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Napoli, rebus Mertens: non è più titolarissimo, Ancelotti potrebbe riportarlo alle origini

Napoli, rebus Mertens: non è più titolarissimo, Ancelotti potrebbe riportarlo alle origini

Il 11/08/2018 alle 14:56Aggiornato Il 11/08/2018 alle 14:57

Il modulo del tecnico prevede la prima punta di ruolo e Milik è il favorito per una maglia da titolare. Dries, che ha segnato 56 gol da "9" nelle utlime due stagioni, potrebbe ritrovarsi in panchina, o riadattarsi a fare l'esterno offensivo. Intanto questa sera, nell'amichevole con il Wolfsburg, un primo esame per convincere Ancelotti.

Sono stati due anni da sogno, gli ultimi con Maurizio Sarri, quelli vissuti da Dries Mertens. Partito dalla panchina e da attaccante esterno, è stato trasformato in una macchina da gol, che l’ha avvicinato nella stagione ’16-’17 anche alla Scarpa d’Oro. 22 reti in 49 gare l’anno passato, 34 in 46 in quello precedente. Una titolarità indiscussa, indiscutibile e una leadership ottenuta a suon di prestazione – e gol, appunto – da urlo. Piccolo, veloce, talentuoso, Mertens è stata la più bella scoperta del tecnico che più si è avvicinato allo Scudetto col Napoli negli ultimi anni. Ma le cose cambiano e la stagione che sta per iniziare potrebbe non essere del tutto tranquilla per il folletto belga.

Carletto e la prima punta

In estate, partito Sarri e arrivato Ancelotti, il club di Aurelio De Laurentiis ha cambiato rotta e modo di pensare calcio. Non il modulo – sempre il 4-3-3, o 4-3-2-1 di milanista memoria – ma gli uomini da impiegare. Non è un mistero infatti che il nuovo tecnico preferisca una prima punta “vera”, non adattata o “falso nueve”, cosa che invece era diventato, facendolo benissimo, Dries. Non un caso pertanto che nel precampionato, complice l’assenza del belga, reduce dal Mondiale, Ancelotti abbia dato ampio spazio ad Arek Milik, che al momento ha sulle spalle i galloni del titolare per la prima di campionato del 18 agosto con la Lazio.

Un’amichevole per fargli cambiare idea

Questa sera a Wolfsburg, ultima amichevole del Napoli prima dell’inizio della stagione, Mertens dovrà convincere Ancelotti di poter essere ancora la prima punta titolare, perché lì sarà schierato dall’allenatore con accanto i fidi scudieri, Insigne e Callejon. Il talento del 31enne di Leuven non è in discussione e la competitività con un altro giocatore potrebbe essere da stimolo per entrambi. E considerato il doppio impegno che dovrà sostenere la squadra, impegnata in Champions League, potrebbe fare bene alle ambizioni azzurre. Ma bisognerà capire quanto Mertens sarà in grado di accettare le eventuali panchine che gli si prospettano davanti, o un possibile torno alle orgini.

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Da esterno, al posto di Insigne?

Un’altra ipotesi di lavoro è che, pur di metterlo in campo – anche a partita in corso – Ancelotti voglia riportarlo all’originario ruolo di esterno d’attacco. Il che ne favorirebbe il minutaggio e ampierebbe le soluzioni – potendo avere un cambio di livello sia per la prima punta che per l’esterno (che sia Insigne, più probabile, o Callejon) – ma ne farebbe di fatto un cambio di lusso e non più un titolarissimo. A darci una soluzione dell’enigma saranno probabilmente le prime gare della stagione, sia in campionato che in coppa. Sicuramente, fin da stasera quando tornerà in dal primo minuto in quello che negli utlimi due anni è stato il suo ruolo, Mertens si giocherà le sue carte per essere il centravanti del Napoli. Poi starà ad Ancelotti capire e decidere chi sarà il suo titolarissimo.

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