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Dalla Prima guerra mondiale al Coronavirus: il campionato sospeso è un evento epocale

Dalla Prima guerra mondiale al Coronavirus: il campionato sospeso è un evento epocale

Il 09/03/2020 alle 22:56

Il decreto governativo che ha imposto lo stop alla Serie A rappresenta un unicum nella storia del nostro calcio. Per la prima volta, infatti, ci si ferma a causa di un'emergenza sanitaria. Nel 1973, nonostante l'epidemia di colera, si continuò regolarmente a giocare. L'unico precedente di torneo interrotto e mai terminato risale al 1915: titolo assegnato a tavolino al Genoa e Lazio furiosa.

La Serie A sospesa per decreto del governo è un evento unico nella storia del nostro calcio, che non ha precedenti. Perché l'emergenza sanitaria che in queste settimane di fine inverno sta interessando il nostro Paese può essere davvero definita epocale: il Coronavirus ha creato un vero e proprio terremoto nel mondo del pallone, e non solo in quel mondo purtroppo.

La Prima guerra mondiale

Basta una data per dare l'idea della portata del provvedimento: 1915. Bisogna infatti risalire a quell'anno per ritrovare un campionato interrotto e mai più ripreso. Non si chiamava nemmeno Serie A, ma Prima categoria. E non era nemmeno a girone unico: le squadre erano divise in girone Nord e girone Centro-Sud. Il torneo venne interrotto il 23 maggio a seguito dell'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale quando mancava una sola giornata alla conclusione del Girone Nord, senza dubbio quello più competitivo. La fine anticipata diede luogo a una vera e propria bufera perché la Figc, tra mille ricostruzioni più o meno fantasiose della vicenda, decise anni più tardi di assegnare lo scudetto d'ufficio al Genoa, che prima della sospensione era in testa al raggruppamento settentrionale.

La furia della Lazio

Una decisione che scatenò una raffica di ricorsi sia da parte delle altre squadre del girone Nord che matematicamente erano ancora in corsa per il titolo, sia soprattutto delle formazioni centro-meridionali (e in particolare della Lazio) che giudicarono un affronto la (presunta) motivazione con cui la Federazione proclamò il Genoa campione d'Italia: le squadre del sud erano infatti ritenute decisamente meno competitive dei liguri. Si diede per scontato, insomma, che il Grifone avrebbe vinto la finalissima contro qualsiasi avversario. Ecco spiegato perché ancora oggi la Lazio reclama a gran voce quel tricolore del 1915.

L'epidemia di colera del 1973

Terminò regolarmente invece la stagione 1973-74 di Serie A nonostante l'epidemia di colera che colpì l'Italia meridionale e in particolare la Campania, la Puglia e la Sardegna tra l'agosto e l'ottobre del 1973 provocando complessivamente 24 vittime. A vincere il campionato fu la Lazio di Maestrelli e Chinaglia ed è curioso notare come in tutti i casi passati in rassegna esista un minimo comune denominatore, puramente casuale ovviamente ma impossibile da non vedere: nel 1915, nel 1973 e nel 2020 nei primissimi posti della classifica c'è sempre stata la Lazio, una coincidenza non da poco considerato che non tutti gli anni i biancocelesti si ritrovano a lottare per il titolo. Rimane solo da capire cosa succederà al campionato 2019-20: se riprenderà e avrà una fine oppure se lo Scudetto non sarà assegnato. Un'ipotesi, quest'ultima, che ha un precedente niente affatto lontano nel tempo: l'ultimo titolo rimasto vacante, infatti, è quello del 2004-05, revocato alla Juventus e mai più riassegnato.

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