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Lavagna tattica: tra il 4-2-3-1 e il duello Higuain-Icardi: le chiavi di Juventus-Inter

Tra il 4-2-3-1 e il duello Higuain-Icardi: le chiavi di Juventus-Inter

Il 01/02/2017 alle 18:45

Quella di domenica sera ha tutto per essere il derby d’Italia più attendibile degli ultimi anni, partendo dal momento delle due squadre in campo e arrivando fino a un’impostazione tattica molto simile voluta da Massimiliano Allegri e Stefano Pioli. Una sfida dal – ritrovato – sapore europeo.

Difficile dire se sia l’incrocio tra Juventus e Inter più equilibrato degli ultimi anni, di certo il posticipo della prossima giornata di Serie A metterà di fronte due formazioni in grado di trovare nuove certezze grazie a un’impostazione tattica abbastanza simile. Un 4-2-3-1 di base dal sapore europeo, un tema tattico di fondo destinato ad aggiungere ulteriore fascino al match dello Stadium. Proviamo a capirne di più con l’aiuto di Wyscout.

Le probabili formazioni di Juventus e Inter

Il modulo della svolta

Per l’Inter, il cambio di marcia è stato innegabile. L’arrivo di Stefano Pioli al posto di Frank de Boer è stato fondamentale per restituire certezze a una rosa sballottata dalla scarsa chiarezza dell’olandese, finito per pagare una scarsa conoscenza del materiale tecnico mischiata a un idealismo spesso rischioso alle nostre latitudini. Il nuovo tecnico nerazzurro è ripartito dai giocatori più forti in rosa (Candreva, Perisic e Icardi) e su di loro ha costruito il 4-2-3-1 della svolta, con cui è arrivato a 7 vittorie consecutive in campionato. Nelle ultime settimane, ha fatto altrettanto Massimiliano Allegri. Che, dopo il ko del Franchi, ha rotto gli indugi e ha deciso di ripartire dal più semplice degli assiomi. Costruire attorno ai migliori in rosa. E, dunque, ecco servito il modulo a cinque stelle, con Pjanic, Dybala, Cuadrado e Mandzukic a supporto di Higuain.

Il confronto tra Juventus e Inter nelle ultime 7 giornate

Il confronto tra Juventus e Inter nelle ultime sette giornate, da quando i nerazzurri hanno cambiato marcia. Da quando i bianconeri sono passati al 4-2-3-1, però, hanno segnato 4 gol non subendone e archiviando le partite contro Lazio e Sassuolo (per non parlare del Milan in Coppa Italia) nel giro di una ventina di minuti...

Le sfide della Juventus: tenuta e cambi

Per i bianconeri, si tratta del primo test di altissimo livello con il nuovo modulo nonostante abbiano già dovuto affrontare la Lazio in campionato e il Milan in Coppa Italia. Le incognite a cui Allegri deve ancora trovare risposta sono essenzialmente due. Uno schieramento così offensivo potrà reggere contro una squadra che attaccherà sulle fasce e contemporaneamente cercherà gli inserimenti centrali con Joao Mario e uno tra Brozovic e Gagliardini? E, fatto da non trascurare, che cosa potrà accadere se contro l’Inter la forza d’urto non dovesse bastare? Da quando è passato al 4-2-3-1, Allegri ha sempre vinto la partita nei primi 25’ e non mai stato costretto a utilizzare un cambio per aggiungere peso all’attacco. Un match maggiormente equilibrato, invece, potrebbe smascherare il vero problema della nuova impostazione: l’assenza di una sostituzione (a parte Pjaca, il cui apporto è ancora tutto da sondare) che possa scompaginare il quadro.

Gli schieramenti di Juventus e Inter

Lo sviluppo tattico dei moduli di Allegri e Pioli in base alle posizioni medie nei match contro Sassuolo e Pescara. Visto lo scarso equilibrio in campo, le due formazioni hanno tenuto un baricentro molto alto e il trequartista si è sostanzialmente comportato come una seconda punta in quello che diventa un 4-4-2 di fatto. Non fa più notizia l’abnegazione difensiva di Mandzukic sulla fascia sinistra (soluzione a cui aveva fatto ricorso anche Simeone, sebbene sulla corsia di destra e in modo saltuario) ed è determinante sul fronte nerazzurro che Candreva, Perisic e Joao Mario si alternino nella posizione di seconda punta. Per fare ciò, però, i terzini devono salire con costanza in modo da dare ampiezza al gioco. Ce la faranno a Torino?

Le sfida dell’Inter: fasce e riempimento dell’area

I nerazzurri sono la squadra più in forma del campionato, con 7 vittorie di fila nelle quali hanno incassato la miseria di due gol. Adesso, però, si fa sul serio. E sarà interessante capire se la nuova struttura – senza un vero interditore, con Medel in difesa e due terzini che costituiscono palesemente il tallone d’Achille della rosa – riuscirà a reggere la potenza d’urto della Juventus. Che copre l’ampiezza del campo con Alex Sandro e Cuadrado, ma può aggiungere anche le sovrapposizioni di Lichtsteiner a destra, lì dove Ansaldi o chi per lui dovrà per forza di cose salire di colpi rispetto a quanto visto sinora. L’altra questione a cui Pioli dovrà trovare risposte è il riempimento dell’area. Nelle ultime partite, il problema sembra essere stato risolto anche grazie a un calendario più agevole. Perisic, Candreva e Joao Mario riusciranno a non lasciare isolato Icardi anche contro la migliore retroguardia d’Italia?

Il confronto tra Higuain e Icardi

Nella sfida a distanza tra Higuain e Icardi c’è molto di Juventus-Inter. Il Pipita completa il triplo dei dribbling del capitano nerazzurro (1,4 contro 0,4 in media), ma vince la metà dei duelli aerei (0,7 contro 1,5). Simile il numero di palle perse (3,2 per Higuain, 2,6 per Icardi) e diamentralmente opposto il contributo in termini di assist (1 contro 8) e key-passes (10 a 20). Entrambi hanno segnato 9 gol di destro, ma Higuain ne aggiunge anche 5 di sinistro. Icardi, invece, prevale in quelli di testa: 5. La varietà del Pipita è nelle soluzioni realizzative, quella dell’interista nel contributo in termini di assist.

La sfida a distanza: Higuain vs Icardi

Rieccoli, così vicini e così distanti. I due centravanti argentini si presentano alla sfida con un bottino realizzativo identico: 15 reti a testa. Icardi ha segnato un rigore, Higuain nessuno. Ma, alla luce delle statistiche avanzate, si capisce come nei due attaccanti si possano leggere tutte le differenze che dividono Juventus e Inter. Le percentuali realizzative dei due sono pressoché identiche, così come il contributo sui gol di squadra. Icardi, però, è notevolmente cresciuto nella collaborazione con i compagni, come gli 8 assist testimoniano. L’interista ha contribuito a 23 reti in campionato, come nessun altro in Europa. Il tutto nonostante continui ad essere scarsamente coinvolto nel gioco di squadra (solo 13 passaggi di media a partita). Higuain, al contrario, ha trovato la propria maturità nel ruolo di finalizzatore. Nonostante dribbli il triplo di Icardi (1,4 in media a partita contro gli 0,4 del nerazzurro) e tiri da fuori area quattro volte tanto (0,8 in media contro 0,2). Sintomo di una maggiore imprevedibilità juventina, dovuta in gran parte al maggior talento offensivo dei bianconeri. Un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo domenica sera a Torino.

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