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Ci sono davvero 20 milioni di differenza tra Cutrone e Kean?

Ci sono davvero 20 milioni di differenza tra Cutrone e Kean?

Il 31/07/2019 alle 08:00Aggiornato Il 12/11/2019 alle 10:39

La valutazione dei due attaccanti ormai in odore di cessione da parte di Juventus e Milan è molto diversa: anzi, l’uno vale quasi il doppio dell’altro visto che l’Everton sborserà 40 milioni di euro per il cartellino di Kean mentre il Wolverhampton ne verserà circa 22 per Cutrone. Ma il classe 2000 nato a Vercelli da genitori ivoriani sovrasta davvero il prodotto del vivaio rossonero?

È stranissimo e paradossale il destino di Moise Kean e Patrick Cutrone: sembravano aver tatuate le maglie rispettivamente di Juventus e Milan a mo’ di seconda pelle e invece in questa finestra di mercato sono stati offerti e ormai con ogni probabilità ceduti al miglior offerente. Eppure la valutazione dei due attaccanti centrali è molto diversa: anzi, l’uno vale quasi il doppio dell’altro visto che l’Everton sborserà 40 milioni di euro per il cartellino di Kean mentre il Wolverhampton ne verserà circa 22 per Cutrone. Ma il classe 2000 nato a Vercelli da genitori ivoriani sovrasta davvero il prodotto del vivaio rossonero?

I numeri di Kean (28-02-2000)

COMPETIZIONE PRESENZE MINUTI GOL
SERIE A 35 1681 11
COPPA ITALIA 2 152 1
CHAMPIONS LEAGUE 4 72 0
NAZIONALE 3 207 2
SQUADRE UNDER 49 23

I numeri di Cutrone (03/01/1998)

COMPETIZIONE PRESENZE MINUTI GOL
SERIE A 63 2952 13
COPPA ITALIA 8 350 4
EUROPA LEAGUE 14 990 8
NAZIONALE 1 16 0
SQUADRE UNDER 71 34

I numeri fiancheggiano Kean

Numeri e statistiche sembrano dunque spalleggiare l’attaccante classe 2000, di due anni più giovane rispetto al classe 1998 comasco ma forte di medie realizzative decisamente migliori e di 4 gettoni in Champions League a fronte della casella “0” di un Cutrone che risponde però con 8 centri in Europa League (!) e un bottino più cospicuo nelle rappresentative giovanili della Nazionale. Se l’ormai ex milanista può contare su un maggior grado di esperienza nel calcio dei grandi, l’ormai ex bianconero ha i crismi del bimbo prodigio che quando è stato gettato nella mischia nella scorsa primavera ha compiuto sfracelli nella massima serie italiana recuperando il terreno perduto. I numeri, tuttavia, non dicono tutto e l'analisi non può arenarsi alla statistica.

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Cutrone testa e fame straordinarie

Dopo aver infilato 6 gol nello spazio di 6 partite contro Udinese, Empoli, Cagliari, Milan e SPAL tra lo scorso 8 marzo e il successivo 13 aprile Moise Kean ha tirato un po’ il fiato senza più timbrare il cartellino ma soprattutto si è reso protagonista di una esecrabile insubordinazione nel ritiro dell’Under 21 durante l’Europeo arrivando in ritardo a una riunione tecnica. Era stato lo stesso Allegri a mettere in guardia il ragazzo e invitare la stampa ad andarci piano con lui: i pericoli erano dietro l’angolo e difatti il classe 2000 ci è cascato in pieno. Dal punto di vista di atteggiamento e professionalità, invece, Cutrone è sempre stato un esempio sfoderando una fame e una voglia di arrivare senza precedenti; sfruttando ogni minima chance concessagli dagli allenatori senza battere ciglio per la tanta panchina sopportata. Il classe 1998 si è rivelato inoltre più ligio dal punto di vista tattica dimostrando alla bisogna di sapere dialogare con profitto con Higuain, PIatek & Co. Al contrario Kean in questo aspetto si è dimostrato più indolente e dunque dovrà lavorare a fondo per colmare tale lacuna.

Cutrone e Kean visual

Ci sono davvero 20 milioni di differenza?

La forbice tra i due è dunque così ampia come la valutazione di mercato parrebbe suggerire? I due attaccanti sono in realtà due prospetti di campioni del nostro calcio: nelle migliori delle ipotesi, Cutrone potrebbe diventare un professionista del gol alla Pippo Inzaghi mentre Kean un attaccante moderno tecnico e devastante in campo aperto. Tutto questo se lavoreranno giorno e notte per costruirsi carriere sfolgotanti e pregne di soddisfazioni. Diversissimi per caratteristiche, Kean e Cutrone non ci sembrano invece così distanti in termine di valore assoluto. Se dunque dovessimo dare un giudizio sommario riguardo le operazione di mercato, ci spingeremmo ad affermare che la Juventus ha senza ombra di dubbio lavorato molto bene in uscita mentre la fretta è stata cattiva consigliera del Milan.

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