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Torna a parlare Fassone: "Mr Li voleva Ronaldo. Il default ha sorpreso anche me"

Torna a parlare Fassone: "Mr Li voleva Ronaldo. Il default ha sorpreso anche me"

Il 20/11/2018 alle 12:15Aggiornato Il 20/11/2018 alle 13:21

L'ex ad rossonero torna a parlare in un'intervista al Sole 24 Ore. Tanti i punti toccati. Dalla possibilità di vedere il portoghese al Milan all'improvvisa sparizione di Li e la natura dei suoi denari: "Ignoro da dove siano arrivati quei soldi. Nell'operazione erano coinvolti advisor prestigiosi. Perché avrei dovuto dubitare?"

"È vero, Yonghong Li voleva Cristiano Ronaldo al Milan". La conferma arriva dall'ex amministratore delegato rossonero Marco Fassone. L'ex dirigente è tornato a parlare per la prima volta in un'intervista al Sole 24 Ore dopo il passaggio di proprietà che ha portato la società dalle mani dei cinesi a quelle del fondo Elliott: "Mr Li voleva CR7 in rossonero perché riteneva che avesse una grande forza sul mercato cinese - ha spiegato Fassone -. Il giocatore voleva andarsene da Madrid. Ci siamo visti nel luglio 2017 con il suo procuratore Mendes, per verificare i costi e la disponibilità del giocatori. Poi lo convinsi a lasciar perdere il sogno: Ronaldo costava troppo"

Fassone però nell'intervista al Sole 24 Ore ha toccato anche altri punti. Tra tutti uno dei più controversi, ovvero la figura di Yonghong Li. "Sicuramente erano troppo ottimistici i valori riportati nel piano relativi alle entrate da mercato cinese. Il presidente Yonghong Li era convinto di riuscire a centrare quei target. Poi, come si è visto, la Cina ha dato zero, ma siamo comunque riusciti a compensare con i ricavi da stadio e soprattutto plusvalenze: 35 milioni nella campagna estiva dello scorso anno, cedendo Niang al Torino e Lapadula al Genoa. E poi ci sono stati appunto circa 6 milioni di minori costi generali. Alla fine, esclusa la Cina, il risultato è stato significativamente migliore del budget. Il risultato netto, approvato in cda a giugno, era nettamente migliore"

AC Milan new board member David Han Li, new AC Milan Owner and President Yonghong Li, new AC Milan CEO Marco Fassone attend a press confernce to unveil AC Milan new owners on April 14, 2017 in Milan, Italy.

AC Milan new board member David Han Li, new AC Milan Owner and President Yonghong Li, new AC Milan CEO Marco Fassone attend a press confernce to unveil AC Milan new owners on April 14, 2017 in Milan, Italy.Getty Images

Fassone ha poi proseguito, parlando anche della situazione attuale con Li e se ha più sentito l'ex presidente. "Se ho più sentito Yonghong Li? No, lui no. Ogni tanto mi capita di sentire il suo braccio destro David Li. Ignoro da dove siano arrivati i soldi dell’operazione. Se fossero suoi o in prestito. Però nell’operazione con Fininvest erano coinvolti gli advisor più prestigiosi. Da Lazard a Rothschild e lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli. Perché dovevo dubitare?".

Sul passaggio di proprietà al fondo Elliott l'ex ad del Milan ha chiarito che "in cda si era deciso che, nel caso non fossero arrivati gli introiti cinesi, Mr Li avrebbe dovuto fare aumenti di capitale per complessivi 120 milioni. Mano a mano che passava il tempo, gli introiti cinesi non arrivavano. Mr Li aveva messo 88 milioni di aumento. Ne mancavano 32 per arrivare a 120, quindi li ha anticipati Elliott come da accordi. A qul punto Mr Li ha preferito andare in default. Ha sorpreso anche me questa decisione".

Infine la conclusione sulla causa con il club per la buonuscita: "Al Milan avevo la carica di ad e direttore generale. Le cifre non le voglio commentare, ma se avessi accettato quanto proposto dal Milan, sapendo che gli accordi erano altri, avrei dato l’impressione di essermene andato con qualcosa da nascondere. Deciderà il giudice a questo punto".

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