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Theo Hernández si è preso il Milan, ma senza Champions Deschamps lo snobberà

Theo Hernández si è preso il Milan, ma senza Champions Deschamps lo snobberà

Il 04/12/2019 alle 14:04Aggiornato Il 04/12/2019 alle 15:03

La crescita dell'esterno sinistro del Milan è impetuosa ma quanto ancora Theo Hernández potrà fare a meno del palcoscenico della Champions? Deschamps ha chiarito la questione in tempi non sospetti: per chi non gioca ai massimi livelli non c'è spazio nella Nazionale francese.

Questo Milan convalescente, intento a risalire la china dai bassifondi della classifica, in fervente attesa del “profeta” Zlatan Ibrahimovic, allo stato dell’arte può fregiarsi di due soli veri e propri asset passibili di generare abbondanti plusvalenze: Gianluigi Donnarumma e Theo Hernández. Voluto fortemente da Paolo Maldini nonostante le ultime due – trascurabilissime – stagioni in Liga, il terzino francese 22enne si è imposto con autorevolezza una volta smaltito l’infortunio patito nel pre campionato e ora condivide con Piatek (ma senza calci di rigore trasformati all’attivo) la palma di capocannoniere del Milan con tre autografi d’autore.

" Fu una conversazione molto speciale con Maldini. Ci incontrammo a Ibiza e mi convinse a venire al Milan. Se mi chiedete cosa ci siamo detti non dirò nulla, sono cose che resteranno tra noi. Ma la verità è che fu una conversazione molto speciale. (Theo Hernandez @Sky)"

Da bad boy ad anima rossonera

Il ragazzo nativo di Marsiglia è sbarcato a Milanello con le spade di Damocle dell’etichetta da bad boy e di due stagioni non proprio trascendentali da rincalzo al Real Madrid, prima, e da altalenante esterno della Real Sociedad, poi. La pacchiana festa dei 20 anni con tanto di nani al seguito, l’esclusione dagli Europei Under 21 per aver saltato due convocazioni con la Francia, la “vita da bomber” fuori dal rettangolo di gioco: l’ex gioiello della cantera dell’Atletico per cui il Real Madrid aveva versato nelle casse dei concittadini la bellezza di 30 milioni di euro sembrava sul punto di perdersi per strada dopo quell’unica stagione convincente (2016/2017) in prestito al Deportivo Alaves. Eppure Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan ma soprattutto uno dei migliori terzini sinistri di tutti i tempi, in lui aveva visto l’X Factor, le stimmate del calciatore “da Milan”. Questi primi 100 giorni da rossonero confortano le tesi della leggenda milanista: detto dei tre gol su azione (di cui due decisivi per le vittorie rossonere a Genova e a Parma) Theo veleggia con una media voto di 6.41, la quale sale a 7.05 se si considerano i bonus generati (fonte Fantacalcio). Chi di voi ci aveva puntato con forza nell’asta estiva?

STAGIONE SQUADRA PRESENZE GOL
2015/2016 ATLETICO B 10 0
2016/2017 ALAVES 32 1
2017/2018 REAL MADRID 13 0
2018/2019 REAL SOCIEDAD 24 1
2019/2020 MILAN 10 3

Corsa, grinta e inserimenti

Al Milan un terzino sinistro così impattante non lo si vedeva dai tempi di Gianluca Zambrotta, punto fermo dell’ultimo ciclo vincente rossonero targato Massimiliano Allegri. Senza scomodare (ancora) il campione pluridecorato Serginho il francese sta onorando una tradizione di ottimi interpreti del calibro di Kaladze, Pancaro e Jankulovski. Di lui ha sorpreso la personalità con cui si è imposto dal primo vagito con la nuova maglia in un palcoscenico così prestigioso, le innate proprietà di corsa sulla fascia, l’animus pugnandi sciorinato e la spiccata propensione all’inserimento offensivo condita da una insospettabile freddezza sotto porta. Quella che, per dire, sta mancando quasi in toto agli attaccanti rossoneri. In ultima analisi, il salto di qualità rispetto al precedente guardiano della fascia sinistra Ricardo Rodriguez è pantagruelico e se davvero Andrea Conti dovesse confermare gli ottimi segnali delle ultime recite in rossoneri ritornando a essere il devastante esterno destro dei tempi dell’Atalanta il Milan avrebbe le fasce blindate per i prossimi anni. Già, ma la task force di mercato saprà resistere a eventuali maxi offerte?

Il rebus Nazionale, il nodo Champions

Un Theo Hernández così non può che essere destinato a far gola anche in ottica nazionale: già, ma dove potrebbe giocare l’esterno del Milan? Completata la trafila con le rappresentative giovanili della Francia il ragazzo è caduto nel dimenticatoio ma, dopo aver più volte strizzato l’occhio alla Nazionale spagnola (il bisnonno era di Girona), sembra ora determinato a tornare e vestire la maglia blu dei Galletti di Francia. Rispetto alla Spagna, la concorrenza in Francia per il ruolo di terzino/esterno sinistro è molto meno agguerrita e se continuasse così non pare utopistico pensare che possa scalzare i vari Digne e Mendy e candidarsi al vice Lucas Hernández. Che la fascia sinistra dei Campioni del Mondo possa diventare un affare di famiglia? C’è un problema serio: Deschamps non prende in considerazione i calciatori non impegnati in Champions League, figurarsi chi non ha diritto di cittadinanza nemmeno nella seconda competizione europea. Tale problema è dunque destinato a tormentare gli animi dei tifosi rossoneri: a giugno sarà inevitabilmente uomo mercato, a meno di una clamorosa rimonta rossonera.

Video - Theo Hernandez, il bad boy per il Milan che ha stregato Maldini a Ibiza

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