Getty Images

Gigi Buffon, eterna leggenda: il portiere più forte della storia del gioco

Gigi Buffon, eterna leggenda: il portiere più forte della storia del gioco

Il 19/05/2018 alle 10:19

Sei aggettivi per raccontare e definire un mito del calcio italiano. Un fuoriclasse che per 23 anni ha giocato su livelli mai raggiunti prima e ha scritto pagine memorabili nella storia di questo sport.

" Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità"

La nota frase pronunciata nel film "Il Gladiatore" da Massimo Decimo Meridio (alias Russell Crowe) calza a pennello con la figuria leggendaria di Gianluigi Buffon. Non lascia il calcio giocato soltanto un campione, il numero 1 e intramontabile capitano della Juventus e della Nazionale, ma una vera icona di questo sport. Un personaggio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un portiere che, dal 1995 (anno di esordio) ad oggi, per 23 anni, si è sempre distinto nell'élite del ruolo, risultando di fatto il portiere più forte e longevo della storia del calcio. Ciò che ha fatto in campo, riecheggerà nell'eternitá.

Breve inciso. Ad inizio settimana mi è stato chiesto da chi con lungimiranza coordina questo sito: "Enrico, riesci a scrivermi un pezzo celebrativo su Gigi Buffon?". Il mio "Sì" immediato è scaturito dal sentimento di reverenza-ammirazione che provo per questo campione. Un calciatore che ha accompagnato con le sue surreali parate più di due/terzi della mia vita. Un portiere che mi ha incantato sin da subito e mi ha stupito anno dopo anno, per l'innata capacitá di offrire standard di prestazione sempre esageratamente alti. Sempre sopra la media. Poi mi sono detto: "Ma come si può raccontare in un singolo articolo cotanta magnificienza?". Non è facile celebrare a dovere una carriera così ricca e vincente, un personaggio così carismatico e eterogeneo. E allora ho deciso di onorarlo con degli aggettivi che possano tracciarne con efficacia il profilo. E che magari possano aiutare chi, per età o interessi, ha avuto la sfortuna di viverlo e conoscerlo meno, a farsi un'idea di cosa è stato Gianluigi Buffon per l'Italia, il Parma, la Juventus e il calcio in generale.

Buffon 2006

Buffon 2006Allsport

Mitico

Mitico, nel mito, leggendario, fiabesco, eroico. In questo senso. Bisogna partire da qui. Dal fatto che, mettetevi il cuore in pace, difficilmente vedremo in futuro portieri come Gianluigi Buffon. Non è necessario fare paragoni. Semplicemente non sarà possibile vedere qualcuno che dal giorno dell'esordio (19 novembre 1995, Parma-Milan 0-0) alla fine della carriera, per 23 lunghi anni, sappia mantenere un livello di gioco così elevato. Completo sotto tutti i punti di vista. Un portiere in grado di compiere prodezze in successione, nelle finali internazionali (Mondiale su Zidane, Champions su Inzaghi) come nelle partite di campionato contro l'ultima in classifica. Le statistiche a volte aiutano a confermare tesi inattaccabili: oltre 1000 partite giocate in carriera e circa 40% di queste chiuse senza subire gol. E considerando che davanti a lui hanno ruotato, tra club e Nazionale, centinaia di difensori (alcuni molto forti, verissimo), capite bene la portata del dato. Buffon va oltre ogni confine temporale e alcuni suoi interventi hanno varcato la soglia dell'umano.

Gianluigi Buffon 2003

Gianluigi Buffon 2003Imago

Costante

Casillas, Neuer, van Der Sar, Kahn, Schmeichel, solo per citare alcuni nomi recenti. Tutte icone del ruolo, tutti un gradino sotto Gigi. La costanza di rendimento e la cura maniacale del corpo, soprattutto in allenamento, gli hanno permesso di superare chiunque altro. Buffon non ha mai avuto cali particolari, nemmeno nel finale di carriera. Ha perso brillantezza, ma ha migliorato il senso della posizione. Il fatto che record di imbattibilitá e titolo di miglior portiere dell'anno UEFA siano arrivatii a 37 anni lo certificano. Buffon ha avuto il suo periodo migliore tra il 2000 e il 2008, tra il finale dell'avventura a Parma, l'inizio con la Juventus, il Mondiale vinto. Però prima e, soprattutto, dopo non ha mai abbassato la guardia, riuscendo in quello che l'ha sempre contraddistinto: fare la differenza.

Leader

Non solo per la fascia di capitano, ma per averci messo sempre la faccia. Per aver richiamato, spesso con parole forti, i compagni di squadra. Per essersi sempre messo al centro di ogni progetto, dando tutto quello che poteva dare. Personalitá strabordante, nelle interviste pre e post partita, così come nello spogliatoio. Rispettato e ben voluto, sia da chi lo allenava che da chi ne condivideva vittorie e sconfitte. Nessuno tra i professonisti che hanno giocato con Buffon ha mai detto qualcosa di negativo su Buffon. Nessun allenatore si è mai lasciato male con Buffon. In 23 anni qualcosa vorrá pur significare. Leader nato.

Sfrontato

Dalle critiche per il "boia chi molla" al numero 88, dalle polemiche per "meglio due feriti che un morto" al passaggio Seredova-D'Amico. Dichiarazioni e gesti pubblici e privati di Buffon hanno spesso fatto discutere. Lui, così come in campo quando doveva ipnotizzare a tu per tu un calciatore o doveva neutralizzare un rigore, ha sempre affrontato tutto di petto, fregandosene delle reazioni. Sfrontato, sfacciato, ma sempre grintoso e a posto con la coscienza. Questo è l'unico lato di Buffon che probabilmente non è piaciuto a tutti. Ma, è innegabile, ha contribuito a renderlo personaggio oltre che calciatore.

Sensibile

Provocazione voluta. Per sdrammatizzare quanto accaduto a Madrid. E perché la "sensibilità" di cui lui ha parlato in quell'occasione è propria del suo essere. Buffon ha pianto più volte, in campo e davanti alle telecamere, dopo una sconfitta in finale di Champions o dopo o un'eliminazione da un Mondiale. Lacrime naturali di un uomo che ha sempre dato tutto sé stesso nel proprio lavoro. Lacrime di una persona sensibile e con un cuore grande, che ha sempre sofferto in prima persona per un risultato negativo e che ha sempre cercato di fare il meglio per i compagni. Non un "santo", ma sempre il primo ad andare ad abbracciare o complimentarsi con gli avversari e il primo ad andare a salutare la curva dei propri tifosi. Nel rispetto del suo ruolo e di chi lo ha sempre sostenuto.

Eterno

Record di imbattibilitá in Serie A (974 minuti), record di Scudetti vinti, record i presenze in Nazionale, calciatore ad aver vinto il maggior numero di trofei con la maglia della Juventus. Sono solo alcuni dei primati che vedremo scolpiti negli anni, in attesa che qualcuno (semmai dovesse accadere) possa batterli. Gli è mancato l'acuto in Champions League, nonostante abbia giocato tre finali. Ma anche questo contribuirá a farlo ricordare. L'eternità è "l'infinita estensione nel tempo, che non ha termine. L'immortalità conferita dalla fama". L'eternità tra i pali ha un nome e un cognome. Gianluigi Buffon.

0
0