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Nicchi: "Si rischia una nuova Calciopoli. Buffon? Fosse successo in Italia avrei difeso l'arbitro"

Nicchi: "Si rischia una nuova Calciopoli. Buffon? Fosse successo in Italia avrei difeso l'arbitro"

Il 16/04/2018 alle 10:25Aggiornato Il 16/04/2018 alle 10:51

Il presidente dell'AIA denuncia con forza una Federazione "che non esiste" e affronta il tema della violenza sui direttori di gara chiarendo la sua posizione sui fatti riguardanti il capitano della Juventus e sulla VAR.

" Sciopero degli arbitri? Sto cercando di evitarlo, ma se dovesse accadere la gente non deve rimanere sorpresa. Le sezioni non ce la fanno più"

Così Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, intervenuto ai microfoni di Radio Anch'Io Sport su RadioUno.

Il rischio di una nuova Calciopoli

" E' anacronistico che il CONI voglia togliere il diritto di voto all'AIA per aumentarlo ai professionisti. Si vuole indebolire il peso politico, minare l'indipendenza e la terzietà per aprire uno scenario che potrebbe essere l'inizio di una nuova Calciopoli. C'è qualcuno che vuole mettere le mani negli arbitri, il 2% non cambia gli scenari (nel Consiglio Federale, ndr) ma a chi gioverebbe se non alla Serie A? Mettere le mani sugli arbitri significa che ognuno dice la sua nelle designazioni e nel modo di arbitrare. Calciopoli è nata proprio perché c'era gente che metteva bocca in cose che non gli competevano"

Ancora sulla possibile revoca del diritti di voto agli arbitri in Consiglio Federale, Nicchi ha dichiarato:

" E' una decisione antidemocratica, perché elimina un diritto di voto meritatamente acquisito che è contrario a una legge dello Stato (la Melandri), agli statuti del CONI e della FIGC. Queste cose vanno a turbare un mondo arbitrale in un momento altamente difficile, in cui si arriva alla fine dei campionati. L'arbitro deve votare perché è un diritto democratico, non capisco dove sia il pericolo. Prima delle leggi dello sport ci sono le leggi dello Stato"

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Violenza, è ora di dire basta

" La situazione interna è drammatica, non ci si rende conto dei pericoli e le necessità del mondo arbitrale e le cose si fanno sempre più gravi: dalla violenza, ai budget, ai rimborsi in ritardo e invece ci si preoccupa del 2% della nostra rappresentanza in Consiglio Federale. E' incredibile e imbarazzante, si vuole toccare la nostra autonomia. Anche domenica scorsa un ragazzo di 18 anni è stato picchiato da un energumeno di 32, è andato all'ospedale e nessuno dice niente. Ci costringeranno a rimanere a casa perché i genitori non manderanno più i figli ad arbitrare, ad oggi sono 100 gli arbitri picchiati nei vari campionati. Abbiamo una grande classe arbitrale di vertice e una base importante, noi oggi dobbiamo proteggere questi ragazzi perché nessuno si preoccupa di loro. Ieri si è confermato che i nostri arbitri sono di grande valore e spessore tecnico, sono il fiore all'occhiello di una Federazione che allo stato attuale non esiste"

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Il caso Buffon

" Il caso Buffon? Quanto accaduto è una cosa che devono gestire gli organi internazionali preposti, non esprimo giudizi sull'operato tecnico dell'arbitro. Buffon è un grande campione che si avvia a una bellissima carriera dirigenziale, ma a certi livelli bisogna stare attenti a cosa si dice perché ci sono i ragazzi che ascoltano. Se fosse successo in Italia? Avrei difeso l'arbitro, che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante e né dopo. Poi ci sono gli organi che devono giudicare"

Infine sulle parole di Agnelli contro il designatore dell'Uefa Collina:

" Non posso agire sul modo di pensare di un dirigente italiano"

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VAR: l'anno prossimo errori ridotti al lumicino

" Il VAR è uno strumento che funziona, migliorabile e ormai voluto e accettato da tutti. Ci sono occasioni in cui si deve andare al monitor e altre in cui non c'è bisogno. Ma a decidere è sempre l'arbitro in campo, questo deve rimanere un caposaldo. In Italia c'è una organizzazione che funziona, tutti gli altri ci stanno seguendo. Non ho sensazioni di contrarietà al VAR, ma anzi si chiede di migliorarla e ora si va in campo più sereni: dai protagonisti in campo, ai tifosi. E' uno strumento che fa giustizia"

Alla domanda su come si migliora il VAR, Nicchi ha concluso:

" Si migliora sulla conoscenza approfondita dello strumento, a Coverciano abbiamo un simulatore in tal senso. Si cerca di creare un rapporto sempre più stretto con i collaboratori, studiando bene il protocollo. Si migliora sempre lavorando. Si deve essere soddisfatti, pur riconoscendo che ci sono stati pochi errori evitabili. L'anno prossimo saranno ridotti al lumicino"

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