Getty Images

Lavagna tattica: con l'arrivo di Kalinic, il Milan è al completo: tutte le opzioni di Montella

Con l'arrivo di Kalinic, il laboratorio del Milan è al completo: tutte le opzioni di Montella

Il 22/08/2017 alle 17:36Aggiornato Il 22/08/2017 alle 18:02

Fuori 13 giocatori, dentro 11 nuovi acquisti: con ancora una settimana di calciomercato, la coppia Mirabelli-Fassone potrebbe essere ormai giunta alla fine del proprio lavoro estivo, motivo per cui diventa interessante analizzare sugli scenari tattici al centro dei ragionamenti del tecnico rossonero.

Le prime quattro partite ufficiali sono alle spalle e l’acquisto di Nikola Kalinic potrebbe aver messo fine all’estate rivoluzionaria del nuovo Milan. Da qui in avanti - salvo cataclismi - la dirigenza rossonera ragionerà soltanto sull’opportunità di sfrondare qua e là, aggiungendo un elemento alle rotazioni di centrocampo. Motivo per cui ha senso ragionare (come sempre con l'aiuto di Wyscout) su ciò che è divenuta la squadra di Vincenzo Montella e su tutte le opzioni a disposizione del tecnico rossonero. Il laboratorio Milan ha ufficialmente aperto i battenti.

Il mercato (fino ad ora)

  • Acquisti: Musacchio (d, Villarreal), Rodriguez (d, Wolfsburg), Kessié (c, Atalanta), André Silva (a, Porto), Borini (a, Sunderland), Calhanoglu (c, Bayer Leverkusen), Conti (d, Atalanta), A. Donnarumma (p, Asteras Tripolis), Bonucci (d, Juventus), Biglia (c, Lazio), Kalinic (a, Fiorentina)
  • Cessioni: De Sciglio (d, Juventus), Ely (d, Alavés), Vangioni (d, Monterrey), Poli (c, Bologna), Honda (c, Pachuca), Kucka (c, Trabzonspor), Bertolacci (c, Genoa), Mati Fernandez (c, Fiorentina), Pasalic (c, Spartak Mosca), Deulofeu (a, Barcellona), Lapadula (a, Genoa), Bacca (a, Villarreal), Ocampos (a, Olympique Marsiglia)

Con ancora una settimana di trattative a disposizione, la coppia Mirabelli-Fassone ha rivoluzionato la rosa. Fuori 13 giocatori tra cessioni, svincoli e prestiti. Dentro 11 nuovi acquisti, tutti a titolo definitivo (o prestito con obbligo di riscatto).

La rosa attuale

  • Portieri: A. Donnarumma, G. Donnarumma, Storari (3)
  • Difensori: Abate, Antonelli, Bonucci, Calabria, Conti, Gomez, Musacchio, Paletta, Rodriguez, Romagnoli, Zapata (11)
  • Centrocampisti: Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Kessié, Locatelli, Mauri, Montolivo, Sosa (8)
  • Attaccanti: Borini, Cutrone, Kalinic, Niang, André Silva, Suso (6)

Con l’acquisto di Kalinic, i giocatori a disposizione di Montella sono 28. Da qui alla fine del mercato potrebbero partire alcuni dei seguenti: Gomez e Paletta in difesa, Mauri e Sosa a centrocampo, Cutrone e Niang in attacco. Il tutto mentre si lavora a un ultimo ritocco in mediana.

Costruire le fondamenta del gioco: il 4-3-3

Fino al giorno dell’arrivo di Leonardo Bonucci, era difficile ipotizzare un telaio diverso da quello su cui era stata impostata la prima stagione di Montella. Da allora, però, qualcosa è cambiato. E, adesso, è ovvio a tutti come i ragionamenti del tecnico rossonero debbano procedere su due binari temporali distinti. Da un lato, la difficile costruzione delle certezze in una squadra che ha cambiato otto-nove undicesimi rispetto all’anno scorso. Dall’altro, la pianificazione dell’assetto migliore per sfruttare appieno il potenziale di una rosa ancora tutta da scoprire. In queste prime quattro uscite (fatta eccezione per l’ultima mezz’ora nel debutto con il Craiova), Montella non ha pertanto toccato il 4-3-3 di base.

Un modulo che, con gli aggiustamenti del caso, potrebbe portare il Milan a schierarsi in questo modo.

Il 4-3-3 con Calhanoglu in attacco

È bastata la staffetta di giovedì in Europa League, del resto, per avere la conferma che il nuovo arrivato Hakan Calhanoglu e Giacomo Bonaventura sono tatticamente molto simili, di certo nelle idee di Montella. Aggiungete che il tecnico ha già escluso il possibile ricorso a un 4-3-1-2 con l’ex Bayer Leverkusen nel ruolo di trequartista e avrete uno scenario ben delineato. Calhanoglu e Bonaventura si dovranno spartire la parte sinistra del campo negli ultimi 40 metri. Visti i trascorsi sulla fascia di entrambi, è evidente come siano interscambiabili anche nel ruolo del tridente. Ma la maggiore esperienza dell’italiano nel ruolo di interno (leggasi migliore conoscenza dello sviluppo della manovra rossonera), viene da ipotizzare un suo schieramento più arretrato.

