Eurosport

Milan fuori dal G-20 europeo, la recessione di un Diavolo che oggi guadagna meno di quello 2004-2005

Milan fuori dal G-20 europeo, la recessione di un Diavolo che oggi guadagna meno di quello 2004-2005

Il 16/01/2020 alle 11:30

Milan fuori dalla top 20 per ricavi in Europa: i problemi del Milan partono da molto lontano quando il Diavolo ancora vinceva Champions e arrivava comunque sino in fondo ma non si curava di alzare i ricavi e far sfruttare il peso del brand (soprattutto a livello commerciale) nel mondo.

Agli albori del 2005 il Milan poteva contare (oltre che su una rosa extra lusso) su 234 milioni di ricavi, solamente 12 in meno rispetto al Manchester United e 42 in meno rispetto al Real Madrid. I rossoneri erano la terza superpotenza in Europa e si apprestavano a vincere lo scudetto in Italia. Eppure la recessione aveva già avuto iniziato se osserviamo le faccende rossonere a grandangolo: già, dal 2003 il Milan si è praticamente fermato e proprio in questi giorni non figura tra le prime 20 squadre per ricavi secondo la Deloitte Football Money League 2020. Un dato davvero significativo se analizzato in prospettiva.

La top 20 Deloitte

  • Barcellona: 840.8
  • Real Madrid 757.3
  • Manchester United 711.5
  • Bayern Monaco 660.1
  • PSG 635.9
  • Manchester City 610.6
  • Liverpool 604.7
  • Tottenham 521.1
  • Chelsea 513.1
  • Juventus 459.7
  • Arsenal 445.6
  • Borussia Dortmund 377.1
  • Atletico Madrid 367,6
  • Inter 364.6
  • Schalke 324.8
  • Roma 231.0
  • Lione 220.8
  • Everton 213.0
  • Napoli 207.4

Milan fuori dall'elite, un processo partito da lontano

15 anni dopo rispetto a quella stagione di grazia il Milan di Elliott si piazza al 21esimo posto della classifica con fatturato di 206,3 milioni di euro di fatturato, "solo" 28 in meno rispetto al dato del 2005. Eppure attorno al Diavolo il mondo è cambiato, s'è ribaltato: dal 2003 a questa parte, secondo i dati Deloitte riportati da Calcio e Finanza, la media dei ricavi dei top club quali Barça, Real Madrid, Manchester United, Manchester City, Bayern Monaco, PSG, Chelsea, Juventus, Roma e Inter è passata dai 175 milioni del 2002-2003 (quando il Milan ne fatturava 200) ai 578 milioni del 2018-2019.

  • Il crollo rossonero nella classifica dei ricavi: ricavi inferiori a 15 anni fa
RICAVI DEL MILAN RICAVI PRIMO IN CLASSIFICA
2004-2005 234 milioni € Real Madrid 276 milioni €
2005-2006 239 milioni € Real Madrid 292 milioni €
2006-2007 227 milioni € Real Madrid 351 milioni €
2007-2008 209 milioni € Real Madrid 366 milioni €
2008-2009 196 milioni € Real Madrid 401 milioni €
2009-2010 236 milioni € Real Madrid 439 milioni €
2010-2011 235 milioni € Real Madrid 479 milioni €
2011-2012 257 milioni € Real Madrid 513 milioni €
2012-2013 263 milioni € Real Madrid 519 milioni €
2013-2014 250 milioni € Real Madrid 549 milioni €
2014-2015 199 milioni € Real Madrid 577 milioni €
2015-2016 215 milioni € Man United 689 milioni €
2016-2017 192 milioni € Man United 676 milioni €
2017-2018 208 milioni € Real Madrid 751 milioni €
2018-2019 206 milioni € Barcellona 841 milioni €

Fonte: Football Money League di Deloitte

I motivi della recessione

Sono i più ovvi e coincidono con il crollo dei risultati sportivi del Milan: da quando i rossoneri si sono sbarazzati dei totem Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic (prima del grande ritorno di gennaio 2020) hanno imboccato una traiettoria inesorabilmente al ribasso: mai più titoli e negli ultimi anni mai più qualificazioni in Champions League. Niente più premi UEFA, ricavi da tv, visibilità internazionale, una crescente difficoltà ad attarrre sponsor e... Niente più campioni a roster! Elliott ha sì sistemato i conti, ma la proprietà non è riuscita a fermare l'emorragia "sportiva" nonostante gli avvicendamenti nella dirigenza e per quel che concerne gli allenatori: l'origine del male va però cercato altrove, anzi, più indietro nel tempo...Con una strategia più lungimirante il Milan avrebbe potuto (e dovuto) adeguarsi ai trend in voga in Europa in tempi non sospetti.

Quando il Milan era galattico (e non lo sfruttava)

Maldini, Inzaghi, Seedorf, Beckham, Kakà, Ronaldinho, Nesta, Pirlo, Thiago Silva, Shevchenko, Pato: sono alcuni dei campionissimi nella rosa del Milan 2008/2009. In questo periodo di vacche grasse il Diavolo evidentemente non si è premurato di sfruttare il parco giocatori extra lusso per attrarre capitali dall'estero, sponsor, oppure lavorare per la costruzione di uno stadio più moderno. Mentre Real, United, Barça e Bayern a livello economico erano proiettati al futuro e salivano sui treni giusti il Milan se da una parte si prodigava per avere la fetta migliore dai diritti tv o assicurarsi il nome giusto che facesse sognare i tifosi dall'altra non si curava di costruire qualcosa di virtuoso capace di durare nel tempo. Eppure uno come lo "Spice Boy" Beckham, ad esempio, sarebbe anche stato un personaggio accostabile a CR7 per la propria crossverticalità e la sua popolarità planetaria. Basterà Ibra per rilanciare un brand sbiadito, soprattutto a livello commerciale?

Video - Zlatan Ibrahimovic incontra i tifosi rossoneri a Casa Milan: è tripudio!

02:23
0
0