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Mini crisi Milan: le colpe di Giampaolo, il controsenso di un esonero lampo

Mini crisi Milan: le colpe di Giampaolo, il controsenso di un esonero lampo

Il 27/09/2019 alle 13:00Aggiornato Il 27/09/2019 alle 13:23

La sconfitta con il Torino ha aperto una mini crisi in casa Milan: Marco Giampaolo ha già esaurito il suo credito, a tal punto di meritare l’esonero?

Marco Giampaolo è sotto la lente d’ingrandimento e non potrebbe essere altrimenti: il suo neonato Milan ha rimediato la seconda sconfitta consecutiva, la terza in totale nel contesto di un avvio di stagione più complicato del previsto. Già, dopo i crucci per un gioco che proprio non ne voleva sapere di decollare ora anche la classifica comincia a piangere. Per il Corriere dello Sport il tecnico sarebbe già addirittura a rischio con Gattuso, Spalletti e Ranieri pronti a subentrare in corsa; la partita con la Fiorentina avrebbe già i crismi dell’ultima spiaggia. Il tecnico nativo di Bellinzona ha già dunque esaurito il suo credito, a tal punto di meritare l’esonero?

Marco Giampaolo è da esonerare subito?

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" Questa sconfitta è maturata in maniera del tutto immeritata, rallenta la crescita e l'autostima, spero che i ragazzi non mollino e non arretrino di un centimetro (Marco Giampaolo)"

Le colpe

Il Milan a tutt’oggi è un cantiere aperto a caccia della propria identità; di certo i tifosi e la stessa dirgenza (come ha sbandierato ai quattro venti Zvonimir Boban con discutibili tempistiche) si auguravano che a questo punto della stagione la squadra fosse più avanti. Il tecnico non può che avere le sue responsabilità e, dopo aver frettolosamente abortito gli esperimenti del 4-3-1-2 e del cosiddetto albero di Natale, sta provando a riscuotere dividendi con l’usato sicuro del 4-3-3. Se dal derby è uscito con le ossa rotte, il Milan con il Torino si è sciolto come neve al sole al gol del pareggio granata e i dubbi sbandierati dal tecnico nel post partita inerenti alle conseguenze della sconfitta hanno inquietato l’ambiente; già, quella di esprimere le proprie perplessità a margine di cocenti sconfitte non sembra essere la più lungimirante delle strategie mediatiche. E poi quel cambio Leao-Bonaventura nella fase incandescente di Torino-Milan grida vendetta: il tecnico ha richiamato l’"uomo in più" per dar spazio a un giocatore che sostanzialmente non calcava i campi di Serie A da un anno.

Video - Giampaolo: "Sono sotto la lente d'ingrandimento, ma faccio questo lavoro con fedeltà"

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" Con l'allenatore abbiamo fatto una scelta precisa, dandogli totale fiducia e sappiamo che ci vuole del tempo per mettere in atto le sue idee. Siamo ambiziosi e crediamo che lui sia la persona giusta. Momenti del genere il Milan li ha pa ssati anche sotto la guida di Sacchi e dopo qualche mese invece cambiò tutto (Paolo Maldini)"

Esonero sì o no?

Nel pre partita di Torino-Milan il direttore tecnico Paolo Maldini ha preso una posizione chiara e nitida difendendo Giampaolo e accordandogli fiducia – se non a lungo – a medio termine. Al netto delle voci di corridoio la situazione del tecnico non è al momento in bilico e difficilmente sarà sollevato dal suo incarico prima della sosta (a meno di clamorose Caporetto contro Fiorentina e Genoa). Il bicchiere dopo Torino-Milan ci pare mezzo pieno: per oltre 60 minuti i rossoneri hanno sciorinato il miglior calcio della stagione con l’unica pecca di non archiviare la pratica sprecando l'inverosimile sotto porta; i nuovi innesti convincono e crescono alla distanza e in un tempo ragionevole potrebbero consentire a Giampaolo di trovare la quadra. La sostituzione di Leao è stata un palese errore, verissimo, ma a questo tecnico bisognerà pur concedere il lusso di sbagliare, dopotutto pure lui è un esordiente a questi livelli. Riaffidarsi a Gattuso oppure optare per un “normalizzatore” vorrebbe dire sconfessare platealmente il credo societario, snaturarsi. Un controsenso bello e buono.

Marco Giampaolo

Marco GiampaoloGetty Images

In ultima analisi questa squadra non è attrezzata per centrare il quarto posto e paga alcune disfunzionalità - tanto per cominciare il mercato non ha portato in dote un trequartista credibile per il gioco di Giampaolo - ma ha margini di crescita tutti da esplorare, a patto di avere pazienza e non porsi obiettivi chimerici solo per il gusto di assecondare i legittimi sogni di gloria dei tifosi.

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