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Facciamo i conti: da Audero a Sturaro, come la Juventus è riuscita a fare 100 milioni di plusvalenze

Facciamo i conti: da Audero a Sturaro, come la Juve è riuscita a ottenere 100 milioni di plusvalenze

Il 08/02/2019 alle 15:44Aggiornato Il 08/02/2019 alle 17:57

Il club bianconero nelle ultime due sessioni di mercato ha venduto a cifre importanti alcuni giocatori di secondo piano o ai margini del progetto tecnico, garantendosi laute pluslvalenze. Un sistema adottato anche da tante altre società italiane, utile a sistemare i bilanci e ad ipotecare successivi affari.

Stefano Sturaro è diventato in settimana l'acquisto più oneroso della storia del Genoa: 1,5 milioni di euro di prestito e 16,5 milioni di riscatto, esercitato pochi giorni fa dai liguri. 18 milioni nelle casse della Juventus, che in questa stagione non lo aveva utilizzato nemmeno un minuto. Rolando Mandragora, in estate, era diventato invece il giocatore più pagato della storia dell'Udinese: 20 milioni di euro, (con diritto di riscatto dei bianconeri fissato a 24 milioni). L'elenco di operazioni di questo tipo in casa bianconera inizia ad essere rilevante. Romagna e Cerri a Cagliari, Lirola e Cassata al Sassuolo, Favilli sempre al Genoa, Audero alla Sampdoria, Caldara al Milan nell'affare Bonucci. Giovanissimi, giovani e meno giovani. Tutte cessioni che garantiscono alla Juve ottime plusvalenze e permettono a vari club italiani, a loro volta, di aprirsi canali e rapporti duraturi nel futuro con la società più vincente d'Italia.

Paratici show: 100 milioni con le "riserve"

Puntuale un breve recap. Caldara 35 milioni, Sturaro 18, Audero 20, Mandragora 20. Sono già 93 milioni di euro, ai quali tra qualche mese si aggiungeranno quell di Favilli (12 milioni, includendo il riscatto). Diventeranno dunque 100 milioni di euro di cartellini e circa 70 milioni di euro di plusvalenze nette. In particolare le tre cessioni a titolo definitivo Mattia Caldara al Milan, Rolando Mandragora all’Udinese e Stefano Sturaro al Genoa hanno permesso ai bianconeri di incassare 49,8 milioni di euro di plusvalenza. Un tesoretto che permetterà al club bianconero di limare l'enorme esborso economico per Cristiano Ronaldo (il cui però acquisto merita un discorso a parte, visto che si è anche in gran parte auto-finanziato con operazioni di marketing).

Giocatore (Squadra) Milioni cessione
Caldara (Milan) 35
Mandragora (Udinese) 20
Audero (Sampdoria) 20
Sturaro (Genoa) 18
Favilli (Genoa) 12

Le sinergie della Juventus: Sassuolo, Genoa e Cagliari in primis

Da alcuni anni, in realtà, la società piemontese crea legami a lunga scadenza con altre squadre di Serie A. Favilli e Sturaro verranno pagati dal Genoa, ma hanno al tempo stesso messo le basi per la cessione di Romero alla Juve (si parla di 30 milioni di euro). Con il Cagliari il rapporto è solido sin dai tempi di Isla e Padoin, ceduti in Sardegna al mini prezzo per evitare minsuvalenza. Prima di Lirola e Cassata, la Juventus con il Sassuolo aveva già messo in piedi gli affari Zaza, Peluso e Marrone. In estate poi c'è stato Magnani, a gennaio la sinergia sul giovane Demiral.

Sistema adottato anche da altre, tra cui Inter e Roma

La Juventus, ovviamente, non è né il primo né l'ultimo club italiano a generare ricavi da plusvalenze di giovani calciatori. L'inter in estate ha evitato la cessione di un big generando plusvalenze da 45 milioni di euro grazie a Bettella (Parma), Radu e Valietti (Genoa), Zaniolo (Roma) e altri ancora. La Roma nell'era Pallotta ha generato plusvalenze per 400 milioni di euro, sia sacrificando alcuni big (Alisson, Salah, Strootman, Nainggolan, Rudiger, Marquinhos, Romagnoli, Paredes, Emerson Palmieri), che creandosi un canale preferenziale con il Sassuolo. Riacquisto di Pellegrini e cessione alla stessa cifra di Ricci, Marchizza e Frattesi.

L'esultanza di Zaniolo in Roma-Torino, Serie A

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