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Dall'esonero a Vercelli alla Juventus di CR7, com'è svoltata la carriera di Sarri in 8 anni

Dall'esonero a Vercelli alla Juventus di CR7, com'è svoltata la carriera di Sarri in 8 anni

Il 19/06/2019 alle 13:48Aggiornato Il 21/06/2019 alle 17:56

Era l'11 dicembre 2011 e nel campionato di Lega Pro Prima Divisione, il Sarri di turno si chiamava sempre Maurizio ma di cognome faceva Braghin. Dopo quel 4-0 che la sua Pro Vercelli rifilò al Sorrento, arrivò l'ultimo esonero di carriera per il tecnico di Bagnoli. Furono quelle, paradossalmente, le vere sliding doors per colui che 8 anni dopo sarebbe diventato l'allenatore della Juventus.

Sì, d'accordo, la classe operaia che va in paradiso, la gavetta, il lavoro in banca part-time e la Serie A arrivata alla veneranda età di 55 anni. E, a 60, la panchina della Juventus. Ma quando, esattamente, la vita professionale di Maurizio Sarri può dirsi "cambiata"? Esiste una data del destino che ha fatto muovere le fatidiche sliding doors? Esiste eccome e, paradossalmente, coincide con il suo ultimo esonero in carriera.

Quel bivio al cospetto dell'"altro Maurizio", suo alter ego dell'epoca

Siamo ai tempi in cui Sarri allenava il Sorrento. Ma non la meravigliosa costiera amalfitana il setting della vicenda. Il bivio della carriera del tecnico toscano (ma nativo di Bagnoli) lo aspetta a una settantina di chilometri dalla sede della Juve. Siamo a Vercelli ed è un freddo ma soleggiato pomeriggio in riva alle risaie a fare, come si suol dire, la differenza. E' la quindicesima giornata del girone A di terza serie, allora chiamata "Lega Pro Prima Divisione". E' l'11 dicembre 2011 e la Juventus si apprestava a vincere il primo dei suoi 8 scudetti consecutivi.

Pro Vercelli-Sorrento 4-0, 07-12-2011, Lega Pro Prima Divisione Girone A: Maurizio Sarri, tecnico del Sorrento, urla ai propri gioctori. Di spalle, invece, l'allenatore della Pro Vercelli Maurizio Braghin. Foto di Max Giannotta

Pro Vercelli-Sorrento 4-0, 07-12-2011, Lega Pro Prima Divisione Girone A: Maurizio Sarri, tecnico del Sorrento, urla ai propri gioctori. Di spalle, invece, l'allenatore della Pro Vercelli Maurizio Braghin. Foto di Max GiannottaOther Agency

Ad affrontarsi, per l'appunto, la neopromossa Pro Vercelli e un Sorrento da battaglia, costruito per ammazzare il campionato insieme a un Taranto, poi caduto in disgrazie societarie. I rossoneri della costiera, trascinati da bomber Ciro Ginestra e dal portiere Generoso Rossi, hanno intenzioni bellicose allo stadio "Silvio Piola" contro le bianche casacche neopromosse attraverso un ripescaggio ma poi squadra rivelazione del torneo con la vittoria ai playoff.

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Braghin, gigante buono e ribelle

Cambia il contesto, ma certi aspetti restano identici a se stessi. Sigaretta alla bocca e tuta indosso: Sarri in panchina è tarantolato, il suo Sorrento sta subendo un'imbarcata. Da una squadra timonata da quello che potrebbe essere un suo alter ego. Si chiama anch'egli Maurizio, ma di cognome fa Braghin ed è un frequentatore abituale della Serie C.

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Ha origini biellesi e vercellesi e, ai tempi della Pro (e non solo), ha sempre dichiarato di "essere orgoglioso di allenare la squadra di cui è sempre stato tifoso". Zazzera perennemente spettinata, fu ex difensore anni '80 di Varese, Avellino (er in campo in un incredibile 4-1 rifilato dagli irpini al Milan nel 1982), Triestina e Piacenza. Per inciso, nel capoluogo emiliano cominciò la sua carriera di allenatore al fianco di Daniele Bernazzani e fu lo scopritore di bomber Alberto Gilardino, suo conterraneo di Cossato. Le sue foto-ricordo da giocatore lo ritraggono al fianco di gente come Joe Jordan e Zico, con cui ingaggiava duelli rusticani in campo ma poi stringeva la mano a fine partita. Un burbero, grande e grosso, ma buono nell'animo, un generoso.

