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Allegri come Mourinho nel 2010, Mandzukic come Eto'o: dove può arrivare la Juventus col 4-2-3-1?

Allegri come Mourinho, Mandzukic come Eto'o: dove può arrivare la Juventus col 4-2-3-1?

Il 23/01/2017 alle 22:00Aggiornato Il 23/01/2017 alle 22:09

Il cambio tattico imposto contro la Lazio potrebbe essere la svolta della stagione juventina, anche in Champions. Mandzukic, in quella posizione, ricorda molto quanto fatto da Eto'o nell'Inter del Triplete del 2010. I bianconeri possono emulare quella squadra nerazzurra e cercare di invertire la tendenza in un'Europa dove regna il 4-3-3?

Il ko di Firenze è stato ben assorbito dalla Juventus, che ha risposto prontamente con il 2-0 contro la Lazio che ha allontanato le polemiche e fatto ripartire i bianconeri. Ora la squadra di Allegri è attesa da una sfida molto delicata contro il Milan in Coppa Italia, squadra che in stagione ha saputo utilizzare delle contromosse efficaci contro Dybala e compagni. L’evoluzione, se così la possiamo chiamare, è il cambio di modulo con il passaggio al 4-2-3-1. Questo ‘nuovo’ sistema di gioco sarà sempre utilizzabile dalla Juventus, da qui in avanti?

Allegri e il cambio di modulo: era ora!

Nelle ultime giornate Allegri ha provato più volte a trovare soluzioni al 3-5-2 e alla difesa a 3: dal centrocampo a rombo della sfida contro la Roma, il 4-3-3 nel derby contro il Torino, all’albero di Natale contro il Bologna. Contro la Lazio, il mister bianconero ha rischiato ed ha schierato un 4-2-3-1 iper offensivo con Khedira e Pjanić in mediana oltre ad una linea di trequartisti composta da Cuadrado, Dybala e Mandzukić, alle spalle di Higuain. Il risultato è stato esaltante, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista psicologico, con la Juventus che si è mossa in sintonia sin dal primo minuto. La domanda è: quando potrà essere utilizzato questo modulo? Ovvio che il 4-2-3-1 non potrà essere messo in campo in ogni gara e contro ogni avversario, ma Allegri ha trovato finalmente un’alternativa al solito 3-5-2. La difesa in questo modo è molto più coperta, e lo stesso Higuaín ne ha giovato avendo più palloni giocabili durante il match, fino al perfetto inserimento di Pjaca che in questo modulo potrà mostrare tutto il suo valore.

La formazione della Juventus contro la Lazio:

Juventus 4-2-3-1

Mandzukić come Eto’o nel 2010?

La chiave della riuscita di questo modulo è, però, lo spostamento di Mandzukić sulla linea dei trequartisti. Il croato ha giocato sulla corsia mancina, non come ala, ma sicuramente non come attaccante, in una posizione che ricorda molto quanto fatto da Eto’o ai tempi dell’Inter del Triplete nel 2010. L’ex Bayern Monaco si inseriva a meraviglia al limite dell’area, sua la sponda per il gol del vantaggio di Dybala, e soprattutto sua la partita monstre sulla trequarti dove andava a conquistare palloni su palloni grazie alla sua aggressività e voglia di fare. Il sacrificio del classe ’86 potrà dunque essere la svolta, sia per un nuovo modo di impostare la partita, sia per permettere ad Allegri di schierare tutta l’artiglieria pesante. Questo cambio di posizione, alla Mourinho come nel 2010, potrà aiutare la Juventus anche in Champions League? Un’idea stuzzicabile che potrà essere messa in atto già dalla sfida contro il Porto, come al solito camaleontico dal punto di vista tattico.

La formazione dell’Inter nella finale di Champions contro il Bayern Monaco (2010):

Inter triplete 4-2-3-1

Il 4-2-3-1 in Champions

Un modulo del genere potrà essere usato anche in Champions League? Sì e no, dipende sempre dagli uomini che hai a disposizione. Questo sistema di gioco è uno dei più diffusi, anche nel panorama internazionale ma se andiamo ad analizzare la storia recente, quante squadre hanno vinto la Champions giocando con il 4-2-3-1? Pochissime se andiamo a memoria dal 2007 ad oggi: ci ricordiamo giustappunto l’Inter del Triplete dove l’arretramento di Eto’o fu fondamentale per garantire l’equilibrio nella metà campo avversaria, in una linea a 3 che comprendeva anche Sneijder e Pandev (con qualche comparsa anche per Balotelli), alle spalle del bomber Milito. Si parla però sempre di sacrificio, cosa che deve durare dal primo all’ultimo minuto, difficile da mettere in pratica sempre, soprattutto se non sei abituato a giocare in una certa maniera. Poi c’è il Chelsea del 2012, quello di Di Matteo, con Lampard che partiva molto basso fino a dare manforte al trio ‘inedito’ Kalou-Mata-Bertrand. L’ultimo è stato il Bayern tritatutto di Jupp Heynckes con il trio Robben-Müller-Ribéry, a supporto dell’unica punta (guarda caso) Mandzukić. Si riuscirà ad emulare queste squadre? Negli ultimi anni però è stato il 4-3-3 a regnare, quello del Real Madrid di Ancelotti, quello del Barcellona di Luis Enrique, e infine ancora il Real Madrid (questa volta con Zidane che non fece altro che rimettere in piedi il sistema ideato da Carletto). Sarà la Juventus ad invertire la tendenza?

La formazione del Bayern Monaco in finale contro il Borussia Dortmund (2013):

Bayern-Borussia Dortmund - 2013 Champions League -  4-2-3-1
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