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Dal Trap a Zac fino a Leonardo: Pioli è il settimo allenatore rosso-nero-azzurro

Dal Trap a Zac fino a Leonardo: Pioli è il settimo allenatore rosso-nero-azzurro
Di Eurosport

Il 09/10/2019 alle 16:42

Il pionere fu l'ungherese Jozsef Viola, ma l'Inter si chiamava Ambrosiana. Poi Bigogno, Castagner e Luigi Radice. Ora l'ex viola vuole prendersi la rivincita con la Madonnina dopo l'esonero di Zhang datato 9 maggio 2017

Da Milano a... Milano. Con l’ufficialità di Stefano Pioli alla guida del Diavolo salgono a quota sette gli allenatori che nella loro carriera hanno avuto il privilegio di sedere sia sulla panchina del Milan che su quella dell’Inter così come le conosciamo oggi. E curiosamente sarebbe stato lo stesso anche se Maldini e Boban avessero scelto Luciano Spalletti. Un cambio di giacca, quello all’ombra della Madonnina, che prende ispirazione dall’ungherese József Viola, prima allenatore-giocatore dell’Ambrosiana (nome di retaggio fascista) nel 1928-29 e poi tecnico dei rossoneri nel 1933-34. Pioniere e anche unico caso fino ad oggi di passaggio dalla sponda nerazzurra del Naviglio a quella rossonera. E non viceversa.

Giuseppe Bigogno

L’ex mediano allena il Milan nel 1946-47, la prima stagione in cui si ritornò alla Serie A a girone unico. Rimane tre stagioni terminando al quarto, terzo e secondo posto. Continuerà la sua carriera al Biscione nel 1958-59, ma sarà esonerato a metà stagione.

Gigi Radice

Il tecnico, mancato lo scorso 7 dicembre, fece tutta la trafila nelle “cantera” milanista, divenendo in età adulta uno dei protagonisti dello scudetto 1961-62 e della vittoria in Coppa dei Campioni nella stagione successiva. La sua esperienza da allenatore rossonero non fu altrettanto fortunata. Nel 1981-82 fu infatti esonerato e sostituito da Italo Galbiati nel campionato poi chiuso con la retrocessione. Sulla panchina dell’Inter invece disputò 41 partite, due anni più tardi. E’ stato lui a lanciare come titolare un certo Walter Zenga.

Ilario astagner

Il primo a passare direttamente da una panchina all'altra di San Siro. Coi rossoneri la stagione di debutto è quella dell’"incubo Serie B" nel 1982. È subito risalito in A con la vittoria del campionato cadetto, subendo solo tre sconfitte (tra cui Milan-Cavese 1-2). Dopo 78 panchine ufficiali, fu accusato di tradimento ed esonerato da Bepi Farina perché si sarebbe con i cugini prima della fine della stagione. In effetti il passo successivo è l'Inter (1984-85), l'anno dello scudetto del Verona di Bagnoli e del debutto di Maradona a Napoli.

Giovanni Trapattoni con la maglia del Milan nel gennaio 1971

Giovanni Trapattoni con la maglia del Milan nel gennaio 1971Getty Images

Giovanni Trapattoni

Dopo aver messo in bacheca due campionati e altrettante Coppe dei Campioni in rossonero da giocatore, il Trap è il primo tecnico a vincere lo scudetto con una milanese dopo avere allenato l’altra. Al Milan subentra l'8 aprile 1974 a Cesare Maldini come traghettatore e perde la finale di Coppa delle Coppe contro il Magdeburgo. Dopo 10 anni alla Juve, nel 1986 si concretizza il passaggio all'Inter, dove guida i nerazzurri alla vittoria del tredicesimo scudetto: a nove anni dall'ultimo titolo, con cinque giornate di anticipo e ottenendo 58 dei 68 punti disponibili. Alla Storia è passata come l'Inter dei record.

Albertp Zaccheroni, allenatore del Milan, stringe la mano a Marcello Lippi, allenatore dell'Inter il 23 ottobre 1999

Albertp Zaccheroni, allenatore del Milan, stringe la mano a Marcello Lippi, allenatore dell'Inter il 23 ottobre 1999Getty Images

Alberto Zaccheroni

Anche Zac festeggerà lo scudetto, ma questa volta con la prima milanese allenata, il Milan. Storica la rimonta sulla Lazio nello scudetto del centenario del 1998-99 con i gol di Bierhoff, Boban e Leonardo, la fisicità e la fantasia di Weah e le parate di un giovane Christian Abbiati. Nel 2001 l’esonero, dopo 125 panchine in rossonero. Nel 2003 subentra ad Hector Cuper in casa Inter e colleziona 43 presenze da allenatore tra alti (sei vittorie consecutive in campionato, compresa quella a Torino sulla Juve) e bassi (il k.o. per 5-1 incassato dall'Arsenal, che "retrocede" la squadra dalla Champions alla Coppa Uefa).

Leonardo con Pato nel 2009

Leonardo con Pato nel 2009LaPresse

Leonardo

Il brasiliano eredità la panchina del Diavolo da Ancelotti. Quarantotto le panchine rossonere nel 2009-10. Nel dicembre successivo ad Appiano Gentile prende il posto di Benitez, incapace di raccogliere il testimone dello Special One. Leo ha il merito di vincere l’ultimo trofeo nerazzurro (Coppa Italia 2011), ma viene ricordato dai milanesi come il perdente delle stracittadine. Sulla panchina rossonera perse entrambi derby, mentre dall’altra parte vanificò la rimonta scudetto con un bruciante 0-3.

Video - La breve parabola di Marco Giampaolo al Milan: dal 'testa alta e giocare' all'esonero

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