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Da Ponte San Pietro alla Nazionale Italiana, Davide Astori il difensore gentiluomo

Da Ponte San Pietro alla Nazionale Italiana, Davide Astori il difensore gentiluomo

Il 04/03/2018 alle 16:48Aggiornato Il 04/03/2018 alle 18:23

Nato il 7 gennaio 1987 a San Giovanni Bianco (paesino in provincia di Bergamo), Astori ha mosso i primi passi nel Ponte San Giorgio da dove si è guadagnato la chiamata del Milan primavera. Dopo due annate d'apprendistato in Serie C, ha debuttato in Serie A nel 2008 vestendo in 10 stagioni le maglie di Cagliari, Roma e Fiorentina e raggiungendo la Nazionale Italiana.

Una brava persona, un capitano maturo, leale e mai sopra le righe, un professionista esemplare che si è sempre fatto ben volere dal gruppo e si è fatto rispettare per l’esempio, la grinta e l’impegno che metteva in allenamento e in partita. Davide Astori è stato tutto questo e molto di più e anche per questo la sua tragedia è ancora più assurda e difficile da accettare.

Da Ponte San Pietro alla Nazionale Italiana

Nato il 7 gennaio 1987 a San Giovanni Bianco (paesino di meno di 5000 abitanti in provincia di Bergamo), Davide Astori aveva mosso i primi passi nel Ponte San Pietro, squadra satellite del Milan in cui entra all’età di 14 anni e giocherà fino al 2005-2006 facendo parte della squadra Allievi e in seguito Primavera. Centrale mancino dotato di un buon fisico, Astori in quel Milan ricco di campioni ha poco spazio e d’accordo col club rossonero sceglie di andarsi a fare le ossa in Serie C1 nel Pizzighettone dove nel 2006-2007 gioca la sua prima stagione fra i professionisti (totalizza 20 presenze) trovando anche la prima rete. Rientrato al Milan in estate, i rossoneri lo prestano un’altra stagione in terza serie alla Cremonese, squadra con ben altre ambizioni e in cui Astori diventa ben presto uno dei difensori più affidabili ed attenti. Con la Cremonese arriva fino alla semifinale playoff col Cittadella, un doppio impegno perso e che chiuderà questa sua parentesi in Serie C.

Le brillanti prestazioni a Cremona, gli spalancano le porte della Serie A a 21 anni. A dargli fiducia è il Cagliari che nell’estate del 2008 lo acquista in comprorietà dal Milan per una cifra di 1,2 milioni di euro. Debutta con la maglia rossoblù il 14 settembre 2008 nella gara persa al Franchi contro il Siena (2-0), subentrando al posto di Canini mentre gioca la sua prima partita da titolare il 30 novembre dello stesso anno, adattandosi a giocare terzino sinistro al posto dello squalificato Alessandro Agostini. Chiude la sua prima annata nelle fila dei sardi con 10 presenze. Nell’estate 2009 il Cagliari rinnova la comproprietà col Milan ed Astori diventa un titolare complice l'addio di Diego López, diventa titolare della formazione cagliaritana (disputando 34 gare su 38) e segnando il suo primo gol in massima serie contro la Fiorentina, squadra di cui diventerà in futuro pilastro e capitano. La sua prima annata in Serie A convince il ct azzurro Prandelli nell’estate 2010 a convocarlo per la prima volta nella nazionale maggiore per il match contro la Costa d’Avorio, partita in cui non scenderà in campo. Il suo esordio in maglia azzurra arriverà il 29 marzo 2011, a 24 anni, nell’amichevole Ucraina-Italia (0-2) subentrando per coprire il buco lasciato da Chiellini, espulso per somma di cartellino nella ripresa. Astori continuerà a gravitare nel gruppo della Nazionale di Prandelli anche negli anni a venire: nell’Europeo 2012 sarà riserva a casa mentre nell’estate seguente farà parte dei 23 convocati per la Confederations Cup 2013 (competizione in cui segnerà il suo primo ed unico gol in Nazionale nella finale per il 3° posto contro l’Uruguay, ndr) Nonostante l’esperienza in Nazionale, Astori resta un pilastro del Cagliari dove giocherà fino a giugno 2014 e chiuderà con 179 presenze in sei stagioni e 3 gol.

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La grande chance alla Roma poi il trasferimento alla Fiorentina

L’occasione in una big arriva nell’estate 2014, quando si trasferisce nella capitale in prestito oneroso con diritto di riscatto per la cifra di 2 milioni di euro. Astori debutta con la maglia giallorossa in Champions League nel roboante successo 5-1 sul CSKA. La sua annata nella Capitale non sarà proprio fortunatissima tant’è che nonostante le 29 presenze racimolate, il club giallorosso sceglie di non confermarlo per l’anno seguente e rispedirlo al Cagliari. Astori torna a Cagliari ma finisce alla Fiorentina in prestito oneroso per 1 milione di euro con obbligo di riscatto fissato a 4 milioni più 1 milione di bonus. Con i viola firma un quadriennale e diventa subito un titolarissimo di Paulo Sousa. La scorsa estate dopo la rivoluzione della famiglia Della Valle, nonostante la possibilità di trasferirsi in altre squadre sceglie di sposare il progetto viola diventando in estate il nuovo capitano della squadra gigliata ereditando la fascia da Gonzalo Rodriguez. Recentemente aveva dichiarato il desiderio di voler chiudere la carriera a Firenze e il suo rinnovo a vita era in dirittura d'arrivo… Di certo i tifosi viola e il calcio italiano non se lo dimenticheranno.

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