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Giorgetti: "Caso Juventus-Report? Reagiremo ai ricatti e alle violenze negli stadi"

Giorgetti: "Caso Juventus-Report? Reagiremo ai ricatti e alle violenze negli stadi"

Il 25/10/2018 alle 12:54Aggiornato Il 25/10/2018 alle 12:55

In una lunga intervista alla Gazzetta il sottosegretario allo Sport Giancarlo Giorgetti è tornato sull'inchiesta condotta da Report sulla Juventus e i rapporti con il tifo organizzato e ha chiesto celerità nel risolvere la situazione in Serie B: "Non è stata un’invasione di campo, ma un caso di giustizia negata. Ora si rispetti la sentenza del TAR e in tempi brevi si decidano i club ripescati".

" Una cosa è la tifoseria organizzata, un’altra la presenza dei violenti. E su questo piano il problema non riguarda certo solo la Juve e lo stadio di Torino. Purtroppo in curva succede anche molto altro. Bisogna spezzare ogni collusione malavitosa e su questo punto è assolutamente necessaria la massima collaborazione delle società". "

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, a proposito dell'inchiesta condotta da 'Report' sull'inflitrazione della 'ndrangheta nella curva juventina ha parlato alla Gazzetta dello Sport spiegando le iniziative che il governo metterà in campo per sbrogliare questa matassa.

" Lo Stato c’è e ci sarà. Bisogna dare una risposta nuova all’altezza della situazione, prendere atto del fallimento del biglietto nominale, valutare la possibilità di introdurre alcune norme che in precedenza non si è riusciti a varare. A cosa mi riferisco? A tutto quello che può riportare la gente allo stadio. Il problema è far tornare le famiglie, soprattutto i bambini, allo stadio. E riportarli non solo in Serie A, ma anche in B e in C. Altrimenti abbiamo fallito"."

Caos Serie B, un caso di giustizia negata

Inevitabile anche una battuta sulla surreale situazione della Serie B che, a seguito della sentenza del Tar del Lazio di ieri, dovrà tornare a 22 squadre a seguito della decisione del Tar del Lazio che ha smontato il format a 19 squadre...

" lI Governo non aveva nessuna voglia e nessun interesse a intervenire, lo dico anche rispetto alle parole pronunciate dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, sulla giustizia sportiva. Siamo stati costretti a prendere un’iniziativa perché nessuno dava delle risposte agli interessi delle società. Non è stata un’invasione di campo, ma un caso di giustizia negata. Da dove ricominciamo? Dal rispetto per la sentenza del Tar e dalla speranza che in tempi brevissimi il Collegio di garanzia decida chi ha il diritto di andare in Serie B. Visto che la situazione è al limite dell’irrecuperabile, come dimostra l’Entella, che peraltro probabilmente meriterebbe più di tutti di starci. Con il Coni abbiamo avuto un’interlocuzione informale. Ci auguriamo che l’intervento di autoriforma possa far venir meno le ragioni del decreto. Bisogna cambiare davvero. Un presidente federale non può nominarsi i giudici. È come se il Governo potesse scegliere i magistrati a suo piacimento. Come se ne esce? Magari con un albo dei giudici sportivi che possano essere nominati a rotazione o per sorteggio". "

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