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Icardi, il futuro è un rebus: ora la permanenza all'Inter è quasi scontata. E stasera si allena...

Icardi, il futuro è un rebus: ora la permanenza all'Inter è quasi scontata. E stasera si allena...

Il 23/08/2019 alle 16:18Aggiornato Il 23/08/2019 alle 16:30

L'argentino parla del possibile inizio di una nuova avventura, ma intanto vuole ancora giocarsi le proprie carte con Conte. Il Napoli non è di suo gradimento, la Juve deve vendere: il mercato di Mauro è bloccato. All'orizzonte, almeno mezza stagione da separato in casa.

Un mese e 17 giorni. Tanto è trascorso da quando, il 6 luglio, Beppe Marotta ha annunciato: "Icardi e Nainggolan sanno di non rientrare nei piani tecnici dell'Inter". Un vero e proprio foglio di via. Eppure, dopo un mese e 17 giorni, siamo ancora al punto di partenza: se il Ninja ha riempito le valigie per tornare nella sua Cagliari, Mauro Icardi è ancora lì. Bloccato, prigioniero dei propri desideri e di una situazione surreale e paradossale. Tra una mezza dichiarazione e un tweet, un indizio e un rifiuto, solo un dato è certo: i 10 giorni che mancano alla fine del mercato sono una metaforica corda che si sta stringendo sempre più attorno al collo dell'Inter.

Le apparenti parole d'addio e il tweet di Wanda

Ieri sera Icardi si è recato assieme a Wanda Nara al compleanno del compagno di squadra, e a volte partner d'attacco, Lautaro Martinez. E all'uscita è stato assediato da una schiera di giornalisti, che tra flash e microfoni spianati hanno provato a estorcergli una confessione, una parola, un titolo. Riuscendoci parzialmente, proprio mentre Mauro stava per ripartire verso casa con la propria auto:

" Una nuova avventura sta per iniziare? Sì."

No al Napoli, Juventus in standby: un mercato bloccato

Ma il "sì" di Icardi all'inizio di una nuova avventura stride anche e soprattutto con una situazione di mercato che, in questo momento, è più bloccata che mai. Dove potrebbe trasferirsi Maurito? Domanda affascinante, risposta non semplice. Il Napoli ci ha provato, ma ma la scarsa propensione dell'argentino a vestire la maglia azzurra ha sensibilmente smorzato gli entusiasmi generali, tanto che un grande ex come Antonio Careca non le ha mandate a dire: "Non vuole venire da noi? Che vada al diavolo". E l'ultimatum stabilito da De Laurentiis è scaduto ieri, senza che da casa Icardi siano giunti segnali positivi. A meno che l'argentino non cambi idea, l'affare non si farà.

Icardi, Koulibaly - Napoli-Inter - Serie A 2018/2019 - Getty Images

Icardi, Koulibaly - Napoli-Inter - Serie A 2018/2019 - Getty ImagesGetty Images

Difficile, in generale, vedere Icardi con la maglia di un'altra italiana. La Roma? Ha appena rinnovato con Edin Dzeko. Il Milan? Scenario apparentemente improponibile per una serie di ostacoli: costi, rivalità, incompatibilità con Piatek. Resta la Juventus, che a Mauro fa la corte da tempo ma di attaccanti ne ha fin troppi e, prima di pensare a una possibile quanto lussuosa opportunità in extremis, deve come noto disfarsi di uno - se non due - tra Mandzukic, Dybala e Higuain. L'unica soluzione possibile sembra proprio uno scambio con la Joya, di difficile realizzazione considerati gli attriti tra le due società. Peggio di un cubo di Rubik. E all'estero? Ricordato che il mercato inglese in entrata si è già concluso, è facile analizzare come nessuna grande europea, a ben vedere, abbia la necessità assoluta di portare a casa un centravanti.

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Verso una permanenza da separato in casa

Lo scenario più probabile, se non addirittura scontato, sembra insomma portare alla permanenza di Icardi all'Inter. Ovviamente da "appestato", da fuori rosa, da separato in casa. Un personaggio scomodo e indesiderato da tenere in tribuna per (almeno) sei mesi. Poi, a gennaio o addirittura tra un anno, si vedrà. Una situazione surreale che, in apparenza, trova il placido consenso sia del calciatore che della moglie-agente Wanda Nara, allo stesso modo poco propensa a cambiare città e stile di vita. La vicenda dell'estate, iniziata ufficialmente quel 6 luglio con la dichiarazione di Marotta, pare dunque destinata a concludersi nella maniera più inattesa: con un nulla di fatto. L'Inter ha a disposizione 10 giorni esatti per trovare una soluzione al guazzabuglio.

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