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Juve-Milan un anno dopo: come si è ritrovato Higuain dopo l’esperienza negativa in rossonero

Juve-Milan un anno dopo: come si è ritrovato Higuain dopo l’esperienza negativa in rossonero

Il 10/11/2019 alle 12:17

Da esubero estivo a giocatore nuovamente determinante: Gonzalo Higuain è tornato ai fasti del passato dopo l'addio alla Juventus, la deludente mezza stagione in rossonero e il rientro a Torino alla corte di Maurizio Sarri.

A volte ritornano e ritrovano pure la classe che sembrava perduta. Juventus-Milan sarà il piatto forte della 12esima giornata di Serie A, al di là di quanto la forbice tra le due squadre possa essersi allargata in questo momento storico. Sarà anche la prima volta da ex per Gonzalo Higuain contro i rossoneri, la squadra con cui aveva cercato di rilanciarsi – senza successo – dopo la prima avventura a Torino. Una parentesi vicina – parliamo di neanche un anno fa – ma che sembra lontana anni luce. Perchè per il Pipita è davvero cambiato tutto.

Un amore interrotto

La parabola di Higuain da giocatore decisivo, prolifico, dominante sembrava essersi interrotta senza appello nell’estate del 2018. A luglio la Juventus annuncia il colpo del secolo, Cristiano Ronaldo, oscurando la stella di un Pipita che non aveva più diritto di cittadinanza sotto la Mole nonostante 55 gol e 4 trofei in due stagioni. L’attacco bianconero in quello che sarebbe stato l’ultimo anno di Massimiliano Allegri si improntava così intorno al fenomeno portoghese, col fido Mandzukic, Dybala, il giovane Kean e gli esterni Bernardeschi e Douglas Costa a ruotare da co-protagonisti tra le bocche da fuoco del tecnico livornese. Tanti saluti al Pipita e al suo stipendio, piuttosto gravoso sul monte ingaggi.

Gonzalo Higuain nel 2018

Gonzalo Higuain nel 2018Getty Images

Milan, un feeling mai nato

Il 2 agosto, Higuain sbarca così a Milano, nella sua terza squadra italiana. Un prestito oneroso da 18 milioni di euro per un amore sbocciato e appassito a tempo di record. Perchè nonostante l'entusiasmo iniziale della piazza e i gol della prima parte di stagione, l'argentino entra ben presto in un tunnel buio. Poco motivato, inspiegabilmente involuto, coinvolto in alcuni grotteschi pasticci diplomatici, vedi il caso Gedda, quando viene escluso dagli undici per la Supercoppa con motivazioni poco chiare. L’argentino segna 8 gol in 22 presenze e 174 giorni di permanenza in rossonero. Ma l’immagine più emblematica è rappresentata dalle lacrime di Milan-Juve (11 novembre, un anno domani), dopo il rigore sbagliato e l’espulsione per proteste. L'inizio del suo personale baratro. Troppo brutto e triste quel Pipita per essere vero, troppo buio quel momento per essere definitivo dopo aver segnato all’Europa intera fino a pochi mesi prima.

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Da esubero estivo (di nuovo) a uomo decisivo

La Primavera porta in dote il Chelsea, il ricongiungimento con Sarri e l’Europa League di maggio (pur vissuta ai margini). Ma in estate ci risiamo: il Pipita torna alla base bianconera e nella girandola di nomi d’attacco accostati alla Juventus lui sembra già, di nuovo, con le valigie in mano. Non sarà così.

" Higuain era un giocatore più egoista, nel senso che giocava quasi esclusivamente per segnare, mentre oggi è a disposizione della squadra. La partecipazione difensiva che ha ora non era su questi livelli, così come la predisposizione ad andare all’assist era inferiore. L’atteggiamento in campo è di maturazione, a livello caratteriale sta cambiando. Ha sofferto lo strappo dalla Juventus e non riusciva a trovare motivazioni né al Milan né al Chelsea. Le ha ritrovate tornando in questo contesto [Maurizio Sarri]"

Higuain rimane e si ritaglia un ruolo nuovo e non per questo, fin qui, meno micidiale. Non più stella indiscussa nè titolare inamovibile - la concorrenza nell'attacco bianconero rimane alta - ma sempre determinante nelle partite più importanti. Poco conta che sia nell'undici di partenza o entrato a partita in corso. Gol da antologia contro il Napoli, rete dei tre punti a San Siro contro l'Inter dopo aver rilevato Bernardeschi, assist decisivo per De Ligt nel derby a 10 minuti dal suo ingresso in campo. In Champions il suo score recita al momento un gol e due assist (con Atletico e Lokomotiv, entrambi di importanza capitale). Non c'è più spazio per il giocatore tormentato e demotivato. Higuain ha ritrovato il sorriso e la spinta dei tifosi che per lui è sempre stata speciale. Stasera, contro il Milan, dovrebbe partire dall'inizio. Senza nessuna voglia di rivalsa ma con la fame dei giorni migliori.

Video - Sarri: "Higuain è migliorato: ora gioca per la squadra, prima era più egoista"

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