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Fuori Khedira, dentro Can: una sfortuna può tramutarsi in opportunità per Sarri e la Juventus

Fuori Khedira, dentro Can: una sfortuna può tramutarsi in opportunità per Sarri e la Juventus

Il 05/12/2019 alle 12:18

Lo stop forzato di 3 mesi di Sami Khedira potrebbe riaprire le porte del maggior scontento di casa Juventus: Emre Can. C'è però da lavorare a un compromesso...

L’analisi migliore del momento della Juventus non arriva da nessuna delle penne nostrane o internazionali, bensì direttamente da Giorgio Chiellini. In due minuti di orologio, il difensore della Juventus, ai microfoni dei colleghi di Sky Sport durante il Galà dell’AIC, spiegava nella maniera più chiara possibile i problemi di transizione dalla filosofia di Allegri (riconquistare subito il pallone e se non ci si riesce abbassarsi in 9 dietro la linea, accettando il baricentro basso) a quella di Sarri (alta intensità e pressione difensiva nel recupero alto, lontano dalla propria porta).

Nello spezzone di video, visibile sui vari social, Chiellini evidenziava poi uno il problema della Juventus fin qui nella transizione da ‘allegrismo’ a ‘sarrismo’, riconducibile nella sostanza nell’aver avuto poco tempo per lavorarci con costanza - avendo di fatto la Juventus giocato ogni 4 giorni (o essendo negato dalla pausa per le nazionali).

Tutta questa introduzione è essenziale al sostegno di una teoria che Sarri ha evidenziato già in qualche modo anche nelle proprie conferenze stampa: l’importanza di Sami Khedira. Col tedesco finito ai box dopo l’operazione chirurgica di pulizia al ginocchio sinistro e di fatto fuori per i prossimi 3 mesi, si apre una bella incognita dentro il centrocampo bianconero.

Quando è stato a disposizione, infatti, Sarri non ha (quasi) mai rinunciato alle prestazioni dell’esperto centrocampista tedesco. E la ragione è presto spiegata. Khedira infatti si era attestato in questa prima parte di stagione come l’uomo sostanzialmente maggiormente in grado di dare equilibrio alla Juventus nella complicata transizione tra il passato di Allegri e il futuro di Sarri. E sono le parole dello stesso tecnico a confermalo.

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Qualche settimana infatti fa il collega del Corriere della Sera Massimiliano Nerozzi chiedeva a Sarri il perché “dell’intoccabilità di Khedira anche quando Khedira sembra essere un problema”; Sarri, con una risata, rispondeva sornione “se Khedira è un problema io me lo tengo volentieri” (nel finale del video qui sopra), sottolineando poi come fosse stato per esperienza e per capacità di dare equilibrio al reparto, "un giocatore di estrema intelligenza".

Lo stop forzato del tedesco apre così in qualche modo un problema nel centrocampo della Juventus. Ma si sa, ogni problema è al tempo stesso anche un’opportunità per chi si traveste da Mr. Wolf e si palesa come persona in grado di risolverli.

Automatica così arriva l’associazione a uno dei principali scontenti della nuova gestione tecnica bianconera: Emre Can. Il tedesco è stato il giocatore meno utilizzato tra i profili di ‘alto livello’ in casa juventina; e questo proprio a causa del binomio qualità di Khedira/difficoltà di Can nel recepire le richieste tattiche del proprio allenatore. L’assenza di Khedira, oltre ai recenti problemi fisici di Matuidi, potrebbe ora in qualche modo riaprigli le porte.

Khedira ed Emre Can impegnati in una sessione di allenamento alla Juventus: i due si contendono una palla medica come idealmente si contendono il posto in campo

Khedira ed Emre Can impegnati in una sessione di allenamento alla Juventus: i due si contendono una palla medica come idealmente si contendono il posto in campoGetty Images

Considerata l’attuale intoccabilità del modulo 4-3-1-2, le alternative a Khedira nel ruolo di mezz’ala al di là di Mautidi, sono Bentancur, Rabiot e appunto Emre Can. Sia l’uruguagio che il francese però sono in qualche modo riadattamenti fuori dal proprio ruolo originale. Bentancur ha decisamente convinto maggiormente nel ruolo di vice-Pjanic che come mezz’ala; mentre il francese si è palesemente mostrato come troppo compassato per il gioco che vorrebbe esprimere la Juventus al di là di qualsiasi valutazione tattica sulla posizione in campo. Emre Can di contro garantirebbe senza dubbio un maggior impatto a livello fisico di qualsiasi alternativa (Khedira compreso), ma nella filosofia di Sarri quest’ultimo concetto non è comunque una discriminante primaria.

L’opportunità per il tedesco è però ghiotta; così come in qualche modo lo è anche per Sarri, che da un assenza forzata può ritrovare un giocatore che dal punto di vista tattico era diventato una pedina di peso anche per un altro integralista di principi come Jurgen Klopp a Liverpool. Anche nel Merseyside infatti Can ebbe qualche problema nella fase iniziale, con una collocazione tattica che non fu da subito chiara a Klopp; il tempo però venne in aiuto e il tedesco divenne nell’ultima stagione un punto fermo di quel Liverpool. Nella concezione logica c’è insomma ancora spazio per provare a recuperare, proprio prima della sessione di mercato di gennaio dove Can era dato da più organi di stampa come ‘in partenza’, un giocatore forse più ‘lento’ nell’apprendimento dei principi, ma non per questo già da scartare. Anzi, vista la carta d’identità, Can rappresenterebbe la perfetta sintesi di cui la Juventus avrebbe bisogno da qui in avanti.

C’è solo da provarci con più costanza, con un Sarri che nei ‘ritagli di tempo’ cui fa riferimento proprio Chiellini sappia travestirsi da paziente e più comprensivo professore; e che al tempo stesso ‘l’alunno Can’ si applichi come fin qui non è riuscito a fare. Ne verrebbe fuori una situazione win-win da entrambi i lati. Perché dove non arriva il campo, a volte può riuscire il destino di una sfortuna apparente. Vedremo se Sarri e Can sapranno cogliere il segnale.

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