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Juventus, ecco chi è Aaron Ramsey: visione eclettica, talento sopraffino, fisico di cristallo

Juventus, ecco chi è Aaron Ramsey: visione eclettica, talento sopraffino, fisico di cristallo

Il 11/02/2019 alle 23:00Aggiornato Il 11/02/2019 alle 23:41

Tra la tanta confusione - mezz'ala, trequartista, 'box to box' - scopriamo il profilo dell'ormai quasi certo nuovo arrivo di casa Juventus. Un giocatore eclettico e dalle qualità straordinarie, ma caratterizzato da una grande incognita: i mille problemi fisici che lo hanno afflitto in carriera. La Juventus vincerà anche questa scommessa?

La miglior descrizione di Aaron Ramsey l’ha probabilmente fatta il vecchio John Toshack, che giusto questa mattina nell’intervista di Filippo Conticello sulle pagine della Gazzetta dello Sport si esprime così riguardo al ruolo del suo connazionale:

" Non ho ancora capito che giocatore sia. Non so se è disciplinato a sufficienza per stare davanti alla difesa in un centrocampo a due. Non sono sicuro che segni abbastanza per stare vicino all punte. Forse è meglio che stia in un centrocampo a tre, con la possibilità di inserirsi. O forse nei tre dietro l’attaccante quando si gioca con un unica punta. In realtà, però, nel calcio moderno, deve saper fare tante cose. E lui è senza dubbio un giocatore moderno."

Bingo. Ecco qui la perfetta biografica tattica di Aaron Ramsey. Al leggendario allenatore gallese, ct che lanciò il buon Aaron in nazionale quando era ancora 17enne, sono bastate poche parole. Cinque righe per fare il quadro perfetto di un centrocampista che sa fare tutto, ma che per qualche ragione – (e le vedremo tra poco) – non è mai totalmente riuscito ad esplodere. O meglio, non è mai riuscito a farlo con continuità.

Il nuovo acquisto di casa Juventus – (salvo clamorosi scossoni possiamo già definirlo come tale; quando i bianconeri si espongono in questa maniera le cose sono sostanzialmente già fatte) – si è chiaramente preso titoli e prime pagine. Non sempre, però, è stato inquadrato nel verso giusto. C’è chi l’ha definito ‘trequartista puro’, ovvero un giocatore che fa della sua forza l’inserimento in zona gol. Ma a smontare questa definizione, corretta solo in parte, ci sono i numeri: 38 reti e 51 assist in 252 gare di Premier League. Per dirla alla Toshack: pochini, per uno che sta vicino alle punte.

Aaron Ramsey in uno dei suoi gol più famosi in casa Arsenal: pallonetto al portiere con colpo di tacco al volo in una sfida al CSKA Mosca

Aaron Ramsey in uno dei suoi gol più famosi in casa Arsenal: pallonetto al portiere con colpo di tacco al volo in una sfida al CSKA MoscaGetty Images

Certamente gli si addice di più quel ‘box to box’ che piace tanto agli inglesi, ovvero quel tipo di giocatore in grado di essere decisivo in entrambe le fasi: difensiva, al limite della propria area; e offensiva, ovvero fino al limite – e anche dentro – l’altra parte del campo.

Al di là di questo, però, Ramsey è soprattutto tecnica e velocità di lettura. Il gallese è straordinario nei tempi di passaggio, nella rapidità del gioco corto, nello visione nello spazio stretto e tra le linee. E’ un giocatore dai piedi eccellenti e dalle letture molto, molto rapide. Sta soprattutto in queste capacità la vera forza di Ramsey, che in grado poi di adattarsi in più ruoli – come ancora sottolineato in maniera pertinente da Toshack – andrà a offrire ad Allegri nuove potenziali adattabilità di squadra dal punto di vista tattico.

Aaron Ramsey prende indicazioni tattiche da Arsene Wenger: allentore che lo ha lanciato e sempre aspettato durante i tanti infortuni avuti in carriera

Aaron Ramsey prende indicazioni tattiche da Arsene Wenger: allentore che lo ha lanciato e sempre aspettato durante i tanti infortuni avuti in carrieraGetty Images

Questo, certamente, a patto di saper superare ciò che da sempre è stata discriminante – in negativo – della totale esplosione del gallese. Ramsey infatti incarna la perfetta metafora del ‘cristallo’: luminoso, ma altrettanto fragile. Oltre che sfortunato. Tibia e perone a inizio carriera, quando ancora ventenne si fece quasi una stagione e mezza fuori (da marzo a novembre 2010). Poi, dal rientro, un’infinità di guai di natura muscolare. Quasi sempre alla coscia tra bicipite e quadricipite femorale. Tra il 2013 e il 2014 stette fuori più di 4 mesi; dal gennaio 2015 al dicembre 2016 saltò un totale di 41 partite ufficiali coi Gunners per i soliti problemi muscolari e le successive ricadute.

STAGIONE INFORTUNIO TOTALE GIORNI ASSENZA TOTALE PARTITE SALTATE
2009/10 e 2010/11 Frattura tibia e perone 248 29
2013/14 Stiramento quadricipite 98 21
2014/15 Promblemi muscolari a bicipite e quadricipite femorale 73 15
2015/16 Promblemi muscolari a bicipite e quadricipite femorale 59 11
2016/17 Problemi muscolari a bicipitee quadricipite femorale e polpaccio 122 22
2017/18 Problemi muscolari a bicipite femoraleProblemi polpaccio e adduttori 48 11

Dal 2018 la situazione sembra essere effettivamente un po’ migliorata, con un bollettino medico decisamente più comprensibile per un calciatore. Ma la scommessa della Juventus resta dunque soprattutto qui dentro. A 28 anni Ramsey sembra aver effettivamente messo alle spalle una carriera che negli anni migliori gli ha impedito di prendere il volo più di quanto non abbia fatto. Come con Khedira ai tempi del Real Madrid – arrivò come incognita dal punto di vista fisico, si trasformò in una scelta vincente – la Juventus decide quindi di scommettere su un talento cristallino in grado di portare ulteriore qualità a un reparto che in questa prima parte di stagione l’ha vista un po’ in sofferenza proprio per l’eccessivo affollamento dell’infermeria. Pare un paradosso. Se tale non si rivelerà, i bianconeri possono stare certi di aver piazzato un altro colpaccio.

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