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Da -21 al sorpasso: come Antonio Conte ha cambiato l’Inter in quattro mesi

Da -21 al sorpasso: come Antonio Conte ha cambiato l’Inter in quattro mesi

Il 02/12/2019 alle 12:33Aggiornato Il 02/12/2019 alle 19:03

Lavoro, sacrificio, ossessione: la ricetta magica di Conte è sempre la stessa. L'Inter prima in classifica a dicembre non è una sorpresa: da 10 anni infatti Antonio Conte raccoglie risultati straordinari ovunque si sieda. Questa Inter ne è solo l'ennesima dimostrazione.

Definirla ‘una sorpresa’ non sarebbe rendergli il giusto merito. Solo chi non ha memoria infatti - o chi semplicemente ne aveva ignorato le precedenti esperienze - è oggi sorpreso dal rendimento dell’Inter di Antonio Conte.

37 punti in classifica, 12 partite vinte in campionato sulle 14 disputate e la sensazione di essere, come sempre, soltanto all’inizio dell’avventura. Era successo alla Juventus, nella rifondazione di Agnelli che tale poté definirsi solo dopo il passaggio di Conte, visto che la prima scelta dell’attuale dirigenza calcistica più ‘avanzata’ d’Italia fu Gigi Delneri, con risultati che tanti tifosi della Juve hanno giustamente preferito dimenticare.

Era successo al Chelsea, dove Conte ristabilì un regime di comando chiaro ma soprattutto arrivò in Inghilterra e fece la rivoluzione: nessuno aveva mai visto la difesa a 3 in Premier League prima dell’avvento del tecnico pugliese, oggi Brighton, Newcastle, Sheffield United, Watford, Wolverhampton ci giocano regolarmente e nel corso della stagione in corso abbiamo visto delle alternative simili utilizzate a tratti anche da Arsenal, Manchester United e Bournemouth. D’altra parte Conte aveva vinto rivitalizzando giocatori come Victor Moses. E l’aveva fatto davanti a tecnici del calibro di Klopp, Guardiola e Mourinho. Non esattamente una cosa da tutti.

Antonio Conte in posa con il trofeo consegnato ai vincitori della Premier League: il tecnico italiano ha vinto al primo anno in Inghilterra, poi nella stagione successiva ha vinto l'FA Cup

Antonio Conte in posa con il trofeo consegnato ai vincitori della Premier League: il tecnico italiano ha vinto al primo anno in Inghilterra, poi nella stagione successiva ha vinto l'FA CupPA Sport

L’esempio più lampante però era stato in Nazionale, quando a Euro 2016 a Conte riuscì il capolavoro di andare a un calcio di rigore dall’eliminare la Germania campione del mondo schierando dal centrocampo in su questa formazione: Florenzi, Parolo, Sturaro, Giaccherini, De Sciglio; Eder, Pellè. Una squadra che sopperì a evidenti limiti tecnici tirando fuori un qualcosa che ancora oggi è difficile da spiegare.

Antonio Conte e Joachim Loew durante Italia-Germania e Euro 2016

Antonio Conte e Joachim Loew durante Italia-Germania e Euro 2016AFP

E insomma no, solo alcuni aggrappati all'idea di un eccessivo attaccamento ai colori bianconeri potevano dubitare delle capacità di Antonio Conte, che all’Inter è arrivato e ha imposto la solita ricetta di sempre: disciplina ferrea, lavoro ossessivo sui movimenti e i meccanismi di squadra, costruzione dalle fondamenta di un Gruppo dove la 'g maiuscola' non è un refuso, e poi tanta, tantissima disponibilità al sacrificio da parte di tutti.

Non c’è assolutamente nulla di nuovo dietro la cavalcata di questa Inter che si affaccia a dicembre prima in classifica. Casomai, c’è da sottolineare come ancora una volta la ricetta di Antonio Conte abbia funzionato e stia funzionando. Un allenatore cui più che l’analisi sul campo - piuttosto chiara per l’intensità di gioco espresso e i movimenti offensivi - è impressionante per la capacità di entrare dentro la testa di ogni singolo tesserato che gli viene messo a disposizione. L’esempio più lampante da questo punto di vista è probabilmente in Romelu Lukaku, giocatore lo scorso anno finito a fare la quarta scelta di una squadra arrivata 6a in Premier League e oggi grimaldello chiave di un reparto offensivo che sta portando Lautaro Martinez in una dimensione che nemmeno il più ottimista dei tifosi interisti avrebbe potuto immaginare. Ma come lui si può evidenziare il rendimento di Antonio Candreva, la rivitalizzazione in emergenza di due profili come Vecino o Borja Valero. E chi più ne ha più ne metta, insomma.

Conte e Lukaku in un abbraccio a fine partita dopo la vittoria dell'Inter sul campo del Cagliari

Conte e Lukaku in un abbraccio a fine partita dopo la vittoria dell'Inter sul campo del CagliariGetty Images

Conte, che a inizio stagione affermava stizzito in una conferenza stampa di “non avere la bacchetta magica”, l’ha invece tirata fuori ancora una volta, rivoltando nel giro di 4 mesi un club che terminava lo scorso anno a 21 punti dalla Juventus e che al 2 dicembre, dopo qualche aggiustamento in estate, gli sta davanti. La corsa è ancora lunghissima e non si sa se davvero porterà i nerazzurri a terminare davanti all’armata bianconera; ma la certezza è che questa Inter, nonostante l’enorme gap nella profondità della rosa, sarà impegnata a spendere ogni goccia di sudore fino all’ultimo minuto di recupero della 38esima giornata. E’ la storia manageriale di Antonio Conte a dircelo. Per le sorprese, prego, rivolgersi altrove.

Video - Conte: "La Juventus è un grattacielo, noi dobbiamo essere visionari e colmare il gap"

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