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Lazio-Inter con vista Champions: Inzaghi l’ha meritata, Spalletti deve meritarla

Lazio-Inter con vista Champions: Inzaghi l’ha meritata, Spalletti deve meritarla

Il 18/05/2018 alle 07:39

Non sarà la partita da titoli di coda del campionato, ma il titolo vero e proprio, se non addirittura il film che si dovrà seguire. Le due squadre si giocano l'accesso alla Champions League in uno scontro diretto accesissimo proprio all'ultima giornata.

Altro che titoli di coda. Lazio-Inter di domenica sera è «il» titolo del film, se non addirittura tutto il film. Vale l’ultimo posto per la Champions League che, al cambio attuale, fa una quarantina di milioni di euro. Fuoco alle polveri.

Lazio 72, Inter 69: Inzaghi può pareggiare, Spalletti deve vincere. I calcoli, di solito, ci complicano i piani. L’Inter sembrava morta, dopo le pugnalate del Sassuolo. E la Lazio, a Crotone, era passata in vantaggio. Rimontata, rimontò fino al 2-2, con Zenga, cuore nerazzurro, costretto ad archiviare un mezzo matrimonio come se fosse un mezzo funerale, visti i risultati della concorrenza.

Quanto inciderà, sul piano morale ed emotivo, il match-ball sciupato in Calabria? Difficile stabilirlo. All’andata fu 0-0 e, ai punti, avrebbe meritato l’Aquila. Inzaghi ha quattro titolari in bilico: Immobile (il più recuperabile), Luis Alberto e Parolo (in forte dubbio) più De Vrij. Spalletti, lui, viaggia sul sicuro: rientra Miranda, torna nei ranghi Gagliardini. In attacco, Candreva, Rafinha e Perisic al servizio di Icardi.

L’Inter è ferma alle 37 partite di campionato più i due turni di Coppa Italia con Pordenone e Milan. La Lazio si è fatta la Supercoppa, tutta la Coppa Italia meno la finale e molta Europa League sino ai quarti di Salisburgo. E’ stata più continua, sarebbe giusto che toccasse a lei. Ma il calcio si ciba di attimi. E quello dell’Olimpico parte da zero e pesa una vita.

C’è poi il caso De Vrij. Alcuni l’hanno paragonato a Roberto Baggio che, già ceduto alla Juventus, disputò con la Fiorentina la doppia finale di Coppa Uefa 1990. Al di là della forma - qua, un giocatore a fine contratto; là, un giocatore sacrificato dalla società - è diversa la posta in palio: l’obiettivo di Baggio si esauriva in campo; l’obiettivo di De Vrij comincia subito dopo. Da un trofeo assegnato all’assegnazione di un «trofeo» che può indirizzare stagione e ambizioni. Della Lazio senza De Vrij e dell’Inter con De Vrij.

Stefan De Vrij, Lazio, Getty Images

Stefan De Vrij, Lazio, Getty ImagesGetty Images

Decida l’olandese. Credo nella sua professionalità, anche se capisco l’imbarazzo che lo tortura e l'inquietudine che lo circonda. Dettaglio non trascurabile: a Crotone, proprio De Vrij evitò sulla linea il gol del 3-1.

La Lazio vanta il miglior attacco del campionato, ma nella fase difensiva si fa preferire l’Inter, troppo lunatica, di suo, per incoraggiare analisi razionali. E se è vero che con le grandi ha sempre reso più che con le piccole, questa volta dovrà stanare gli avversari, prendersi dei rischi. A 25 anni, Icardi deve ancora esordire in Champions. Contende a Immobile lo scettro di capocannoniere , continuo a considerarlo una soluzione e non un problema. Con l’Atalanta e il Napoli, la Lazio ha offerto il calcio più fresco, più gradevole. Ma è leggera, ogni tanto si perde. Salisburgo l’ha buttata giù dal letto.

Siamo già a venerdì, inoltre, e la formazione - per un motivo o per l’alto - resta una mezza lotteria. La squadra di Inzaghi gioca in casa, potrà ragionare: al suo popolo chiede pazienza, non solo affetto.

E’ come una finale: dunque, da tripla. Ma dal momento che vi serve un pronostico per scommetterci contro, eccolo: Lazio-Inter 1-2. Il vostro risultato? Io De Vrij lo impiegherei, voi?

Video - Spalletti: "E' un risultato pesante e in spogliatoio si sente"

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