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L’Inter del "tutti per due", la Roma per sapere quanto vale

L’Inter del "tutti per due", la Roma per sapere quanto vale

Il 06/12/2019 alle 07:35Aggiornato Il 06/12/2019 alle 08:07

Il turno post sorpasso propone un calendario da leccarsi i baffi: Inter-Roma stasera in anticipo e Lazio-Juventus sabato sera, a poche giornate dal giro di boa, un weekend non banale. Conte arriva da cinque vittorie e Fonseca da due. L’Inter sta andando oltre il massimo; la Roma non sa ancora quale sia, il suo massimo. Si profila una sfida aperta e divertente. Da tripla anche se...

Il turno post sorpasso propone un calendario da leccarsi i baffi: Inter-Roma già stasera e Lazio-Juventus domani. Le squadre della capitale come bilancia. Non si può non buttare un occhio alla classifica: Inter 37, Juventus 36, Lazio 30, Roma e Cagliari 28. Siamo alla quindicesima - e, dunque, quasi a metà strada - quanto basta per rendere piccante il menu; e, in base alle portate, pesanti o leggeri i “ruttini” digestivi.

Inter-Roma è l’argomento dell’analisi. Privo di mezzo centrocampo (Nicolò Barella, Stefano Sensi, Roberto Gagliardini) e delle più concrete alternative in attacco (Matteo Politano, Alexis Sanchez), Antonio Conte, sordo alle sirene di Francesco Totti, dovrà fare di necessità virtù. Senza trascurare la visita pastorale di sua maestà Messi Sesto, sempre che si degni; visita dalla quale, martedì, dipenderà il futuro in Champions: ottavi o Europa League.

Premesso ciò, e non è poco, la locandina coinvolge Romelu Lukaku ed Edin Dzeko, febbricitante fino a pochi giorni fa. Da probabili sodali ad avversari. Per ora, anche alla luce dell’esplosione di Lautaro Martinez, nessuno rimpiange nessuno. Dicono che Dzeko si sarebbe alternato con il belga: penso che, almeno all’inizio, avrebbe spinto l’argentino in panca. Conte ha trasmesso la sua anima, quello spirito missionario capace di convertire alla causa anche i più tiepidi, persino i più renitenti. Patti chiari (via Mauro Icardi, Radja Nainggolan e Ivan Perisic fin dall’estate) e adesione globale al progetto del verbo e al verbo del progetto.

Paulo Fonseca, lui, ha trovato un assetto stabile dopo il rodaggio di Chris Smalling e la mossa di Gianluca Mancini alla Daniele De Rossi, l’ultimo totem romano-romanista sacrificato alle esigenze della nuova religione. La difesa, fin lì, aveva ballato: oggi, balla meno. L’allenatore portoghese viene dallo Shakhtar di Mircea Lucescu, eccellente seminatore di calcio senza etichette.

L’Inter ha la fame dei guerrieri a lungo prigionieri. Tutti l’aspettano al varco della durata, fatale già al Roberto Mancini pre-Nazionale e a Luciano Spalletti, ma intanto regge, vince. Ultima vittima, la Spal. Meno continua, la Roma sfodera momenti kloppiani: datele un po’ di spazio e poveri voi. Nicolò Zaniolo è il giovane ex che la tecnica e il fisico stanno accompagnando verso un futuro da grande: il problema è la testa. Testa che, in compenso, è la forza di Lorenzo Pellegrini, fornitore seriale di assist. Con Jordan Veretout a reggerne lo strascico.

Insieme, Lukaku e Lau-Toro hanno realizzato 18 reti (10 + 8). Il cannoniere della Roma è Dzeko, con 6. Seguito da Aleksandar Kolarov, un terzino di spinta (4). Immagino che l’assenza di Justin Kluivert sarà surrogata da Diego Perotti, come a Verona, laddove la qualità indicò la rotta al destino.

In campionato, Conte arriva da cinque vittorie e Fonseca da due. L’Inter è fiamma, la Roma scintilla. L’Inter sta andando oltre il massimo; la Roma non sa ancora quale sia, il suo massimo. Al di là dei 9 punti di distacco, non proprio una pagliuzza, la sfida si profila aperta, divertente, da tripla. Ci provo: 2-1 per l’Inter.

Il vostro pronostico? E che partita vi aspettate?

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