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Infantino: "Se Buffon smette di giocare lo porto alla Fifa, sulla VAR non si torna indietro"

Infantino: "Se Buffon smette di giocare lo porto alla Fifa, sulla VAR non si torna indietro"
Di LaPresse

Il 15/02/2018 alle 11:06Aggiornato Il 15/02/2018 alle 11:24

Il numero uno della FIFA in un'intervista alla Gazzetta dello Sport analizza i problemi del calcio italiano e lancia un messaggio a Buffon: "Mi sarebbe piaciuto consegnargli la Coppa in russia, se smette di giocare vado di persona a prenderlo per affiancarlo a Boban e Van Basten. Per la Figc mi auguro un commissariamento breve, serve un presidente forte".

" Sono triste, sì che sono triste per il Mondiale. Mi viene quasi da piangere. Il primo da presidente FIFA e l’Italia non c’è…" "

Parola di Gianni Infantino, numero uno del calcio mondiale che si racconta in un'intervista alla Gazzetta in edicola oggi. Siamo a cinque mesi esatti alla finale di Mosca. "E mi sarebbe piaciuto consegnare la coppa a Buffon", ha ammesso ancora il numero 1 del calcio mondiale. Sempre a proposito di Buffon, è ancora indeciso se continuare. Se appendesse i guantoni, Infantino vorrebbe averlo con lui insieme ad altri campioni come Zvone Boban e Van Basten che già stanno lavorando alla Fifa.

" Vado di persona a prenderlo""

Ancora si torna sull'eliminazione dell’Italia. "Da tempo c’erano segnali in questo senso. Poi il tiro di Darmian contro la Svezia poteva entrare, invece di prendere il palo, ma avrebbe solo nascosto i problemi. L’Italia era la prima al mondo per organizzazione, club, formazione, strutture, alimentazione, tattica. In tutto. Ma gli altri non sono rimasti a guardare mentre noi abbiamo dimenticato che, senza il lavoro, il talento non basta. Quanti giovani passano in prima squadra?".

"Il commissariamento della Figc sia breve, sulla VAR non si torna indietro"

Quindi Infantino ha provato a dare un suggerimento per i commissari e per la futura federazione. "Spero il commissariamento sia il più breve possibile. Uno o due uomini non possono cambiare una situazione che ha bisogno di un presidente forte, condiviso da tutte le parti, e con una strategia a lungo termine. Club, leghe, giocatori - ha detto il numero 1 della Fifa - tutti devono andare nella stessa direzione. Come in Germania negli anni 90, dopo la crisi di risultati. Come in Inghilterra dopo l’Heysel. Tutti al tavolo a pensare al bene comune. Oggi la Germania vince il Mondiale e a Confederations con i giovani, e l’Inghilterra è campione del mondo Under 17 e Under 20".

Eppure l’Italia resta spesso un laboratorio d’idee. Sul mercato da ristrutturare, per esempio. Sulla Var. "Nel nostro Dna c’è la creatività. Riguardo al mercato, capisco che sia un’urgenza italiana - ha dichiarato Infantino - quando c’erano soldi, diritti tv, successi nelle coppe, il problema era meno sentito. Ma comunque c’è da intervenire per tutti. E subito. Sono già al lavoro, ho presentato un piano con undici proposte al comitato stakeholder". Ormai è chiaro che vedremo la Var al Mondiale… "Decide l’Ifab a marzo, ma la raccomandazione è stata forte. Ero scettico due anni fa, quando la proposi, subito dopo l’elezione. Ma allo stesso tempo, essendo cresciuto a pane e Gazzetta, e ricordando tutte le polemiche, mi sono detto: 'Se non proviamo'… Non si torna indietro, è stata una rivoluzione", ha concluso Infantino.

Video - Buffon e il ping pong: un amore che gli è quasi costato il Mondiale 2006

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