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De Rossi: "Mi sento ancora un calciatore. Il mancato rinnovo? Non sono scemo, l'avevo capito"

De Rossi: "Mi sento ancora un calciatore. Il mancato rinnovo? Non sono scemo, l'avevo capito"

Il 14/05/2019 alle 13:13Aggiornato Il 14/05/2019 alle 15:10

Il capitano giallorosso ufficializza l'addio al club dopo 18 anni: "Io ho ancora voglia di giocare, mi farei un grande torto se decidessi di smettere ora. La società è lì apposta per decidere chi deve giocare no, mi spiace solo per la modalità: quest'anno ci siamo parlati poco. Non porto rancore, ma non posso essere felice. Se fossi stato un dirigente mi sarei rinnovato il contratto".

"Non cambierei di una virgola la mia storia"

" Forse farei qualche scelta diversa riguardo episodi quotidiani, alcune cose dette e di campo. Ma per quanto riguarda la mia continuità di rimanere per sempre fedele a questa squadra non cambierei di una virgola. Se avessi la bacchetta magica metterei qualche coppa in più in bacheca, ma non ce l'ho "

"Io e la Roma ci siamo scelti a vicenda"

" Ci sono stati 3-4 anni nei quali avrei potuto andare in squadre che ipoteticamente avrebbero vinto più della Roma, ma io e la Roma ci siamo scelti a vicenda. Questo amore continuerà, magari in modo diverso. Non escludo un giorno di intrufolarmi: magari mi troveranno con un panino e una birra a tifare i miei amici in qualche settore dello stadio"

"Il mancato rinnovo mi è stato comunicato ieri"

" Il mancato rinnovo mi è stato comunicato ieri, ma ho 36 anni e non sono scemo. Avevo capito. Se nessuno ti chiama per ipotizzare un contratto per dieci mesi-un anno, la direzione è quella. Ho parlato poco quest'anno anche perché non c'era niente da dire e non volevo fare rumore "

"Io mi sento ancora un calciatore e voglio giocare"

" Ringrazio l'ad Guido Fienga per l'offerta (di entrare nel club come dirigente, ndr) e per come mi ha trattato in questi mesi. Ringrazio anche Ricky Massara, la sensazione che ci fosse stima reciproca era forte, così come c'era la sensazione che si potesse andare avanti uno o due anni c'era. Sono scelte che vanno rispettate, ma io mi sento un calciatore e ho ancora voglia di giocare a pallone. Mi farei un torto grande se dovessi smettere ora"

"Spero che la società migliori, quest'anno ci siamo parlati poco"

" La società sta lì apposta per decidere chi deve giocare e chi no. Poi possiamo discutere ore per capire che avrei potuto essere importantre per questa squadra. Qualcuno un punto lo deve mettere. Per quanto riguarda la modalità mi è dispiaciuto che ci siamo parlati poco. Le distanze creano questo tipo di situazione e spero che la società migliori in questo. Ma il calcio è questo e non posso pretendere diversamente"

"Non porto rancore, ma non posso essere felice"

" Questa è casa mia, la mia macchina va in automatico da sola e sarà difficile abituarmi a non farlo più. Il distacco c’è, io voglio giocare. La differenza di vedute c'è. Non porto rancore, ma certo non posso essere felice. Dicono che sarei un ottimo dirigente: io da dirigente mi sarei rinnovato il contratto, ma sono sereno nell'accettare una decisione che ci sta. Lo metti in preventivo, la società può decidere che non vai più bene e non puoi dire nulla"

"Io allenatore? Sì, mi piacerebbe"

" Ho sempre detto che potrebbe piacermi fare l'allenatore, voglio studiare e imparare questo lavoro. Fare il dirigente non mi attira particolarmente, ma qui a Roma poteva avere un senso diverso. La sensazione, anche guardando chi mi ha preceduto, è che per ora si possa incidere poco. Faccio fare il lavoro sporco a Francesco (Totti, ndr), spero possa prendere più potere e se cambierò idea lo raggiungerò"

"Con Florenzi e Pellegrini il club ha fatto bingo"

" Il romanismo è qualcosa di importante ed è in mani salde, perché Lorenzo e Alessandro (Pellegrini e Florenzi, ndr) sono due persone che possono continuare questa eredità, non devono scimmiottare né me, né Francesco (Totti, ndr). Devono portare avanti l'attaccamento alla maglia. La Roma ha bisogno di professionisti, che se sono romanisti come Ale e Lorenzo abbiamo fatto bingo"
Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi

Daniele De Rossi e Alessandro FlorenziGetty Images

Le parole dell'ad Guido Fienga

" Ho espresso a Daniele De Rossi la volontà e il desiderio di averlo nell'organico della società per proseguire la sua carriera qui. Quasi egoisticamente, ho sperato e ancora lo faccio che Daniele voglia accogliere l'idea di starmi accanto, mi avrebbe fatto molto comodo avere un vice come lui nel prendere decisioni in un momento in cui la società si è resa conto di dover correggere alcune scelte del passato per ripartire. Coglierà questa proposta o subito o quando vorrà, per lui è sempre valida. Abbiamo un'idea diversa su quello che può essere l'aiuto che Daniele può dare a questo club. Ci siamo confrontati, ma nessuno lo vuole mandare via. Lui ha espresso altre idee, che rispettiamo, come lui rispetta le nostre"
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