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Gattuso: "Icardi? Anche il più forte al mondo deve avere rispetto, l'Inter non è morta"

Gattuso: "Icardi? Anche il più forte al mondo deve avere rispetto, l'Inter non è morta"

Il 16/03/2019 alle 14:13Aggiornato Il 16/03/2019 alle 14:20

Il tecnico del Milan parla alla vigilia del derby con i nerazzurri e, come sempre, non è per nulla scontato nelle sue valutazioni.

L'Inter non è morta

" Ogni derby ha una storia a sé. Non dobbiamo pensare alla partita dell'andata perché sarà diverso. Da cinque giorni sento che siamo favoriti e l'Inter è morta, ma nelle stracittadine queste cose non esistono. Serve rispettare l'avversario, giocare con la testa e rispettarla bene. Voglio vedere dai miei ragazzi cuore, intelligenza e voglia. Giocheremo davanti ad un San Siro da record di incassi e dovrà essere il nostro dodicesimo in campo, ma rispettiamo l'Inter perché ha campioni e ci può mettere in grandissima difficoltà"

Gli errori dell'andata

" Dobbiamo essere bravi con la loro pressione, all'andata non ci hanno mai fatto respirare bloccandoci tutto il palleggio. Domani sarà la stessa cosa e serve coraggio, allora dissi che non mi era piaciuto l'atteggiamento del nostro non gioco e della rinuncia a palleggiare, domani voglio vedere testa libera e fare le cose che sappiamo fare"

La gara più importante?

" È una gara nella quale ci giochiamo tanto ma ci sono sempre e solo tre punti in palio. Io sono più preoccupato a livello mentale a cosa potrebbe lasciare le cose andassero male. Se è la più importante non lo so, possiamo fargli male così come possiamo subirne. Vincendo potremmo avere un qualcosa in più a livello di testa, in caso di sconfitta servirà lavorare sui ragazzi"

Esame di maturità

" È un percorso, mi allaccio alle parole di Çalhanoglu. È una gara che può servire a tutti, dallo staff ai giocatori, che può aiutare a proseguire il percorso. Biglia? Domani vedrete"

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Il caos Inter

" Io non sono abituato a pensare agli altri, a guardare in casa altrui. Io devo pensare alla mia squadra, ai problemi che abbiamo e alle cose positive che facciamo. Non sono dentro lo spogliatoio dell'Inter, posso pensare solo al mio"

Piatek? No, il collettivo

" La differenza deve farla il collettivo, non solo lui. La differenza devono farla tutti gli uomini che scenderanno in campo, ne ho visti pochi in vita mia di giocatori che vincono da soli. Oggi non siamo in grado di farlo, la vittoria passa dal gioco di squadra"

Spalletti a rischio

" Cosa dovrei rispondere? Non lo so. Chi fa questo mestiere sa di essere in discussione, io personalmente ho sempre pensato solo a lavorare e centrare gli obiettivi. Se mi fossi messo a pensare alle voci su di me, so che avrei lasciato energie per strada. Ogni settimana facciamo il programma di allenamenti, non abbiamo mai pensato di poter lasciare questi ragazzi"

L'esempio di Allegri

" Sinceramente non mi interessa, e non vedo nemmeno rivincite. Io devo solo pensare ai miei obiettivi, di far crescere i giocatori e tornare in Champions. Allegri dopo Madrid sembrava un incapace, ora tutti lo esaltano e si sono rimangiati le parole: fa parte del nostro lavoro e va bene. A volte qualcuno dice scorrettezze ma va bene così, devo andare avanti e sono un privilegiato per il lavoro che faccio. Ecco perché credo sempre in ciò che faccio"

Clima derby

" Queste sono partite nel quale il gruppo deve parlare il meno possibile. Io queste gare le sentivo già di mio, non avevo bisogno che nessuno dicesse qualcosa. Da allenatore sono uguale, sono altre le partite nelle quali bisogna farsi sentire. Per il derby no, c'è un'aria diversa e un nervosismo diverso. Pochissime urla, pochissimo incitamento perché già c'è pressione"
L'uscita a vuoto di Donnarumma in Inter-Milan che permette a Icardi di siglare il gol dell'1-0 al minuto 93 del derby del 21 ottobre 2018

