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Da Juve-Inter al ritorno di Cesare Prandelli, le 5 domande alla 15a giornata di Serie A

Da Juve-Inter al ritorno di Cesare Prandelli, le 5 domande alla 15a giornata di Serie A

Il 06/12/2018 alle 22:15Aggiornato Il 07/12/2018 alle 09:29

Dal derby d'Italia, decisivo più che altro per Inter e Napoli, al ritorno di Cesare Prandelli su una panchina di un club di Serie A a 8 anni dall'ultima volta. Ma anche: il digiuno di gol e punti della Fiorentina, il Napoli con la testa già a Liverpool e la Lazio post settimana in ritiro.

Se la Juve vince anche con l’Inter, chiude davvero il campionato?

No. Perché non è l’Inter la squadra che farà la corsa con i bianconeri. La battaglia sul lungo periodo sarà ancora tra Juventus e Napoli; e dunque questo risultato non cambia niente. O meglio, potrebbe non cambiare niente. Il problema infatti si pone eventualmente altrove, ovvero su chi insegue... Ma questo è un aspetto di cui parleremo dopo. Tornando a Juve-Inter, le curiosità più che altro sono due. La prima, in casa bianconera, è nel vedere se davvero, anche in questo caso, gli uomini di Allegri si adatteranno alla partita: in questa stagione più l’avversario è competitivo, meglio la Juve fa. La seconda, in casa Inter, è nel capire la reale caratura. A Londra col Tottenham e con la Roma, l’Inter ha giocato due più che discrete partite. Punti raccolti? Uno. Il termometro è pronto ed è stato settato anche per la terza misurazione. Da capire c’è solo la temperatura.

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01:39

Dopo il Chievo anche il Frosinone può essere una trappola per un Napoli con la testa già a Liverpool?

Non credo. Il Chievo è storicamente un avversario ostico per i partenopei, in grado da sempre di esaltarsi e portare via punti. Il cambio di manager, l’orgoglio ferito di una classifica impietosa e così via dicendo, sono tutte minacce che il Frosinone non ha. Detto questo, è da qui che si capisce quanto può restare vivo questo campionato. Se la Juve vince e il Napoli perde altro terreno, buonanotte alla Serie A. Ancelotti proseguirà con il suo turnover ma il Frosinone non ha l’organizzazione difensiva di uno come Di Carlo. Nonostante il Napoli possa essere già con la testa alla partita più importante fin qui della sua stagione – Liverpool, appunto – non penso che si farà nuovamente sorprendere.

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01:24

Cosa sta succedendo alla Lazio e al rapporto Inzaghi-Lotito? La Samp può essere un bivio?

Dopo quasi una settimana di ritiro sarà molto interessante andare a vedere la Lazio. E’ evidente come questa stagione non stia soddisfacendo tutti gli interpreti, nonostante la classifica non sia affatto male. Lotito non è contento del rendimento e non ha fatto mistero della cosa, spingendo di fatto per questa soluzione drastica. Inzaghi non sta riuscendo a dare la scossa alla squadra anche a livello psicologico, con i rendimenti di due come Luis Alberto e Milinkovic-Savic ampiamente sotto le aspettative. Il gioco corale è meno brillante. Insomma, non è un bel momento. La Sampdoria però fuori casa non vince da due mesi esatti. Se Simone Inzaghi non porta via i tre punti, ci sono tutte le componenti per aprire sul serio alla parola ‘crisi’.

Torna Cesare Prandelli, è l’uomo giusto per risollevare il Genoa?

Può esserlo. A Prandelli – a differenza di altri che hanno fatto ben peggio di lui... – non è mai stata concessa una seconda chance in Italia. Allenatore preparato, autore di ottime cose alla Fiorentina e una finale dell’Europeo 2012 troppo spesso dimenticata, annichilendo la Germania pronta a prendersi il mondiale 2 anni dopo con una grandissima semifinale a Varsavia. Al Genoa trova una squadra dal più che discreto valore e che con Ballardini stava rendendo più che dignitosamente. E’ anche vero però che non ha allenato più ad alto livello da anni ormai e che le ultime 3 esperienze a Galatasaray, Valencia e Al-Nasr sono state tutt’altro che soddisfacenti. Da seguire insomma il suo debutto in casa contro la SPAL. Il Genoa di fatto non vince dal 30 di settembre.

Cesare Prandelli

Cesare PrandelliGetty Images

Finirà il digiuno di punti – e di gol – della Fiorentina?

30 settembre è anche la data dell’ultima vittoria della Fiorentina, che a differenza del Genoa praticamente non perde mai... Ma che non ha nemmeno più vinto. Sette partite consecutive senza trovare mai i tre punti ma sopratutto 7 partite dove la Viola non è mai riuscita a piazzare più di un gol. Pioli va a Sassuolo dovendo gestire il primo chiacchiericcio in città intorno al suo nome e con la grana di un attacco che non segna mai – specie con Simeone, che in gol non va dal 19 settembre. Occhio perché trova il Sassuolo, che ha perso un sola partita nelle ultime 6 e che in casa si è arreso solo al Milan (3 vittorie, 3 pareggi e un solo ko).

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