Il 4-3-3 con Borini in attacco

Sia giovedì scorso che domenica a Crotone (la prima volta per scelta tattica, la seconda per l’infortunio di Bonaventura), però, Montella ha optato per un’altra soluzione. Un 4-3-3 con Fabio Borini nel ruolo di esterno sinistro del tridente, ruolo nel quale ha giocato anche il possibile partente M’Baye Niang. In questo modo, il Milan perde qualità ma acquisisce dinamismo e coperture difensive. Un fattore da non trascurare. Se le prime quattro partite ci hanno detto molto del talento ritrovato dalle parti di Milanello, infatti, hanno per forza di cose definito ben poco i possibili problemi di equilibrio tattico. Questioni alle quali Montella non può non pensare.

I punti di forza del 4-3-3

  • Si tratta del modulo più adatto al miglior giocatore della passata stagione, quel Suso che invece rischia di essere chiuso con il passaggio al 3-5-2.
  • È l’unica soluzione tattica che può conciliare la presenza in campo di Bonaventura e Calhanoglu.

I punti deboli del 4-3-3

  • Finirebbero per essere penalizzati due dei più grandi prospetti in rosa: Romagnoli in difesa e André Silva in attacco, a patto che quest’ultimo non riesca a riproporsi come esterno d’attacco.
  • Gli equilibri difensivi rischiano di divenire precari vista la presenza di due terzini di spinta come Conti e Rodriguez, per giunta con due centrali che non fanno della marcatura il punto di forza.

La soluzione di prospettiva: il 3-5-2

Ragionare nel lungo periodo obbliga Montella a riflettere sulla possibilità concreta di un cambio di modulo. Una modifica all’assetto che inizierebbe con il passaggio alla retroguardia a tre, l’unico sistema difensivo che permetterebbe di schierare contemporaneamente Romagnoli e i due nuovi acquisti Musacchio e Bonucci (a meno che l’ex Villarreal o l’ex romanista non si adattino nel ruolo di terzino, ipotesi poco consigliabile).

Una via tattica che, inserendo buona parte dei nuovi acquisti, potrebbe portare il Milan a schierarsi in questo modo.

Il 3-5-2 con André Silva

La presenza di Kalinic, in questo caso, diventa determinante quanto quella di Bonucci in difesa. Con lui, infatti, il Milan va a completare una dorsale centrale di qualità estrema. Una sorta di triplo regista. Bonucci nelle retrovie, Biglia a centrocampo e Kalinic in attacco. Tre giocatori fondamentali per produrre gioco, smistare palloni e permettere al Diavolo di dominare in ogni settore del campo. Uno scenario non credibile con la presenza dei soli André Silva e Cutrone, ancora alle prese con i rispettivi processi di maturazione.

Ma l’opzione più credibile, quanto meno nel medio periodo, potrebbe essere questa.

Il 3-5-2 con Suso

Conciliare quindi Kalinic con la conferma di Suso, mantenendo intatta la struttura del 3-5-2 senza aggiungere troppo peso all’attacco. Una soluzione che permetterebbe al modulo di non soffocare Calhanoglu in eccessivi tatticismi, svariando dietro alle punte in quello che diventerebbe un 3-4-3 in fase offensiva.

I punti di forza del 3-5-2

  • Massime garanzie difensive con il pacchetto Musacchio-Bonucci-Romagnoli, ma anche con Rodriguez e Conti nel ruolo a loro più congeniale. Quello di esterni in una difesa a tre.
  • Equilibrio e qualità perfettamente bilanciati dalla presenza nell'undici titolare di tutti i giocatori dal maggior tasso tecnico.

I punti deboli del 3-5-2

  • Possibili difficoltà nella fase finalizzativa senza André Silva, con il solo Kalinic come giocatore da 15 gol nelle gambe.

La certezza è Montella

Sarà una stagione molto meno semplice di quanto si possa ipotizzare in seguito ai facili entusiasmi estivi. La certezza del Milan, però, è il lavoro intelligente e attento di Montella. Un tecnico non incline ai proclami, ma sempre orientato a una meticolosa preparazione della squadra. Un esempio? Il telaio che è riuscito a imbastire sin dall’inizio della stagione. Un contesto tattico nel quale il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 non dovrebbe essere affatto un azzardo.

La pass-map del Milan visto a Crotone (e le posizioni medie dei giocatori) dimostrano come la squadra si stia evolvendo progressivamente verso un centrocampo a quattro. I due laterali - Conti e Rodriguez - garantiscono l’ampiezza del campo, mentre Locatelli e Kessié restano a presidio e liberano Calhanoglu, pronto a scambiarsi di posizione con Borini e Suso.

La costruzione del Milan (1)

In fase di costruzione, il cambio di pelle tra il vecchio e il nuovo Milan è già avvenuto. Bonucci e un centrale difensivo vengono supportati a turno da un terzino o dall’arretramento di Kessié, il tutto mentre l’altro laterale e uno dei due attaccanti esterni va a dare ampiezza al campo. Nel frattempo, la prima ragnatela di passaggi dà tempo a uno dei due interni di inserirsi in prima linea e a uno dei due attaccanti esterni di andare in posizione di seconda punta. Un 3-4-3 in atto.

La costruzione del Milan (2)

Quello che sta facendo Montella sul campo testimonia come molto spesso la trattatizione del calcio sia frutto di semplificazioni indebite. Tra numeri improvvisati e teorie pseudo-giornalistiche, molto spesso finiamo per trascurare le dinamiche già in atto. Situazioni che, nel caso del Milan, permettono di inserire anche una rivoluzione tecnica in un quadro di estrema coerenza tattica. Merito di un allenatore come Montella, chiamato a rispondere alle enormi aspettative con una stagione da grande. Adesso che ha trovato una dirigenza disposta a rafforzare la squadra che allena, non pare un’impresa impossibile.

0
0