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La prossima Serie A rischia di restare senza copertura televisiva, bloccato l’ultimo bando

La prossima Serie A rischia di restare senza copertura televisiva, bloccato l’ultimo bando

Il 16/04/2018 alle 23:15Aggiornato Il 16/04/2018 alle 23:24

Dal nostro partner Agenti Anonimi

L’assegnazione dei diritti tv per la Serie A nel triennio 2018-2021 è stata sospesa dal Tribunale di Milano, che ha accolto un ricorso d’urgenza presentato da Sky. Il bando dell’azienda spagnola Mediapro, sostiene Sky, non sarebbe conforme alle leggi italiane…

L’esistenza di illeciti da parte di Mediapro, sostiene il Tribunale, ha reso necessaria la sospensione del bando, che sarebbe scaduto a mezzanotte di sabato 21 aprile (ma l’azienda aveva fatto sapere di essere pronta a trattative fino a metà giugno). Mediapro, insomma, che nella compravendita è semplice intermediario, agirebbe invece da vero e proprio player del mercato della comunicazione.

Il bando solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte. [Il comunicato di Sky]

La procedura d’urgenza permette ai giudici di pronunciarsi in tempi molto ristretti: il 4 maggio è attesa infatti la sentenza, poi il via alle offerte da parte delle emittenti o la ripresentazione di un nuovo bando. La Serie A 2018/19 partirà il 19 agosto e c’è il rischio (per ora remoto) che si rimanga senza copertura televisiva, fatto inaccettabile per un grande campionato europeo come quello italiano. Il provvedimento verrà notificato a Mediapro martedì 24 aprile. Il gruppo spagnolo sceglie di non commentare, non conoscendo i dettagli contenuti negli atti del Tribunale, ma osserva come “l’unico a uscirne danneggiato sia il calcio italiano. Queste situazioni non sono buone come immagine e stabilità”.

Fin dalla presentazione erano emerse criticità nella Serie A televisiva gestita da Mediapro, che non aveva inserito prezzi minimi nel bando per gli operatori e si era arrogata la possibilità di gestire la raccolta pubblicitaria. Anche la Lega Serie A non commenta, ma spinge per una “rapida soluzione” alla controversia.

La questione è cruciale per tutti, perché il ricavato dei diritti tv è la principale voce di entrata per tutti i club del nostro campionato. Il bando appena sospeso era quello che avrebbe dovuto portare alla terza asta, dopo il fallimento delle due precedenti: la prima era andata deserta, la seconda aveva accumulato offerte soltanto per 800 milioni di euro, ben al di sotto della soglia minima di 1,05 miliardi. Degli 800 milioni, 580 arrivavano da un’offerta Sky, che ora vuole vederci chiaro prima di richiudere la busta con una nuova cifra.

Alla seconda asta era arrivata Mediapro, società spagnola che distribuisce i diritti della Liga, che ha offerto la cifra minima (1,05 miliardi) più mille euro. Mediapro, di proprietà del fondo cinese Orient Hontai Capital, potrebbe anche decidere di gestire in proprio i diritti, ma per il momento preferisce cercare a sua volta di rivenderli ai broadcaster veri e propri. In attesa di capire dove si vedrà il prossimo campionato, la palla passa nuovamente nelle aule di tribunale.

di Stefano Francescato

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