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Lega Serie A, niente presidente: la palla passa al commissario ad acta

Lega Serie A, niente presidente: la palla passa al commissario ad acta

Il 02/12/2019 alle 17:32Aggiornato Il 02/12/2019 alle 17:33

I presidenti hanno votato due volte senza che venisse raggiunto il quorum necessario di 14 voti. La palla passa ora nelle mani dal Commissario ad Acta, il Prof. Avv. Mario Cicala, già nominato all’unanimità dal Consiglio Federale.

Tutto come previsto. Fumata nera in Lega Serie A per l’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Gaetano Miccichè dello scorso 19 novembre. Nel giro di un’oretta i presidenti hanno votato due volte senza che venisse raggiunto il quorum necessario di 14 voti. La palla passa ora nelle mani dal Commissario ad Acta, il Prof. Avv. Mario Cicala, già nominato all’unanimità dal Consiglio Federale. Il professore torinese, in passato presidente della sezione tributaria della Corte di Cassazione e membro del CSM, avrà poteri di rappresentanza legale, con l’impegno di completare l’iter elettivo entro il 10 marzo 2020 e nel caso modificare l'attuale statuto come auspicato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina. Se entro quella data non si riuscirà ad eleggere un nuovo presidente, a quel punto arriverà un Commissario vero e proprio che per 12 mesi avrà il compito di gestire la Lega, come avvenuto fino allo scorso anno con il presidente del CONI, Giovanni Malagò.

"Oggi non poteva esserci che questo risultato, non c’è ancora stato un confronto molto aperto fra le componenti”, ha commentato Beppe Marotta, ad dell’Inter, lasciando gli uffici di via Rosellini. “Auspico che si possa individuare un presidente nell’arco del mandato del commissariamento ad acta", ha aggiunto. Nel corso dell'assemblea odierna c'è stato un tentativo di rimettere in pista il nome di Miccichè. Nella prima votazione, infatti, l'ex presidente ha ricevuto 1 voto, 2 voti sono andati a Paolo Dal Pino (manager del settore telecomunicazioni già in passato proposto da Lotito ad amministratore delegato della Lega), 1 voto per il dg della Fiorentina Joe Barone, 1 per l’ex ministro degli Interni Roberto Maroni, 4 schede bianche e 11 nulle. Nella seconda votazione, invece, sono diventati 5 i voti per Miccichè con 2 schede bianche e 13 nulle. Dalla prossima assemblea elettiva, il quorum passerà ad 11 voti, ma al momento i presidenti sembrano spaccati.

E sembra difficile che Miccichè possa tornare in via Rosellini. "Nessuno mi ha chiamato ma al di là di questo, non è attuale", ha dichiarato oggi il diretto interessato a margine di un convegno a Milano. "Mi auguro ovviamente che la Lega ritrovi una governance normale e quindi che possano i 20 azionisti trovare delle soluzioni che siamo le più confacenti alle migliori per il presente e per il futuro del calcio italiano", ha aggiunto Miccichè. L'ex presidente ha poi ribadito che durante la sua presidenza "non mi sono sentito tradito da nessuno. Quindi va benissimo così. Ho lavorato quasi 20 mesi in un mondo interessantissimo, di grande passione che riguarda tutti gli italiani".

La mancata elezione del nuovo presidente, comunque, non blocca i lavori della Lega Serie A chiamata a trovare un accordo sulla delicata questione dei diritti tv, entro il 16 dicembre dovrà essere valutata l'offerta da oltre 1 miliardo di MediaPro per la realizzazione di un canale tematico nel triennio 2021-2024. Di questo si parlerà nella prossima assemblea che dovrebbe essere convocata per il 19 dicembre. "Sicuramente siamo in una fase delicata - ha confermato Marotta - da una parte ci sono i diritti tv e dall’altra quella di nominare un presidente che rappresenta di per sé comunque un forte punto di riferimento nello scenario politico italiano, laddove spesso e volentieri siamo un po’ sotto considerati alla luce del fatto che rappresentiamo uno spaccato importante sia nell’ambito sociale, sia nell’ambito delle nostre contribuzioni economiche come contribuenti”.

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