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La Juve di Ranieri

La Juve di Ranieri
Di Eurosport

Il 08/06/2007 alle 11:42Aggiornato

La società bianconera si muove sul mercato per prepararsi al ritorno in Serie A. Gigi Buffon sposa il progetto e rinnova. Sul fronte degli scontenti David Trezeguet e Mauro German Camoranesi

Il primo imprescindibile tassello della nuova Juve di Claudio Ranieri c'é. Il rinnovo di Gianluigi Buffon è cosa fatta: il portiere juventino, a lungo conteso dalle milanesi, ha prolungato fino al 2012, accettando di ridursi l'ingaggio per il primo anno, per poi tornare dal 2008 a percepire gli attuali 5 milioni di euro. In cambio la cessione dei diritti d'immagini e tutte le migliori rassicurazioni su un futuro da subito competitivo. Crede nel progetto bianconero il più forte portiere del mondo: un atto di fiducia nato dalla consapevolezza della propria forza, dalla convinzione che altri suoi compagni possano a breve seguire il suo esempio, dai 50 milioni di euro che la società è pronta a investire sul mercato per provare a centrare da subito la qualificazione in Champions League.

Se scontato è l'enorme valore aggiunto che porta con sé Buffon, un po' meno lo sono le firme sui rinnovi degli indecisi. Un partito guidato dal veterano del tiramolla David Trezeguet, a cui le offerte non mancano. Valencia e Lione in pole position per garantirsi le prestazioni dell'attaccante francese, che nutre delle riserve sulle proposte bianconere: contratto fino al 2011 per una cifra inferiori ai 4 milioni di euro, recuperabili negli anni successivi con premi a vincere e partecipazioni in Champions League. Questo quanto avrebbe proposto il diesse Alessio Secco a Jorge Trezeguet, il padre procuratore del transalpino.

Mugugni arrivano anche da Mauro German Camoranesi, legato alla Juve fino al 2009 ma intento a garantirsi un rinnovo a cifre non troppo svilenti rispetto a quelle guadagnate da alcuni suoi colleghi. Disponibilità sì, ma non a condizioni da "fratello minore", e sono parole del suo procuratore. Queste le impellenze della società, che non può esimersi, a prescindere dall"esito complessivo della questione rinnovi, dall'attivarsi sul mercato in entrata.

I nomi che circolano da settimane sono sempre quelli: dai sogni Lampard e Gilardino, che da soli esaurirebbero il budget stanziato per la campagna acquisti, ai forse più fattibili - ma comunque costosi - Rolando Bianchi e Iaquinta. L'esempio che salta in mente è quello del Bayern Monaco, rimasto escluso dalla Champions al termine di un'annata fallimentare e tornato prepotentemente sul mercato a colpi di milioni di euro. Liquidità che l'attuale Juventus può concedersi solo se spalmata su due stagioni.

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