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I 5 mesi di Ancelotti: il Napoli senza Sarri è più verticale ed europeo, ma è già addio Scudetto

I 5 mesi di Ancelotti: il Napoli senza Sarri è più verticale ed europeo, ma è già addio Scudetto

Il 02/01/2019 alle 12:00Aggiornato Il 03/01/2019 alle 19:22

Al giro di boa del campionato si può tracciare un bilancio dell'avventura di Ancelotti sulla panchina del Napoli. Un'eredità non facile visto quello che ha lasciato mister Sarri.

Dopo la vittoria sul Bologna, si può archiviare la prima parte di stagione per il Napoli. È arrivato quindi il momento di tracciare un bilancio, anche per capire come si è comportato Ancelotti, il vero grande acquisto di De Laurentiis nella passata sessione di mercato. Il tecnico di Reggiolo è stato chiamato a sostituire mister Sarri, un allenatore che aveva regalato il sogno Scudetto agli azzurri, perso per una manciata di punti nella passata stagione. Con Ancelotti si sognava in grande, tra campionato e Champions... L'Europa, però, è sfumata e il campionato sembra già vinto dalla Juventus. I numeri per ora condannano l'ex allenatore di Real Madrid e Chelsea, ma se facessimo un confronto, questo Napoli è migliorato o peggiorato?

L'impatto di Ancelotti: cambio di modulo e duttilità

Il gioco di Ancelotti doveva essere per forza diverso da quello di Sarri. Lo dice la rosa a disposizione, visto che in estate il Napoli aveva perso due elementi come Jorginho e Reina, i due costruttori di gioco degli azzurri. Con l'infortunio di Meret, solo in extremis il Napoli ha avuto il suo portiere (Ospina) e non è mai stato acquistato un regista che potesse sostituire Jorginho - partito al Chelsea - con Ancelotti che si è dovuto inventare Hamsik in quel ruolo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una squadra che predilige meno la costruzione del gioco dal basso e che agisce più in verticale. Non per forza è un dato negativo, anzi. Meno bellezza, più efficacia; risvolto che ha segnato anche un buon passo in Champions League, trasformando di fatti la forza del Napoli. In alcune gare le difficoltà sono comunque sorte, utilizzando un sistema di gioco diverso (dal 4-3-3 inossidabile di Sarri al 4-4-2 o 4-2-4), ma tutto sommato, il Napoli è sempre stata una squadra compatta. Anche in fase difensiva si è sofferto qualcosa, ma il giusto considerando il punto di partenza: una squadra che aveva cambiato profondamente pelle. Ecco perché, se consideriamo il 2° posto in campionato e l'aver sfiorato la qualificazione agli ottavi (in un girone con PSG e Liverpool), il bilancio è comunque positivo. Basta vedere dove era inserito il Napoli nei ranking ad inizio stagione: fuori dalla top 4, addirittura 6° o 7°. E invece... Peccato per il discorso Scudetto, ma anche la Juventus è cambiata: ora c'è Cristiano Ronaldo!

Numeri a confronto tra Sarri e Ancelotti

Stagione 2017-18 vs 2018-19 Sarri Ancelotti Differenza
Punti 48 44 -4
Posizione in classifica -1
Vittorie 15 14 -1
Gol fatti 42 (3° miglior attacco) 37 (3° miglior attacco) -5
Gol subiti 13 (miglior difesa) 17 (3a miglior difesa) +4
Differenza reti +29 (2a miglior differenza reti) +20 (2a miglior differenza reti) -9
Champions League eliminato fase a gironi eliminato fase a gironi /
Coppa Italia / / /

