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La Figc apre Coverciano alla Protezione Civile. Gravina: "Serie A da 22 squadre? Ingestibile"

La Figc apre Coverciano alla Protezione Civile. Gravina: "Serie A da 22 squadre? Ingestibile"

Il 26/03/2020 alle 15:42Aggiornato Il 26/03/2020 alle 16:19

Gabriele Gravina ha parlato a Sky Sport delle soluzioni che la Figc è disposta a mettere in campo per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Le dinamiche e le tempistiche di ripresa della Serie A restano ancora da definire. Intanto il centro di Coverciano apre all'assistenza sanitaria e alla terapia intensiva per curare i contagiati dal Covid-19.

Giornata frenetica per Gabriele Gravina, presidente della Figc: prima ha contattato il sindaco di Firenze Dario Nardella per un importante decisione sul Centro di Coverciano, poi è intervenuto a Sky Sport per fare il punto sulla situazione. Ma procediamo con ordine.

Coverciano sarà desinata alla Protezione Civile

La Figc ha dato la sua disponibilità ad aiutare la Protezione Civile fiorentina nell’emergenza Coronavirus, concedendo le strutture della casa delle Nazionali di Coverciano. Gli spazi dell’albergo e dell’auditorium verranno utilizzati per disporre posti letto utili ad affrontare i numerosi casi di contagio, mentre una parte del Centro tecnico era già adibita a presidio dei Vigili del Fuoco.

" Siamo tutti scesi in campo contro l’emergenza, Federazione, Leghe, Club, calciatori e allenatori, raccogliendo fondi e amplificando i messaggi delle autorità governative. La salute è il bene primario che va tutelato, per questo la Figc apre agli italiani in difficoltà il Centro di Coverciano."

Una Serie A da 22 squadre è poco probabile

Gravina, intervistato da Sky Sport, ha anche dato risposta a molte delle ipotesi con le quali si pensa che la Serie A possa ripartire. Una delle più gettonate parla di un possibile stop alle retrocessioni, ma Gravina pare perplesso riguardo a tale opzione:

" Di ipotesi ne sono state fatte tantissime, ma la stella polare sono le nostre norme, e non è facile modificare il format dei campionati."

Poi, in riferimento alla ipotetica Serie A a 22 squadre, continua:

" L'ipotesi di passare ad una Serie A a 22 squadre dovrebbe confrontarsi con un campionato che probabilmente partirà già in ritardo e dovrà comunque finire a maggio 2021 per l'Europeo: mi apparirebbe cosa schizofrenica avere l'esigenza di giocare meno partite e fare una A con 22 squadre. Sarebbe un campionato ingestibile."

Riguardo le tempistiche, si cerca di negoziare con le parti interessate:

" Ci siamo già attivati per chiedere a Uefa e Fifa la possibilità di sforare la deadline del 30 giugno. L'ipotesi è arrivare fino al 30 luglio con ripartenza del campionato nel mese di maggio", ha spiegato Gravina. "Noi vogliamo dare priorità assoluta al valore della competizione sportiva, ma certo dobbiamo rispettare le ordinanze, le indicazioni che arrivano dalle massime autorità politiche e scientifiche. Se non si potrà giocare, faremo una serie di riflessioni per salvare comunque il valore della competizione sportiva finora raggiunta sul campo."

A rischio 3000 società italiane

La Figc deve muoversi in un quadro nel quale le variabili di tempo ed economiche sono intrecciate tra loro. Difficile trovare il bandolo della matassa e accontentare tutti:

" Sono preoccupato per tutto il calcio, la A, la B, la C e il mondo dilettantistico - dice ancora Gravina -. Anzi, comincerei da lì perché è un settore che rischia di perdere oltre tremila società: un disastro."

Inoltre Gravina, ribadendo che il calcio è la terza industria del paese, sprona anche un’azione politica che possa agevolare una situazione in fase di stallo:

" Al Governo chiediamo un processo di innovazione, non soldi: uno snellimento, la rivisitazione di alcune norme che oggi fanno da tappo e generano processi penalizzanti per il mondo dello sport, non del calcio. La legge fondamentale dello sport italiano è del 1981, siamo nel 2020: una legge di 40 anni fa, abbiamo bisogno di un ammodernamento."

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