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Sanchez all'Inter, un affare o un rischio? I pro e i contro dell'operazione

Sanchez all'Inter, un affare o un rischio? I pro e i contro dell'operazione

Il 19/08/2019 alle 12:16Aggiornato Il 19/08/2019 alle 12:19

Il 30enne attaccante cileno, reduce da un'esperienza da incubo al Manchester United prima con Mourinho e poi con Solskjaer, ha dato segnali incoraggianti nell'ultima edizione di Copa America e potrebbe rivelarsi una pedina molto preziosa nel 3-5-2 nerazzurro. E Antonio Conte ha dimostrato di essere un maestro quando si tratta di rigenerare i giocatori.

Sanchez all'Inter: perché sì

1) Conosce bene la Serie A e ha voglia di rivincita

Alexis Sanchez non avrà bisogno del classico periodo di ambientamento tipico di chi proviene dall'estero. L'esperienza di 3 anni con la maglia dell'Udinese (dal 2008 al 2011) ha consentito al cileno di conoscere pregi e difetti del nostro campionato. E poi c'è da considerare l'aspetto motivazionale: reduce da una parentesi da dimenticare al Manchester United, Sanchez ha voglia di tornare il vero Niño Maravilla.

2) Conte è un maestro nel rigenerare i giocatori

Le doti tecniche di Alexis Sanchez non sono in discussione, così come non è in discussione l'integrità fisica di un attaccante che nell'ultima Copa America ha dato segnali di crescita interessanti segnando 2 gol nella fase a gironi. Approdando all'Inter troverebbe un allenatore come Antonio Conte che - almeno sulla carta - è l'ideale per un giocatore come lui almeno per due motivi: perché l'ha sempre voluto e perché il tecnico salentino nel corso della carriera ha dimostrato di essere un maestro quando si tratta di rilanciare giocatori che stanno vivendo una fase critica della carriera.

3) Si integra alla perfezione nell'attacco nerazzurro

Con le fatiche della Copa America ancora da smaltire, Sanchez è certamente ancora lontano dalla migliore condizione fisica. Ma al top della forma il cileno è la pedina giusta da inserire nello scacchiere offensivo di Conte. Nel 3-5-2 dell'ex ct azzurro, complice anche il feeling con Lukaku sia dentro che fuori dal campo, Sanchez ha tutte le carte in regola per contendere una maglia a Lautaro Martinez nel ruolo di seconda punta.

Alexis Sanchez con la maglia della Nazionale cilena

Alexis Sanchez con la maglia della Nazionale cilenaGetty Images

Sanchez all'Inter: perché no

1) Allo United un'esperienza da incubo

Sanchez è reduce da un'esperienza da incubo al Manchester United dove in una stagione e mezza, tra infortuni e incomprensioni con Mourinho prima e Solskjaer poi, ha messo a segno solo 5 gol in 45 partite ufficiali. Lo sfavillante giocatore che si era messo in luce all'Arsenal è al momento solo un ricordo. L'interrogativo più grande che accompagna il suo acquisto è proprio questo: Sanchez ha già dato il meglio o è ancora in grado di tornare ai massimi livelli?

2) Non è una prima scelta

Senza usare troppi giri di parole, quella di Alexis Sanchez non era l'obiettivo numero uno dell'Inter. Sfumato improvvisamente Dzeko, che ha rinnovato il contratto con la Roma fino al 2022, il club nerazzurro si è fatto trovare pronto con un piano B di tutto rispetto, ma che rimane pur sempre un piano B. Sono le dinamiche del mercato, spesso imprevedibili, ad avere spinto il cileno in direzione Milano.

3) L'allergia alle panchine

Schiacciato dal peso di un ingaggio faraonico e arrivato in un momento molto delicato della storia recente del Manchester United, Sanchez ha pagato a livello psicologico come lui stesso ha riconosciuto: "Se sto lontano dal campo perdo la scintilla - si legge in un'intervista riportata dalla Gazzetta dello Sport - e la panchina non mi aiuta. Mourinho è uno dei migliori allenatori al mondo, il problema è che non avevo sicurezze. Potevo giocare o non giocare e questa incertezza mi ha destabilizzato". All'Inter - conoscendo il modo di lavorare di Conte - non avrà il posto assicurato e dovrà meritare la maglia da titolare giorno dopo giorno. Sarà un problema per il Nino Maravilla?

Video - Lukaku si presenta: "Inter per tornare a vincere, Conte miglior tecnico al mondo"

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