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Icardi riabbraccia l'Inter: ci volevano 53 giorni per questa tregua armata?

Icardi riabbraccia l'Inter: ci volevano 53 giorni per questa tregua armata?

Il 04/04/2019 alle 10:01Aggiornato Il 04/04/2019 alle 12:52

La gara del Ferraris vinta per 0-4 dai nerazzurri contro il Genoa ha sancito il ritorno dell'attaccante argentino: per lui un gol, un assist per Perisic, gli abbracci dei compagni ma anche gli insulti della Curva Nord.

La spaccatura del tifo nerazzurro

Gli ultrà della Curva Nord dell'Inter a Genova contro Mauro Icardi

Gli ultrà della Curva Nord dell'Inter a Genova contro Mauro IcardiGetty Images

Peccato originale

È proprio questo il peccato originale. Icardi non è l'Inter, Spalletti non è l'Inter, Perisic non è l'Inter, la Curva Nord non è l'Inter. L'Inter è un club che ha 111 anni di storia ed è al di sopra di tutte le sue singole componenti. Al gol di Icardi ha segnato l'Inter, così come alle reti di Gagliardini e Perisic e questo dovrebbe bastare. Dovrebbe essere sufficiente per firmare una sorta di tregua armata fino al termine della stagione e per raggiungere l'obiettivo comune, quella Champions League che, considerando il valore della rosa e delle avversarie, è il minimo che si debba pretendere.

Il ritorno di Icardi

Icardi è tornato a fare il suo mestiere e ha ritrovato la via del gol 109 giorni dopo la sua precedente marcatura in Serie A (con l'Udinese il 15 dicembre): non segnava e forniva un assist nella stessa partita di campionato dallo scorso settembre (contro la Fiorentina).

La partita di Icardi contro il Genoa

Minuti giocati 80
Palloni toccati 16
Tiri 3 (1 palo)
Gol 1
Assist 1
Passaggi 8
Passaggi riusciti 100%
Falli 1
Falli subiti 1
Duelli aerei 1 su 2
Dribbling 0 su 2
Occasioni da gol create 2

L'argentino, con 123 reti, ha raggiunto Bobo Vieri all'ottavo posto della classifica all-time dei marcatori nerazzurri. Questi dati devono bastare per ricordargli che la maglia vale più di una fascia e di un contratto.

Deve farseli bastare anche Luciano Spalletti che un giorno va contro la società e due giorni dopo sembra il fratello gemello affermando il contrario: il più grande patrimonio della rosa è stato pesantemente svalutato e chi lavora nell'Inter deve cercare in tutti i modi di rivalutarlo in ottica di una futura cessione. E chi non è ancora nauseato dalla soap opera e sceglie di insultare l'argentino anziché esultare, si dimentica che il club può tranquillamente andare avanti senza una o più singole componenti. Per troppo tempo le parti in causa hanno preferito mettere i loro interessi davanti al bene dell'Inter.

Video - Spalletti elogia Icardi: "Non era facile battere quel rigore"

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