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Ibrahimovic-Milan, operazione necessaria in barba alla maledizione dei cavalli di ritorno

Ibrahimovic-Milan, operazione necessaria in barba alla maledizione dei cavalli di ritorno

Il 20/11/2019 alle 20:14Aggiornato Il 21/11/2019 alle 08:11

Vi spieghiamo perchè secondo noi il Milan dovrebbe riaccogliere Zlatan Ibrahimovic nonostante la regola non scritta che prevede il fallimento sistematico dei cavalli di ritorno in seno al club rossonero.

Ci sono caratteristiche marchiate a fuoco nelle stringhe del dna di una squadra di calcio, non c’è nulla da fare: al Milan i cavalli di ritorno non funzionano, punto. È un discorso quasi darwiniano: semplicemente, non hanno le caratteristiche per sopravvivere alla loro seconda esperienza in ordine di tempo all’ombra del Duomo di Milano. Zlatan Ibrahimovic – fortemente indiziato a tornare a vestire di rossonero stando a radiomercato – è dunque un dead man walking, calcisticamente parlando? I precedenti lo inchiodano, ma il discorso non è così scontato come appare e merita un’analisi approfondita.

Zlatan Ibrahimovic - Milan 2011

Zlatan Ibrahimovic - Milan 2011LaPresse

Da Donadoni a Balotelli: flop anziché no

La lista è nutrita e legata a doppia mandata a un minimo comune denominatore: il fallimento. Considerando l’era moderna/contemporanea, in principio ci fu Roberto Donadoni, inarrestabile funambolo di fascia dei Milan di Sacchi e di Capello. Tornato dall’esperienza Oltreoceano con i New York MetroStars collezionò 29 presenze stagionali senza alcun gol a cavallo tra 1997 e 1999 da pallida controfigura del fantastico calciatore di un tempo. Tra una parentesi con la Sampdoria un altro eroe del Milan degli invincibili, Ruud Gullit, tornò a indossare la maglia del Milan da luglio a novembre del 1994: 14 presenze e 4 gol, senza vergare altri capitoli appassionanti del suo romanzo d’amore con il club rossonero. Lo stesso Andriy Shevchenko merita un capitolo a parte: l’uomo da 173 gol stagionali in maglia rossonera ne autografò appena due di rientro dalla deludente esperienza londinese con la maglia del Chelsea. Quanto ai vari KP Boateng e Mario Balotelli… Peggio che andar di notte!

CALCIATORE ETÀ (AL RITORNO) PRESENZE GOL
DONADONI 34 29 0
CALCIATORE ETÀ (AL RITORNO) PRESENZE GOL
GULLIT 32 14 4
CALCIATORE ETÀ (AL RITORNO) PRESENZE GOL
SHEVCHENKO 32 26 2
CALCIATORE ETÀ (AL RITORNO) PRESENZE GOL
BOATENG 29 14 1
CALCIATORE ETÀ (AL RITORNO) PRESENZE GOL
BALOTELLI 25 23 3

La mosca bianca: Kakà

L’eccezione che conferma la regola? Non proprio, ma quasi. Sì perché Kakà seguì una traiettoria molto simile a quella di Shevchenko: dopo aver riscritto la storia del Diavolo fu incapace di resistere alle sirene di un top club europeo (nel suo caso il Real Madrid), ma non si impose nel nuovo club per poi fare ritorno all’ovile rossonero. A differenza di Sheva, tuttavia, Kakà nella stagione 2013/2014 fu leader carismatico di un gruppo tanto modesto da non riuscire ad arrampicarsi oltre l’ottavo posto di Serie A. Era il Milan guidato prima da Allegri, quindi da Tassotti e infine da Seedorf: i 9 gol in 37 gettoni del trequartista brasiliano pesarono eccome per evitare al Milan un’imbarazzante descensio ad inferos. Pur lontano dai fasti della prima avventura in rossonero (e dalla smagliante forma fisica di allora), Kakà si calò con profitto nella nuova realtà di un Milan figlio di un Dio minore.

Serie A, 2014, Kakà, Milan-Atalanta

Serie A, 2014, Kakà, Milan-AtalantaLaPresse

Ibra II il ritorno: perché sì

Mentre da un lato la storia imporrebbe di cassare il ritorno di Ibrahimovic, la logica e il buon senso no: perché? Perché questa è un’emergenza, un panorama prossimo all’apocalisse sportiva specialmente qualora il Milan di Pioli dovesse incassare altre sconfitte (situazione tutt’altro che da escludere a priori). Vero è che Ibra veleggerà verso le 39 primavere nel 2020, ma è altrettanto appurato che il fenomenale attaccante svedese sia integro fisicamente: al netto del basso livello di competitività dell’MLS, il bottino extra lusso di 52 reti in 56 presenze accumulato con i Los Angeles Galaxy risulta emblematico. Del suo carisma e della sua classe il Milan avrebbe un bisogno… Disperato! Parafrasando liberamente il grande Franco Califano il ritorno di Ibrahimovic non va affatto escluso, in barba a cabala e leggi non scritte ai cancelli di Milanello.

Video - Ibrahimovic sul mercato: Milan, Bologna, Napoli e Roma, i pro e contro dell'affare

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