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Fiorentina-Juventus, da Ribéry a Ronaldo passando per Chiesa: sempre uguale, sempre diversa

Fiorentina-Juventus, da Ribéry a Ronaldo passando per Chiesa: sempre uguale, sempre diversa

Il 13/09/2019 alle 07:25Aggiornato Il 13/09/2019 alle 10:06

Campanilisti quali siamo, ogni trasloco dalla Nazionale al campionato lo viviamo come uno sballo.

Si riparte dai botti di Juventus-Napoli, dai pali del derby romano e da una triade al comando che sembra un invito alla baruffa dialettica: Inter, Juventus e Torino. Alé. E dal momento che il menu della terza offre Fiorentina-Juventus, apriti cielo. Domani ore 15, made «for» China. La notizia è il ritorno di Maurizio Sarri dopo la polmonite e le supplenze di Giovanni Martusciello. Sarri che, fra Empoli e Napoli, al Franchi non ha mai vinto: tre pareggi e una sconfitta.

La squadra di Vincenzo Montella è reduce da un glorioso k.o. (3-4 in casa proprio con il Napoli) e da un altro così così (1-2 con il Genoa a Marassi). Il mercato ha lasciato a Sarri due formazioni. Un’abbondanza che, conoscendolo, sfugge al suo libretto rosso. La curiosità ci spinge a controllare - sino a gennaio, almeno - come uno dei tecnici prediletti da Arrigo Sacchi doserà le forze, anche in vista dell’immanente Champions (mercoledì l’Atletico al Wanda).

La Juventus della prima ora «napoletana» stravince, la Juventus dell’ultima mezz’ora perde. L’infortunio di Giorgio Chiellini ha affrettato la promozione di Matthijs De Ligt. La riserva di Mattia De Sciglio è Danilo: fate un po’ voi. I titoli girano attorno a Federico Chiesa e Cristiano Ronaldo. Federico è stato bloccato da Rocco Commisso. Lo marcava Fabio Paratici, lo teneva d’occhio Beppe Marotta. A leggere alcuni opinionisti, proprio felice dello snodo non sarebbe. Però la Juventus è la Juventus: l’avversaria ideale per (ri)sciacquare i panni in Arno.

Ronaldo - Fiorentina-Juventus - Serie A 2018/2019 - Getty Images

Ronaldo - Fiorentina-Juventus - Serie A 2018/2019 - Getty ImagesGetty Images

Cristiano ha distribuito cinque gol nelle ultime due uscite europee: uno a Belgrado, quattro a Vilnius (non senza le carezze della breriana Eupalla). Ha sempre fame, giocherà ancora in coppia con Gonzalo Higuain.

La Fiorentina contende al Milan la rosa più giovane della serie A. I 36 anni di Franck Ribéry costituiscono una piccola, grande civetteria, oltre che una suggestiva opzione, sotto braccio a Kevin Prince Boateng, il più vero dei nove non veri. Dell’esordio, ricordo con piacere Gaetano Castrovilli, centrocampista del ‘97, ed Erick Pulgar, ex faro del Bologna.

Sarri sta inculcando un possesso palla aggressivo e avanzato, Montella deve calibrare l’equilibrio tra fase difensiva e offensiva, problema che coinvolge persino Madama. La speranza è che, dopo appelli e contrappelli, parli solo il campo e si lascino stare i morti. Ci sarà poi da verificare gli effetti della sosta, dettaglio non marginale. La scorsa stagione finì 0-3: reti di Rodrigo Bentancur, Chiellini e, su rigore, Cristiano. Il tema è chiaro: il ritmo e le transizioni della Viola contro la qualità e l’esperienza dei campioni. Con il brivido della prima panca ufficiale di colui che, dopo aver sfidato i poteri forti, dovrà governarli. Cominciando proprio dalla città più ribelle e da un ambiente che farà suo il motto di Winston Churchill: «Un pessimista vede difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede opportunità in ogni difficoltà». In attesa di pesare Pedro e il suo tritolo, il mio pronostico è: Fiorentina-Juventus 1-2.

Il vostro? Che partita vi aspettate?

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