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Buffon: "Insieme alla Juve dovrò capire se potrò continuare. Comunque vada sono tranquillo"

Buffon: "Insieme alla Juve dovrò capire se potrò continuare. Comunque vada sono tranquillo"

Il 13/03/2018 alle 09:27Aggiornato Il 13/03/2018 alle 11:00

Dal nostro partner Agenti Anonimi

Gigi Buffon, ospite della Fondazione Mirafiore a Serralunga d’Alba in provincia di Cuneo, è tornato a parlare del suo possibile ritiro e di quando scioglierà definitivamente i propri dubbi riguardo il suo futuro:

" Nel calcio, come nella vita, le motivazioni sono tutto. Finché avrò voglia di soffrire e di combattere andrò sicuramente avanti. Nei primi anni di carriera a spingerti è la passione, successivamente invece sono le sfide, degli obiettivi sempre nuovi. Insieme alla società dovrò capire quante energie ho ancora e se mi permetteranno o meno di continuare. La cosa che mi rende sereno è che qualunque sarà la decisione che verrà preso ho la piena consapevolezza di aver fatto il massimo durante la mia carriera e di finirla molto gratificato per quello che ho fatto con le maglie di Parma, Juventus e Nazionale. Sono andato avanti sempre con serenità ed altruismo, mettendo sempre il bene del gruppo davanti a quello personale."

Buffon si è poi soffermato su Davide Astori, definendolo una delle più belle persone che abbia incontrato nello sport:

" Andare a Firenze per noi juventini non è mai semplice. Al nostro arrivo, però, vedere i tifosi viola che ci hanno applaudito, che ci chiamavano e ci ringraziavano è stato molto bello. La nostra presenza li ha fatti sentire meno soli e questo mi ha reso orgoglioso. Ho vissuto la giornata di Firenze, quella dei funerali di Davide, in maniera molto coinvolgente. Era l’ultimo saluto non a un mio grande amico, ma a una delle più belle persone nelle quali mi sono imbattuto nello sport. Si percepiva immediatamente la sua pulizia di pensiero e di animo. Era uno che riusciva con la sua calma e serenità a farsi apprezzare da tutti e a dire la sua, aveva un’identità chiara. Sapeva chi era e conosceva i propri limiti e virtù. Come si presentava, quello era lui. Era un ragazzo eccezionale, un antidivo e sono contento che in questa settimana è stato innalzato il suo nome e la percezione che si ha di lui, perché se l’è meritato."

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