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Inter a confronto: dal gioco alla mentalità, ecco cos'è cambiato da Spalletti a Conte

Inter a confronto: dal gioco alla mentalità, ecco cos'è cambiato da Spalletti a Conte

Il 11/10/2019 alle 18:51

Viaggio nella metamorfosi nerazzurra: il tecnico pugliese rispetto al suo predecessore ha dato un'impronta sia sul piano del gioco che su quello della mentalità. Scopriamo quale anche attraverso i numeri.

Da Spalletti a Conte l’Inter ha cambiato volto. La metamorfosi nerazzurra porta con sé dei solchi tracciati dal tecnico pugliese dal giorno del suo arrivo a Milano. La società ha seguito sul mercato le indicazioni di uno degli allenatori più abili nell’incidere fin da subito su un nuovo progetto. Abbiamo detto e ripetuto più volte in questo avvio di stagione “è già l’Inter di Conte”. Proviamo a spiegare perché.

Il gioco

L’ultima Inter di Spalletti era schierata così. Contro l’Empoli, in una partita da cuori forti, il tecnico di Certaldo presentò quel 4-2-3-1 su cui si fondò il suo biennio. Uno schema basato su Nainggolan, Perisic e Icardi e già da questo è facile comprendere come l’Inter sia stata stravolta.

L'Inter di Luciano Spalletti - Serie A 2018-2019

In questa seconda formazione, infatti, potete vedere l’ultima Inter di Conte, quella che al Meazza ha subito il primo ko stagionale in campionato per mano della Juventus di Sarri. Un 3-5-2 che alla retroguardia ha aggiunto l’esperienza di Godin e che in attacco può contare sulla coppia Lukaku-Lautaro Martinez (con la variante Sanchez).

L'Inter di Antonio Conte - Serie A 2019-2020

La modifica sostanziale, però, riguarda il centrocampo: Sensi è il faro della manovra, l’elemento che ha acceso la luce e che consente anche a Brozovic di esprimersi al meglio. Barella ha portato, dal canto suo, inserimenti e personalità crescendo di partita in partita dopo una partenza non esaltante. Catenaccio e contropiede? Non proprio. In questa azione, in un teatro non banale come quello del Camp Nou, potete ammirare il nuovo corso nerazzurro e l’idea di calcio che c’è dietro.

La mentalità

"L'Inter non deve più essere pazza". Si era presentato così Antonio Conte, con un taglio netto rispetto al passato. La sua Inter ha palesato dei limiti in Champions League, in particolare nel pareggio strappato in extremis contro lo Slavia Praga. La rimonta subita a Barcellona paradossalmente è stata una buona prova mentre contro i bianconeri l’infortunio di Sensi ha cambiato l’inerzia. In generale, la formazione nerazzurra è quadrata, più solida rispetto al passato e non si disunisce di fronte alle prime difficoltà. Un salto mentale che si basa sulla capacità di battere squadre di pari o inferiore livello, componente fondamentale per fare strada in campionato.

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Difesa e numeri a confronto

Un’altra impronta contiana è data dai numeri della difesa, la migliore del torneo con quattro reti al passivo. Rispetto a un anno fa, i nerazzurri hanno cinque punti in più (18 contro 13 dopo sette giornate). Le cifre vanno ovviamente pesate: un lasso di tempo breve come quello di Conte è puramente indicativo e non vale un arco temporale di 38 giornate, come nel caso delle due annate spallettiane.

Stagione Media punti Media gol fatti Media gol subiti Numero di giornate Allenatore
2017-2018 1,89 1,73 0,78 38 Spalletti
2018-2019 1,81 1,5 0,86 38 Spalletti
2019-2020 2,57 2 0,57 7 Conte

Secondo voi, dopo due quarti posti consecutivi, a cosa può aspirare l'Inter di Conte?

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