Sarri, quell'ultimo esonero per aver subito goleada e calcio champagne

Braghin è uno di quelli uomini del calcio che ha sempre odiato il "colletto bianco", proprio come Sarri. Non sfoggia tute, bensì abbigliamenti discutibili come una maglietta consumata color salmone che lo accompagnò per tutti i playoff di quella stagione per "pura scaramanzia".

27-05-2012, Lega Pro Prima Divisione Girone A: l'allenatore della Pro Vercelli Maurizio Braghin esulta dopo lo 0-0 che vale l'accesso alla finale playoff per la Serie B

27-05-2012, Lega Pro Prima Divisione Girone A: l'allenatore della Pro Vercelli Maurizio Braghin esulta dopo lo 0-0 che vale l'accesso alla finale playoff per la Serie BEurosport

Zero forma, tutta sostanza. Non ama le imposizioni da ufficio stampa e da calcio moderno. Quando, l'anno successivo in B, venne richiamato sulla panchina della Pro dopo l'esonero e l'infausta parentesi Giancarlo Camolese, Braghin si ripresentò in giacca e cravatta. Ma fu solo un gesto provocatorio a chi gli continuava a contestare una poca eleganza nelle sue mise. Appassionato di moto e rock and roll era lui, insomma, il Sarri della Serie C.

Pro Vercelli-Sorrento 4-0, 07-12-2011, Lega Pro Prima Divisione Girone A: Maurizio Braghin, tecnico della Pro Vercelli in primo piano. Alle spalle, l'allenatore del Sorrento Maurizio Sarri. Foto di Max Giannotta

Pro Vercelli-Sorrento 4-0, 07-12-2011, Lega Pro Prima Divisione Girone A: Maurizio Braghin, tecnico della Pro Vercelli in primo piano. Alle spalle, l'allenatore del Sorrento Maurizio Sarri. Foto di Max GiannottaOther Agency

E, tornando a quella partita del 7 dicembre: una rovesciata acrobatica di Simone Malatesta un gol "di fino" di Pietro Iemmello, un diagonale di Umberto Germano (ancora oggi a Vercelli) e il poker firmato nuovamente da Malatesta: Pro Vercelli-Sorrento 4-0. Goleada e calcio champagne in uno dei templi del calcio italiano. Per Sarri, due giorni dopo, arrivò l'esonero appannaggio di Gennaro Ruotolo.

Batosta "salvifica": quelle paradossali sliding doors

Da quell'episodio, l'allenatore di Bagnoli seppe rinascere come una Fenice. Dalla stagione successiva, l'inizio dell'avventura nell'Empoli, che gli diede a sorpresa una chance. Poi Napoli, il "Sarrismo", Chelsea e, appunto, Juventus.

E "l'altro Maurizio"? La stagione 2011-2012 fu l'apice della sua carriera. Dopo la B "a singhiozzo" dell'anno successivo, "Brago" (come viene soprannominato), scende nuovamente in C, alla Carrarese, poi Lumezzane, Savona e, infine, l'Eccellenza "a casa sua" con la Biellese, esperienza chiusa ormai da qualche mese. Braghin "il ribelle", oggi, è senza squadra. A Eurosport, ricorda quel pomeriggio di dicembre la "Piola":

" Non sapevo di essere l'uomo ad aver causato l'ultimo esonero a Sarri finché non me lo hanno fatto notare. Non sono un amante delle statistiche. Avrei preferito vincere solo 1-0 e fare una carriera simile a quella di Sarri a, scherzi a parte, sono cose a cui non penso. A me l'autocritica non è mai mancata: nel 2012, nell'anno della mia prima Serie B, non ho saputo prendere lo stesso treno che, bene o male, seppi afferrare da calciatore. Non ho mai avuto un procuratore e, forse, anche questo è stato un errore. In più ho un carattere diretto e se qualcosa non va per il verso giusto, tendo a inalberarmi. Quella mia Pro Vercelli, però, fu mitica e me la ricordo tutti i giorni. Sarri? Prima di Sorrento aveva già frequentato piazze importanti come Pescara e Verona e oggi merita il successo. A Empoli ha vissuto una situazione ideale per poi affermarsi a Napoli e in Inghilterra. La Juve? A certi livelli, nel calcio, certe scelte ci possono anche stare. Man mano che si scende, non è più così, valgono i principi. Per i miei trascorsi a Piacenza e Pro Vercelli, ad esempio, io ho sempre dichiarato che non avrei mai potuto allenare a Cremona e Novara... "

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