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Bernardeschi si presenta alla Juventus: "Ho scelto la 33, sono religioso. La 10 devo meritarla"

Bernardeschi si presenta alla Juventus: "Ho scelto la 33, sono religioso. La 10 devo meritarla"

Il 28/07/2017 alle 20:19Aggiornato Il 28/07/2017 alle 20:27

Dopo Douglas Costa e De Sciglio, è il giorno di Bernardeschi che spiega il perché della sua scelta di accettare la Juventus: "I bianconeri rappresentano uno dei 4-5 top club al mondo. Rappresenta la storia, una parte di storia del calcio mondiale. Mi ha sempre colpito la mentalità della Juventus".

È il Bernardeschi day. Dopo Douglas Costa e De Sciglio, tocca anche a Bernardeschi essere presentato a stampa e tifosi. La notizia del giorno, è il numero di maglia che il giocatore ex Viola ha scelto: la 33. Scelta condivisa con la società, per la 10 ci sarà tempo…

" La 10? È giusto che io me la meriti, quello è il mio numero. Se fosse stato per me, l'avrei presa. È stata una scelta condivisa della società insieme a me. Il rispetto per la numero 10 deve essere assoluto e per indossarla, un giocatore deve meritarsela. Ho scelto la 33, perché sono credente e religioso. È più pesante la 33"

Perché scegliere la Juventus? Bernardeschi dice la sua…

" C'è molto rispetto per questa maglia. Quest'anno è giusto che dimostri di poterla dimostrare, poi vedremo. La Juventus rappresenta uno dei 4-5 top club al mondo. Rappresenta la storia, una parte di storia del calcio mondiale. È un'emozione grande stare qui e voglio viverle tutte dalla prima all'ultima. Mi ha sempre colpito della Juve la mentalità che ha sempre avuto ed è riuscita a mantenere negli anni. Quando entri in campo da avversario, noti la grinta, la tenacia e la determinazione. Voglio ringraziare i tifosi e cercherò di ricambiare il favore a loro"

Poi un messaggio alla Fiorentina e ai suoi tifosi…

" Sono felice di aver portato entusiasmo e così tanti tifosi ad aspettarmi. Credo che sia una cosa incredibile per un ragazzo come me, che sono giovane e italiano. Le responsabilità fanno parte di questo lavoro e non ne ho paura. Gli striscioni alla Fiorentina? Credo che ci sia una parte di società malsana. Credo che questa sia una cosa brutta e non sono qui per alimentarla. Ringrazio i tifosi che, nonostante tutto, mi hanno detto in bocca al lupo anche se non mi seguiranno più. Questa parte di società va seguita e apprezzata. La parte di società malsana credo che debba stare un po' da sola. Anche se quest'ultima fa molto più rumore. Un messaggio alla Fiorentina? Io l'ho ringraziata, perché 12 anni sono tanti. Voglio ringraziare la società per quello che ha fatto per me, perché mi ha fatto diventare un uomo, e tutte le persone che mi sono state sempre accanto. Un ringraziamento di cuore"
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