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Icardi-Inter, la frattura è insanabile: dalla tregua all'emarginazione, i possibili scenari

Icardi-Inter, la frattura è insanabile: dalla tregua all'emarginazione, i possibili scenari

Il 14/02/2019 alle 10:45Aggiornato Il 14/02/2019 alle 12:09

Lo strappo tra l'argentino e i nerazzurri rischia di avere ripercussioni pesanti sia dal lato sportivo che da quello economico: cerchiamo di capire cosa potrà succedere da qui al termine della stagione.

Sono ore di riflessioni per Icardi e per l’Inter. La bufera riguardante l’ormai ex capitano è esplosa come peggio non poteva per la società e il giocatore. Una decisione drastica come la revoca della fascia da capitano è stata comunicata su Twitter: non una scelta resa nota dalla dirigenza attraverso i suoi esponenti, una conferenza stampa o un annuncio preparato da qualche avvisaglia alla stampa. Un fulmine a ciel sereno scagliato sui social in pochi freddi caratteri.

La svalutazione di un capitale

Evidentemente il primo danno l’ha subito o, se volete, se l’è autoinflitto l’Inter: la svalutazione di un capitale. Icardi ha un contratto fino al 2021 e una clausola da 110 milioni di euro, valida solo per l’estero dal primo al 15 luglio. Ora l’argentino potrebbe partire con un sostanzioso sconto rispetto a questa cifra per volere dell'Inter e perché tutti sanno che la frattura tra il bomber e i nerazzurri è ormai insanabile. A rimanere profondamente colpito – si racconta del giocatore distrutto e scappato a casa dopo aver appreso la decisione – è stato lo stesso Icardi con Wanda Nara, informata dal marito dopo l’allenamento, che avrebbe tentato invano di parlare con Marotta per poi vedere il famoso tweet con l’ufficialità della notizia nel giro di pochi minuti.

Una leadership non più riconosciuta?

L’Inter poteva gestire internamente questa grana, non far trapelare tutto al mondo esterno senza mediazioni e da ciò si evince che si sia arrivati al punto di non ritorno. Il Corriere della Sera fa riferimento a liti interne allo spogliatoio che avrebbero reso inevitabile questa modalità d’intervento, come se la squadra non riconoscesse più Icardi come capitano. Alla base ci sono chiaramente le dichiarazioni della moglie-agente che, non più tardi di pochi giorni fa, ha accusato i compagni di squadra di non essere all’altezza. Una giustificazione al rendimento deludente di Icardi (non segna su azione dal 2 dicembre) che non è stata digerita dai colleghi che gli avrebbero intimato di mettere un freno alle sparate di Wanda Nara in tv, in particolare nel salotto di Tiki Taka. A questa teoria risponderebbero anche i like di Brozovic alle news che riportavano la questione della fascia.

Il rifiuto di Vienna e il messaggio dell'Inter: prima il club, poi i giocatori

Il rifiuto di partire con la squadra per la trasferta di Vienna non è certo passato inosservato e ora, tra un fantomatico infortunio al ginocchio e la delusione del giocatore, bisogna capire quando tornerà a giocare. Spalletti è stato molto severo in conferenza e il messaggio filtrato dalla società, che a breve dovrebbe parlare, è che non sono più ammessi teatrini: l'Inter è al di sopra di ogni suo giocatore. Un concetto giusto in assoluto se non fosse per le modalità di comunicazione e le tempistiche che abbiamo appena approfondito.

Spalletti e Icardi - 2019

Spalletti e Icardi - 2019Getty Images

Una questione di soldi e le colpe di Icardi

È sempre stata una questione di soldi e il calciatore, che oggi percepisce 4,5 milioni di euro di stipendio, ha chiesto ripetutamente un ritocco sostanzioso dell’ingaggio. L’Inter, che ha proposto 6,5 ed è disposta ad arrivare a 7, non vuole piegarsi alle richieste di 10 milioni avanzate da Wanda Nara. La colpa del giocatore è stata non aver contenuto a tutti i livelli il suo agente e così rischia di finire nel peggiore dei modi la sua storia all’Inter, squadra alla quale è sinceramente legato e a cui ha dato molto.

L'ipotesi migliore: tregua fino a giugno per il bene dell'Inter

D’altronde, c’è un lato sportivo di cui si parla poco ma che resta di fondamentale importanza perché 122 gol in 210 presenze con i nerazzurri non si cancellano. Zhang e Marotta hanno fatto la loro mossa, Spalletti l’ha sollecitata e adesso tocca a Icardi riconquistare la fiducia del gruppo e di buona parte della tifoseria. Nella migliore delle ipotesi, l’ex capitano può comportarsi da professionista e dipendente dell’Inter quale è: ricucire lo strappo per quanto possibile e firmare una sorta di tregua fino al termine della stagione per il bene suo (potrebbe così avere proposte più vantaggiose) e della squadra (c’è un piazzamento Champions League da riconfermare e un’Europa League da onorare).

L'ipotesi peggiore: una progressiva emarginazione

Nella peggiore delle ipotesi, invece, c’è il rischio di una progressiva emarginazione con la conseguenza di perdere il giocatore a prezzo di saldo la prossima estate. All’estero molti club, tra cui i soliti noti - Real Madrid, PSG, Manchester United e Chelsea, oltre alla Juve da sempre alla finestra - potrebbero sfruttare l’occasione ma lasciarlo fuori rosa sarebbe uno scenario ancora una volta autolesionista per i nerazzurri. La certezza è che l’Inter proverà a vendere Icardi perché è molto più semplice cedere il giocatore che recuperare il rapporto, ma ormai questa partita è stata persa da tutti.

Video - Marotta: "Su Icardi mi chiarirò con Spalletti ma non esiste nessun caso"

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