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Da Opti Pobà alla “pelle normale”, quelle gaffe sul razzismo che screditano il nostro calcio

Da Opti Pobà alla “pelle normale”, quelle gaffe sul razzismo che screditano il nostro calcio

Il 02/10/2019 alle 16:39Aggiornato Il 02/10/2019 alle 16:47

Nel giorno in cui la Figc vara la 'svolta epocale' che cancella il concetto di responsabilità oggettiva, Lotito se ne esce con una frase infausta sulla "pelle normale" che assomiglia tristemente a quella di Opti Pobà di Tavecchio e che non fanno altro che screditare la battaglia al razzismo nel nostro calcio.

" Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un’altra. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano. se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che ‘Opti Pobà’ è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così... (Carlo Tavecchio, 28/7/2014)"
" Ricordo che quando ero piccolo, spesso a chi non era di colore, che aveva la pelle normale, bianca, gli facevano 'buu' per scoraggiarlo a segnare il gol davanti al portiere" (Claudio Lotito, 1/10/2019)"

Una battaglia a corrente alternata

Parole ed atteggiamenti che non solo gettano nello sconforto ma che lanciano anche un messaggio inquietante per tanti versi, ossia che in Italia si combatta una lotta a corrente alternata (e non senza se né ma) per cancellare il razzismo dai nostri stadi. Già perché se da un lato ci sono società, calciatori, arbitri e soggetti che non prestano il fianco e dimostrano di voler rompere i ponti con chi nel 2019 non trova niente di meglio che insultare la dignità umana, ululando contro un atleta di colore dall’altro però ci sono zone d’ombra e comportamenti che vanno all’esatto contrario. Dalla discutibile presa di posizione del Verona che ha difeso i propri tifosi dall’accusa di razzismo nei confronti di Franck Kessie, a certe “punizioni all’acqua di rose” inflitte dal giudice sportivo anche quando il reato sembrava palese di zone d’ombra purtroppo ce n’è tante e sarebbe ora di provare a debellarle con un no deciso.

Moise Kean, No al razzismo, Getty Images

Moise Kean, No al razzismo, Getty ImagesGetty Images

Perché altrimenti c’è il rischio di fermarsi a pensare al fatto che, dall’esternazione di Tavecchio all’uscita di Lotito, sono trascorsi più di cinque anni ma fattivamente poco o nulla è cambiato nell’atteggiamento che certi dirigenti italiani hanno nel liberarsi di alcuni pregiudizi che purtroppo sono duri a morire.

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