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Inter, incubi dal passato: mediani in calo, rebus Joao Mario, terzini sempre in difficoltà

Inter, incubi dal passato: mediani in calo, rebus Joao Mario, terzini sempre in difficoltà

Il 20/09/2017 alle 09:01Aggiornato Il 20/09/2017 alle 11:27

In casa nerazzurra qualcosa non funziona. A Crotone e a Bologna prove non convincenti. Spalletti ha una rosa corta ed è costretto trarre il massimo anche da chi non pare all'altezza. I punti per ora ci sono, ma non è detto che si riesca in breve tempo a risolvere ogni problema

Quattro vittorie su quattro e poi un pareggio a Bologna. 13 punti su 15 disponibili nelle prime cinque partite di campionato. A scrutare solamente i risultati, si potrebbe pensare che l’Inter abbia iniziato il campionato alla grande. Chi invece ha guardato (e analizzato) con attenzione queste prime cinque gare dell’era Spalletti, si è subito accorto della differenza notevole nelle prestazioni. Dall’esordio roboante contro una scoordinata Fiorentina, al blitz (fortunato) di Roma, fino alle vittorie sofferte contro SPAL e Crotone, e al pari rimediato nel finale a Bologna. Cinque Inter parecchio diverse. Una parabola discendente e un calodi rendimento che non può non destare perplessità. Perché se possiamo lodare lo spirito di squadra dato da Spalletti, la leadership tecnica di Icardi e Perisic, la voglia di una squadra che non molla mai (sette gol su 11 sono arrivati nell’ultimo quarto d’ora), dobbiamo anche constatare i problemi di una squadra che non pare ancora pronta a puntare in alto. O in altissimo.

Vecino e Borja sono già in riserva, rosa troppo corta

“Poche alternative a gara in corsa? Inutile parlarne ora, fino a dicembre siamo questi e ci fidiamo dei nostri ragazzi”. Spalletti è stato serafico nel post partita. Ma le verità vengono a galla a prescindere dalle sue parole. Borja Valero pare già cotto, Gagliardini alterna buone prestazioni ad inspiegabili cali mentali, Vecino da solo non può reggere il peso di una squadra sbilanciata in avanti. E da mettere nei due mediani del 4-2-3-1 spallettiano non c’è nessun altro. Perché Brozovic ha già mostrato in passato di non sapersi adattare in quel ruolo e Joao Mario non vuole giocare così basso. Se aggiungiamo che i due centrali di ruolo, Miranda e Skriniar, hanno solo Ranocchia come alternativa, è ben comprensibile come la coperta in casa nerazzurra sia cortissima. Ai limiti dell’inadeguato per una squadra di questo livello.

Esultanza Simone Verdi, Bologna-Inter, Serie A 2017-2018, LaPresse

Esultanza Simone Verdi, Bologna-Inter, Serie A 2017-2018, LaPresseLaPresse

Joao Mario ora è un enigma: da trequartista non funziona

Ecco. Qui siamo di fronte a un problema. Altra prova negativa del portoghese sulla trequarti. Spaesato, impreciso, discontinuo. E pare non vedere nè la porta, nè delle linee di passaggio filtranti per Icardi. Attenzione, parliamo di un ottimo giocatore che ad Euro 2016 con il Portogallo, giocando però esterno, aveva fatto vedere tutto il suo talento. Però in questa Inter pare un corpo estraneo. Toccherà a Spalletti ritrovare, mentalmente e tatticamente, uno degli investimenti più onerosi degli ultimi anni. Per adesso attorno al 10 nerazzurro ci sono tanti punti di domanda.

Terzini ci risiamo: con D’Ambrosio e Nagatomo non si va da nessuna parte

Passano gli anni, cambiano gli allenatori, i presidenti, i centrocampisti, i raccattapalle. Ma i terzini dell’Inter sono sempre Danilo D’Ambrosio e Yuto Nagatomo. Tralasciando l’ironia, è palese che non sia un fattore positivo. Per Dalbert sono stati spesi quasi 20 milioni di euro. Eppure, anche a causa di due/tre prestazioni non convincenti, ieri era seduto in panchina. L’infortunio di Cancelo ha complicato il resto. Verdi e Di Francesco ieri sera sembravano Neymar e Di Maria. E non soltanto per meriti loro. D’Ambrosio col passare delle stagioni ha anche dimostrato di poterci stare nella rosa dell’Inter, Nagatomo francamente no. E in una squadra che punta ai primi quattro posti, i terzini titolari non possono essere ancora loro due. I 13 punti danno tranquillità e lasciano le speranze intatte, ma qualcosa che non funziona c’è. E non è detto che possa essere risolta in breve tempo.

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