L'uscita a vuoto di Donnarumma in Inter-Milan che permette a Icardi di siglare il gol dell'1-0 al minuto 93 del derby del 21 ottobre 2018Getty Images

Messaggio a Icardi

" Mi viene difficile rispondere a queste domande ma per come vedo il calcio io, anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto di ogni componente del suo spogliatoio. Quando qualcuno manca di rispetto, e parlo dei miei ragazzi, divento anche l'uomo più cattivo del mondo. Le squadre di calcio si costruiscono anche nello spogliatoio ed il rispetto deve essere fondamentale, non solo del ragazzo in questione ma anche di chiunque giri intorno all'interessato. Lo spogliatoio è sacro, mi piace quando si dicono le cose in faccia, preferiscono che si mandino a quel paese per poi sistemare tutto in pochi giorni"

"Noi la figuraccia l'abbiamo già fatta"

" Noi la figuraccia in Europa League l'abbiamo già fatta, anche prima dell'Inter. Abbiamo rischiato di non battere il Dudelange, noi ne abbiamo passate dall'Inferno eh... Questa deve essere la nostra forza, non cascare nel giochetto che sia tutto facile e tutto bello. Domani lo stadio pieno sarà un qualcosa in più, ma prepariamo la gara con umiltà sapendo che l'Inter è forte e può fare male in ogni momento"

La favorita non esiste

" In queste partite le favorite non esistono. Il derby è sempre a parte, bisogna controllare le emozioni e non perdere energie mentali prima di iniziare il match. Bisogna arrivarci con mentalità, testa libera, senza farci i voli col cervello"

La mentalità di Piatek

" Io ho fatto poco con il Pistolero. Non parlo nemmeno tantissimo con lui perché è uno che non ama perdersi in chiacchiere. Adesso inizia a sorridere un po' di più, i primi giorni pensavo fosse arrabbiato con me (ride, ndr). È un personaggio al quale piace lavorare, viene al campo anche nei giorni liberi e in questo momento non serve nemmeno parlargli perché sa quello che deve fare. Va bene così"

Corsa Champions

" Dobbiamo riuscire ad arrivare in Champions League, la posizione non mi interessa. Il Napoli ha un buon vantaggio, è molto forte. Non dobbiamo volare troppo in alto. Ancelotti ha fatto tanto turnover in questi mesi, ha tanti giocatori. L'Europa League non sarà un problema per loro, ma ora ci concentriamo su domani. Io un sarto? Sono un sarto che ancora non finisce bene i suoi vestiti, faccio ancora qualche risvolto sbagliato (ride, ndr). Stiamo migliorando, ma ancora non sono un sarto perfetto"

Le regole di Gattuso

" Abbiamo preso gol per tredici giornate di fila. Il non prendere gol, il riuscire a chiudere le partite o ribaltarle nel recupero ci ha rafforzato e ci ha dato consapevolezza. Ci vuole disciplina, bisogna rispettare la società. L'allenatore conta per il 30%, poi serve un gruppo di lavoro. I ragazzi stanno migliorando giorno dopo giorno, i meriti sono loro. Una piccola percentuale è anche mia e del mio staff"

Stanchezza

" Non sempre si sente: guardate la Juve, contro l'Atletico ha tirato fuori cuore, grinta, senso d'appartenenza. I miei giocatori non hanno una stanchezza fisica, altrimenti non si fanno corse di 30-40 metri a raddoppiare. Musacchio? Non è solo forte fisicamente, sbaglia pochi palloni tecnicamente"

La squalifica

" Se voglio diventare un allenatore bravo non posso permettermi di lasciare la squadra senza allenatore, è già la terza volta. Non devo discutere con i giocatori avversari, ho sbagliato. Per fortuna non ho perso la testa, non ricordo nulla di quello che ho detto. Se avessi saputo prima che quella era la tribuna stampa, non sarei venuto. Forse è scappata qualche parola di troppo, ma io le partite le vivo così"

Berlusconi

" Non l'ho sentito in questi giorni. Quello che dice va rispettato, anche se faccio io le scelte. Se abbiamo voglia? Secondo voi? Tantissimo. È un incontro di calcio, la rabbia va quantificata. Ci vogliono testa e lucidità. Domani bisogna avere tanto rispetto dell'avversario"

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