Ancelotti e il sogno chiamato Europa: manca però qualcosa a livello di mentalità

Se il Napoli è molto indietro rispetto alla Juventus, rimanendo però la prima delle terrestri, in Champions League ha sfiorato il miracolo. Sì, perché se fosse passato in un girone con PSG, Liverpool e Stella Rossa, il Napoli avrebbe compiuto un colpo incredibile. I serbi hanno dato fastidio, il PSG è una macchina costruita per vincere e il Liverpool è arrivato in finale nella passata stagione. Già il fatto di avere rammarico per quanto successo, è un risultato incredibile, soprattutto se ricordiamo le sensazioni successive al sorteggio della fase a gironi. Un risultato possibile solo grazie all'arrivo di Ancelotti che ha donato una mentalità più europea ai suoi giocatori. Negli ultimi anni, quasi, la percezione è che i giocatori del Napoli snobbassero la Champions League... Manca però qualcosa. Per come si erano messe le cose, appunto, storce il naso non aver trovato un posto agli ottavi di finale. Forse lo stesso Ancelotti aveva sopravvalutato i suoi con quel suo “se non passiamo il turno saremo dei coglioni” alla vigilia del ritorno con la Stella Rossa. Ebbene, proprio contro i serbi è arrivato il gol della bandiera che ha rovinato tutto prima del ko di Liverpool (dove il Napoli non è riuscito a segnare). Ecco, se vogliamo, al Napoli manca ancora quella reazione positiva alle avversità. Per ora abbiamo visto solo reazioni negative: vedi l'espulsione di Mário Rui contro la Juventus o i rossi comminati a Koulibaly e Insigne contro l'Inter.

Video - Ancelotti: "Mi sbilancio: se non riusciamo a passare il turno saremmo dei coglioni"

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Video - Ancelotti: "Non siamo usciti da coglioni e in Europa League, la fortuna girerà dalla nostra parte"

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Ancelotti e il turnover: tutti hanno avuto la propria chance

Top 6 dei giocatori più utilizzati in stagione

Giocatore Minuti*
1. Kalidou KOULIBALY 2151
2. Marques ALLAN 1893
3. Lorenzo INSIGNE 1794
4. Raúl ALBIOL 1755
5. José CALLEJON 1720
6. Piotr ZIELINSKI 1562

*tra campionato e Champions

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Numeri a confronto tra Sarri e Ancelotti

/ Sarri 2017-18 Ancelotti 2018-19
Giocatori utilizzati 22 su 25 24 su 25
Giocatori con più di 1000 minuti disputati 12 14

Valorizzazione dei giocatori: dato di fatto o c'è chi non ha convinto?

C'è un discorso da fare sulla valorizzazione dei giocatori, perché su alcuni elementi neanche Ancelotti è riuscito nell'obiettivo di far fare il salto di qualità. Abbiamo citato sia Diawara che Rog, proprio perché i due non hanno convinto in questa prima parte di stagione. Entrambi hanno avuto le proprie carte da giocare, entrambi hanno fallito. Uno dei più usati per esempio, è stato Zielinski (il 6° giocatore più usato in stagione), ma il polacco ha fatto diversi passi indietro rispetto alle passate annate, vuoi anche per l'esplosione di Fabián Ruiz. Quindi l'usare tutta la rosa è un aspetto positivo o controproducente per qualche giocatore? È un discorso che faremo in seguito, soprattutto per capire se il Napoli sarà ancora in corsa per vincere qualcosa a maggio. I detrattori di Sarri criticavano il toscano di far giocare sempre gli stessi e, quindi, di aver stremato la squadra che non era reattiva nel finale di stagione. Ad oggi è difficile dare un giudizio definitivo, è un discorso che potremo fare a maggio, capendo quindi le reali ambizioni del Napoli... Male Diawara, Rog e Zielinski quindi, ma che dire di Mário Rui, Milik, Fabián Ruiz, Malcuit e Maksimović? Tutti hanno acquisito 'valore' in questi mesi: tecnici e anche economici, se guardiamo l'evoluzione del 'valore di mercato'. Sotto la guida di Ancelotti, anche Allan e Koulibaly sembrano più forti...

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Ancelotti è stato un bene per il Napoli? Conclusioni finali

Una valutazione definitiva, come detto, non si può ancora fare. I numeri dicono Sarri, le sensazioni dicono Ancelotti. A conti fatti, nessuno dei due ha vinto trofei. Bisognerà aspettare maggio, perché il Napoli resta in corsa per vincere la Coppa Italia e l'Europa League. Due competizioni non facili da vincere, ma dove gli azzurri potranno dire la loro, soprattutto se ci proveranno come fatto in Champions League. Loro ci saranno, senza dover scegliere come fatto in passato dove tutte le energie vennero spese per il campionato. Per diventare grandi, bisogna provarci in tutte le competizioni e non fare scelte a tavolino. Questo insegnano le grandi squadre: lo ha fatto l'Inter del Triplete, lo sta provando a fare la stessa Juventus.

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