere che andare in Serie B non è "la fine del mondo” perché se l’altra volta (nel 2013) ci rimise 30 milioni di euro, ora c’è un "paracadute importante”. Che cosa significa? La Lega Calcio, lo scorso 26 febbraio, ha approvato l’aumento da 30 a 60 milioni del paracadute da ripartire tra le tre squadre retrocesse (con percentuali crescenti in base al numero di anni trascorsi in A). Zamparini, che fu l’unico insieme al Chievo a esprimere un voto negativo, potrebbe così limitare i danni. Ma è davvero possibile che questo stia togliendo motivazioni al Palermo? Non sta a noi rispondere. Però, giunti a questo paradossale punto, sarebbe ora che si facessero sentire quanto meno Lega Calcio e Federazione. L’Assoallenatori, invece, dopo aver difeso Iachini un mese fa, per ora tace. Un motivo in più per credere che il Palermo non sia altro che un paradosso inserito in un paradosso più grande: il calcio italiano.

Come funziona il paracadute:

CIFRA SQUADRA
25 milioni di euro Verona
15 milioni di euro Palermo
10 milioni di euro Carpi/Frosinone

L'attuale ripartizione premia con la fetta più ampia la squadra con una permanenza di almeno tre stagioni in Serie A (in questo caso il Verona), mentre con 15 milioni di euro quella da due e con 10 l'eventuale neopromossa che retrocede. La cifra residuale spetta al club con maggiore anzianità, ma le verrà corrisposta soltanto se nella stagione successiva non ritornerà in A. Con la ripartizione precedente, sarebbero spettati 15 milioni al Verona, 10 al Palermo e 5 a Carpi o Frosinone.

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