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Lukaku-Piatek, il derby della "9" troverà un erede dopo Icardi e Inzaghi?

Lukaku-Piatek, il derby della "9" troverà un erede dopo Icardi e Inzaghi?

Il 21/09/2019 alle 08:20

L'argentino ora in prestito al PSG ha dominato la storia recente della stracittadina, lasciando il segno 4 volte nelle ultime 4 sfide, mentre l'ultima gioia della "9" rossonera risale al maggio del 2008 con Superpippo. I due bomber di Inter e Milan cercano la svolta della loro stagione dopo un inizio tra luci e ombre: chi illuminerà la notte di San Siro?

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, direbbe Ben Parker. Alla vigilia del 224° derby della Madonnina, primo vero crocevia della stagione di Inter e Milan, i riflettori sono per forza di cose puntati su Romelu Lukaku e Krzysztof Piatek. Entrambi i numeri 9 cercano la miccia per accendere la loro stagione dopo un inizio tra luci e ombre per ragioni diverse.

Lukaku, la frenata dopo una partenza sprint

L’attesa dei due bomber del big match di San Siro è segnata da nervosismo. Il belga dopo una partenza a mille all’ora in campionato, il profumo dei record in Nazionale e i paragoni di stampa e tifosi che si sprecavano, ha perso il rapporto idillico col gol che aveva esaltato gli interisti nelle prime due uscite con Lecce e Cagliari. Conte l’ha confermato titolare sia con l’Udinese che con lo Slavia Praga, ma il +3, fantacalcisticamente parlando, non è arrivato. Anzi le ultime due hanno registrato un passo indietro dell’ex United, complice un fastidioso mal di schiena tutt'altro che dimenticato.

Voci interne all’ambiente nerazzurro parlano di un Lukaku particolarmente agitato negli spogliatoi dopo la prova incolore con i cechi: si è intrattenuto a lungo con i compagni dopo il fischio finale, ha chiesto un atteggiamento più offensivo nella manovra, in sostanza ha invitato tutti a seguire il piano tattico di Conte. La cosa sembra che non sia andata giù a Brozovic e tra i due sono volate parole non proprio amichevoli nella pancia del Meazza.

Piatek contro la maledizione della "9"

Un feeling, quello con i compagni di squadra e con l’allenatore, che non sembra decollare neanche per Krzysztof. Il Pistolero si è sbloccato dal dischetto contro il Verona dopo un digiuno lungo addirittura quattro mesi. Il primo passo in avanti, dopo il cambio di maglia, per rompere la "maledizione" sportiva che ha colpito gli altri "9" rossoneri nel passato recente. Dopo la classica esultanza, l'ex Genoa si è portato l'indice sulla bocca e, guardando la telecamera, ha fatto segno di fare silenzio.

Rumors da Milanello raccontano di un Piatek non particolarmente contento dell’approccio tattico di Giampaolo: il polacco vorrebbe maggior profondità e più palloni in verticale. C’è quindi chi ha letto nel suo gesto una vena polemica contro lo stesso spogliatoio.

Lukaku-Piatek, un derby per il riscatto

Per entrambi l'occasione del riscatto immediato è servita sul piatto d'argento, anche se nei big match i due non hanno mai particolarmente brillato: se con la maglia dei Red Devils Lukaku ha registrato una media di quasi un gol ogni due partite, nei venti incontri con le Big Six della Premier il belga è andato a segno solo una volta, mai nei derby con i Citizens. Nei 23 sigilli in Serie A di Piatek, invece, solo tre sono arrivati con le prime della classe: proprio l’Inter è una delle quattro squadre che il Pistolero non ha ancora colpito.

La letteratura recente del derby meneghino registra il dominio incontrastato della "9" nerazzurra per 4 gol a 0, tutti a firma di Icardi. Sulla sponda rossonera del Naviglio il tabù resiste addirittura dal 4 maggio 2008 giorno dell'ultima gioia regalata da Pippo Inzaghi. Sarà il derby della svolta milanista? O Lukaku manterrà il trend degli ultimi anni? Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, direbbe Ben Parker. Chi lascerà il segno nella 224° notte magica di San Siro?

Video - Le 10 partite più belle di Inter e Milan a San Siro

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